Home / Codice Antigone / Bullismo e cyberbullismo, da fenomeno sociale ai risvolti penali

Bullismo e cyberbullismo, da fenomeno sociale ai risvolti penali

Bullismo e cyberbullismo sono tra i temi caldi del momento. L’associazione Anna Maria Marino contro la violenza di genere, da me fondata a Prato con sede in varie città della Toscana e del Friuli, si sta occupando anche della sensibilizzazione sul tema fra i giovani delle scuole superiori e medie.

Si è già svolto un primo incontro con gli studenti dell’Istituto superiore “F. Pacini” di Pistoia, grazie all’intervento della preside Ilaria Baroni e della professoressa Tiziana Vivarelli. Sono intervenute per l’associazione la presidente Consuelo Cecconi. La presidente Cecconi tiene in particolare modo al progetto al fine di sensibilizzare i giovani e fornire loro gli strumenti per difendersi da fenomeni come bullismo e cyberbullismo. Per questo gli interventi nelle scuole continueranno e si intensificheranno già dal prossimo maggio con le scuole medie “B. Pasquini” di Massa e Cozzile.

Cosa evidenzia la nostra associazione tramite la presidente? Innanzi tutto un dato su cui poco riflettiamo: quello che oggi stigmatizziamo come bullismo e condanniamo è un fenomeno fino ad ora ammesso, tollerato, anche esaltato. Basti pensare al fenomeno del nonnismo, sempre stato presente nell’esercito, ma non solo, anche nelle scuole. Chi ha la mia età ha dovuto pagare lo scotto di essere matricola sia al liceo sia all’Università, ma la mia generazione fu anche fra le prime che si rifiutò di fare alle matricole nuove lo stesso trattamento di nonnismo ricevuto.

Ci sono stati momenti in cui fare il processo a episodi di nonnismo nell’esercito era particolarmente difficile, basti pensare al caso Sceri, ma adesso la fase della presa di coscienza si è avviata e comportamenti tollerati diventano inaccettabili e addirittura oggetto di repressione legale.

Il bullismo, ovvero quella serie di comportamenti che offendono una persona e la schiavizzano, la vessano, ha moltissime forme a seconda dell’ambiente in cui si verifica: nel lavoro è mobbing, nell’esercito è nonnismo, in internet è cyberbullismo, è, quindi, un fenomeno condannato solo in tempi recenti, segnale di quella evoluzione etica che molto lentamente sta accadendo nella società, lentamente, ma sta avvenendo. Basti pensare che il mobbing è una creazione meramente giurisprudenziale recente e non esiste ancora una legge che lo disciplini.

I comportamenti vessatori che costituiscono il bullismo non trovano la disciplina per se stessi, cioè come atti di bullismo, ma sia nel codice civile sia in quello penale trovano norme che li puniscono, evidenziando la responsabilità di chi li mette in atto. Pensiamo alla particolare forma di bullismo che è il mobbing, di cui abbiamo appena parlato o allo stalking, che è di fatto una forma di bullismo, alle molestie, fatti disciplinati dal codice penale. Lo stesso “porn revenge” da poco stigmatizzato dal nostro Parlamento può essere considerato atto di bullismo.

Ciò che caratterizza il bullismo è sempre e comunque l’espressione di una arroganza gratuita che sfocia in violenza e vessazioni, ma copre e scopre la fragilità di chi lo pone in essere. Il bullo è un essere fragile e solo perché non ha modalità di rapporto con l’altro da sé se non in termini di violenza, non sa confrontarsi con l’altro, avere un rapporto paritetico, nella profonda solitudine di un IO che non crede a se stesso.

Occorre quindi ricordare che la lotta al fenomeno è recente e quindi sensibilizzare e attenzionare il fenomeno in cui il soggetto da aiutare è principalmente proprio il bullo.

About Jacqueline Magi

Check Also

Una storia: quella della sinistra italiana

Vi racconterò una storia. Siamo nell’Italia del dopoguerra e da una feroce lotta nasce una …

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi