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Bullismo e cyberbullismo, le responsabilità degli adulti e l’impegno ad ascoltare di più

«Quando se ne parla, tutto diventa più facile». È il messaggio finale che è stato rivolto più volte agli studenti delle classi seconde (nove in tutto) della scuola media statale San Paolo di Perugia, durante un incontro, che si è tenuto venerdì 7 febbraio nella sala della Notari di Palazzo dei Priori, in occasione della ‘Giornata mondiale contro il bullismo e il cyberbullismo’.

A promuovere l’iniziativa, dal titolo ‘Insieme si vince: dialogo aperto sull’uso consapevole della rete’, Michela Angeletti e Marco Morello, fondatori di Web genitori, in collaborazione con il Comune di Perugia, il Perugia calcio e il Comitato genitori scuola San Paolo. Bullismo e cyberbullismo due concetti difficili da spiegare a dei ragazzini che cominciano ad affacciarsi alla vita, a conoscere i primi telefonini e ad entrare in quella grande giungla virtuale che è la rete con tutti i suoi mezzi: i social network. Ed è proprio questo l’intento di ‘Web genitori’: cercare di sensibilizzare i bambini sulla tematica in maniera semplice e chiara, scegliendo le parole giuste, ma anche il modo più corretto per poterlo farlo, per spiegare come agisce il bullo e come deve reagire la vittima designata, ovvero il bullizzato.

Gli adulti devono stare in ascolto «Ho deciso di scendere in campo con ‘Web genitori’ – si è rivolta così Michela Angeletti agli studenti accompagnati dagli insegnanti – e di andare nelle scuole per dire che noi adulti vogliamo ascoltarvi, che voi contate, perché nel momento in cui vi relazionate con gli altri lasciate un’impronta e avete un potere grandissimo di poter cambiare le cose. Ognuno di noi ha una parte buona e un’altra cattiva e quando si sta dalla parte sbagliata si subiscono poi le conseguenze». Un monito il suo per far capire cosa si può e non si deve fare, ma che non basta perché è necessario ed urgente parlare di bullismo e cyberbullismo: «tutti i giorni – ha aggiunto Angeletti –, altrimenti è inutile farlo solo in determinate occasioni, diventa vano, perché il fenomeno nel frattempo continua a crescere».

Il messaggio forte lanciato dal palco dell’Ariston Non è passata inosservata, tra gli adulti e i giovanissimi, la canzone di Marco Sentieri ‘Billy Blu’, in finale tra le nuove proposte di questa settantesima edizione del Festival di Sanremo, che racconta la storia vera di un ragazzo tormentato a scuola e che dopo anni salva la vita al proprio bullo. Il riferimento al brano è stato fatto dalla dirigente scolastica della San Paolo Simonetta Zuccaccia che, con il suo intervento, ha ‘svegliato’ l’attenzione degli alunni, a riprova che la musica arriva dove spesso non riescono gli adulti. «Gli atti di bullismo sono sempre esistiti – ha sottolineato la dirigente – anche ai miei tempi, con la differenza che oggi quello che si fa o si dice non viene relegato in classe, ma viene trasmesso al di fuori attraverso i social network. Mi auguro che le parole che sentirete oggi vi rimangano impresse». Lanciando poi un messaggio finale importante: «Bisogna riflettere prima di fare o scrivere qualcosa e ricordate ‘Ciò che non vuoi che sia fatto a te, non farlo agli altri’».

Il web ed il suo uso corretto tra i giovanissimi La rete, una giungla virtuale ricca di opportunità, ma piena di insidie. Ecco la necessità di lavorare sui più giovani per aiutarli ad avere una maggiore consapevolezza sull’importanza dell’uso corretto dei social network. E a questo scopo dà un contributo anche ‘CoderDojo’, club gratuiti, il cui obiettivo è l’insegnamento della programmazione informatica ai più piccoli. Una sorta di guida per i ‘nativi digitali’, attraverso un percorso che li conduce da utilizzatori passivi-interattivi a creatori. CoderDojo è presente anche nel capoluogo umbro (sede Palazzo della Penna) grazie all’impegno congiunto di ‘Amor’ e di ‘Psiquadro’.

Fenomeno sommerso Gli atteggiamenti aggressivi, provocatori ed offensivi nei confronti di chi è più vulnerabile sono ormai all’ordine del giorno, ma non sempre le vittime hanno il coraggio di parlarne e denunciare il bullo. «Il fenomeno è sempre esistito ma oggi è preoccupante». Ha ricordato il procuratore generale della Repubblica di Perugia Fausto Cardella, che con parole semplici ha spiegato agli alunni: «Il bullo è un po’ prepotente, prova gusto a prenderci in giro, a farci del male e punta a ferirci sugli aspetti più sensibili della nostra personalità e tutti questi atteggiamenti spesso finiscono in rete attraverso i vari mezzi, provocando poi gravi conseguenze e noi dobbiamo essere in grado di difenderci». «La soluzione non è così semplice – ha aggiunto poi il maresciallo dei carabinieri Claudio Zeni –, ma la strada giusta è parlarne. Quando se ne parla tutto poi diventa più semplice. Anche perché il bullo si nutre delle difficoltà degli altri, ha sempre bisogno di approfittare delle debolezze altrui: perché quel ragazzo veste in un certo modo, perché porta i capelli a rasta o ascolta un certo tipo di musica, ma non dobbiamo permettere a nessuno di farci condizionare la vita e il nostro modo di essere».

Le responsabilità degli adulti e le proteste dei più giovani «Chi riceve sopraffazione e chi la compie ne subiscono le conseguenze per un lungo tempo – ha puntualizzato il pediatra Gianluca Tuteri, vicesindaco del Comune di Perugia – e avranno una vita sociale diversa dagli altri. Ma la colpa è anche nostra, di noi genitori ed insegnanti. Perché oltre all’istruzione è necessaria una formazione, che veda anche la presenza di figure importanti per la nostra crescita, i nonni. Manca spesso la capacità di amare i propri figli e di darli un’educazione fatta di regole». Il vicesindaco ha fatto anche l’esempio di Greta Thunberg, l’attivista diciassettenne svedese per lo sviluppo sostenibile e contro il cambiamento ambientale, e del diciottenne americano Ethan Lindenberger che ha disobbedito la madre no vax facendo di nascosto tutti i vaccini che avrebbe dovuto fare da bambino, diventando così un modello per molti adolescenti statunitensi e lanciando un movimento affinché il sistema sanitario vaccini i ragazzi anche senza il consenso dei genitori. «Un messaggio forte di protesta di entrambi – ha concluso il vicesindaco – contro gli adulti. E proprio da voi che dobbiamo partire: ascoltandovi». Alla domanda da parte del maresciallo Zeni se si verificano episodi di bullismo all’interno della propria scuola gli alunni, pochi coraggiosi, hanno alzato la mano.

Twitter @Ros812007

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