Una raccomandata mai consegnata può cambiarti la vita. In questo caso in senso negativo, visto che il destinatario della missiva è finito segnalato alla Centrale Rischi di Banca d’Italia. Con tutto quello che comporta in fatto di crediti bancari e finanziari in essere e da richiedere.

È servita una battaglia legale, prima davanti al giudice monocratico e poi in sede collegiale, Tribunale civile di Perugia, per ottenere il riconoscimento dell’errore e della trascrizione illegittima nel registro dei “protestati”.

L’avvocato Daniele Fantini si è occupato della vicenda riuscendo a dimostrare «che la segnalazione in Centrale rischi di Banca d’Italia di una impresa cliente era illegittima» e ad ottenere una sentenza che «ne ha ordinato la immediata cancellazione. La pronuncia ha particolare pregio in quanto stabilisce che il periculum in mora della segnalazione è in re ipsa (ovvero per il semplice fatto della segnalazione nei sistemi del merito creditizio). In pochi mesi dunque il cliente ha ottenuto giustizia e si è “riabilitato” agli occhi del sistema bancario».

L’istituto bancario aveva mandato il preavviso sulla situazione economica del cliente, ma lo stesso non l’aveva mai ricevuta. Senza notizie dal cliente la banca aveva proceduto all’iscrizione in Centrale rischi. Il cliente aveva fatto ricorso al giudice monocratico, ma non era riuscito a dimostrare l’illegittimità del provvedimento. Era scattato il ricorso al collegio, al quale la banca si era opposta sostenendo che la mancanza del preavviso non inficiava l’iscrizione nel registro dei creditori inadempienti.

I giudici hanno accolto il ricorso del cliente in quanto la banca avrebbe violato quegli stessi obblighi che gli istituti si sono dati in fase di regolamentazione dell’iscrizione del registro: la comunicazione dell’avvio del procedimento è obbligatoria in quanto serve ad aprire un canale di comunicazione con il cliente. Una volta conosciuti i rischi ai quali potrebbe incorrere sta al cliente valutare le modalità di estinzione del debito. I giudici, quindi, hanno deciso per l’illegittimità del procedimento e dell’iscrizione se il cliente non ne viene informato.

 

Pubblicato da Umberto Maiorca

Giornalista professionista, scrittore e sceneggiatore

Leave a reply