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Coronavirus, i servizi bancari essenziali garantiti e il non rispetto degli utenti

Con l’emergenza sanitaria è cambiata la nostra vita, dai nostri piccoli gesti quotidiani al modo di fare la spesa, fino al lavoro. Dal 23 marzo scorso in Italia è quasi tutto fermo, sono garantiti solo i servizi essenziali. Tra questi continuano a garantire l’operatività anche le banche e gli uffici postali. Ma è bene ribadirlo: bisogna recarsi nelle filiali aperte solo se strettamente necessario. Se le operazioni sono rinviabili, non urgenti o possono essere svolte online o dal bancomat\postamat, non è necessario presentarvi personalmente. Eppure, sembrerebbe, che non tutti abbiano compreso il concetto, generando così tra gli impiegati preoccupazione e tensione.

Chiusura filiali e personale ridotto

Tra filiali chiuse, chi ha diritto alla 104, al congedo parentale, chi abita a più di 30 chilometri, il lavoro paradossalmente è aumentato. «Lavoro alla filiale di Ponte San Giovanni che è stata chiusa – spiega Daniele Bravi, rappresentante sindacale Uilca – attualmente sono stato spostato in quella di via Settevalli, quindi mi occupo contemporaneamente di due postazioni e il lavoro è aumentato. Anche perché riceviamo molte telefonate di ogni genere. Fino alla scorsa settimana, ad esempio, per la sospensione dei mutui (ancora non era stato pubblicato il decreto attuativo), capisco le preoccupazioni della gente, non c’è liquidità di denaro, ma senza il decreto non si poteva procedere». Il problema ovviamente non è rispondere alle domande degli utenti, ma cercare di lavorare serenamente in un momento surreale per tutti.«La situazione è pesante – chiarisce Bravi – siamo preoccupati, vorremmo ritornare a casa sereni cercando di non portare il virus. Ho una moglie e quattro figli, lavoro quasi tutti i giorni, solo un giorno a settimana ho la possibilità di fare formazione online e c’è ancora troppa gente che non rispetta le direttive».

Le mascherine insufficienti

Il problema è sempre quello: la mancanza di dispositivi protettivi sufficienti per tutti. Soprattutto considerando che a fronte di circa 8 dipendenti sono state fornite solo cinque mascherine, che necessitano di essere cambiate. E, proprio per la loro carenza, è stato consigliato di indossarle solo in caso in cui abbiano a che fare con un cliente che presenta sintomi influenzali. Non bastano i gel igienizzanti, i guanti, i dispositivi in plexiglass per le scrivanie, che hanno ricevuto, senza mascherine i bancari si sentono poco tutelati e protetti. «Abbiamo bisogno delle giuste tutele, non siamo adeguatamente protetti – racconta ancora Daniele – Molti continuano a venire in banca per operazioni non necessarie, rinviabili o che possono essere svolte tranquillamente online o al bancomat e questa è una palese mancanza di rispetto. Anche i pensionati preferiscono recarsi personalmente in sede e non vogliono saperne di prelevare la pensione dal bancomat. E come rappresentante sindacale raccolgo spesso gli sfoghi dei colleghi, faccio continue segnalazioni, ma poi cambiamo le direttive, ognuno le interpreta a proprio modo, non sempre è facile stare dietro a tutto, lavoriamo in una condizione difficile». E c’è anche chi si è messo in testa che il governo vuole mettere mano sui risparmi dei cittadini e pretende la chiusura dei conti e ritirare tutti i soldi. La preoccupazione per la crisi economica porta anche a questi pensieri che non hanno nulla di fondato.

Ennesimo appello alla responsabilità

«Ribadisco quello che è stato detto più volte – conclude il rappresentante sindacale Uilca – bisogna recarsi in banca solo per operazioni necessarie e non rinviabili, per necessità concreta. Ripeto il 70% dei clienti viene allo sportello per operazioni rinviabili e che si possono fare da casa o al bancomat. Bisogna avere rispetto per chi garantisce un servizio considerato essenziale, per rispetto anche dei nostri familiari che ci aspettano a casa, abbiamo dei figli, dei genitori anziani. Da un mese non vedo i miei genitori per rispetto, porto a loro la spesa e li vedo nel momento in cui si affacciano dal terrazzo del quarto piano, come non li vedono neanche i miei figli, se non tramite le videochiamate, e questo è pesante per tutti. Così come non vedono i nonni materni da Natale, perché abitano a L’Aquila. È sicuramente una situazione nuova e difficile per tutti, ma ci vuole rispetto».

Difficoltà anche negli uffici postali

Anche gli impiegati di Poste italiane si sentono poco tutelati e rispettati. Le file ci sono state soprattutto durante i giorni scorsi di erogazione delle pensioni, ma «in molti si recano negli uffici postali anche per effettuare operazioni non necessarie e indispensabili – afferma Giuseppe Mezzoiuso, segretario provinciale Perugia Confsal Comunicazioni – e così facendo mettono a rischio contagio loro stessi e gli operatori». Una preoccupazione non da poco, dopo la morte dei primi due impiegati delle Poste a Bergamo (purtroppo sono venuti a mancare a causa del Covid-19 altri due lavoratori).

Il rischio contagio sembra non spaventare i temerari

«Tanti pensionati fanno la fila, poi ci sono quelli che vengono per pagare un bollettino che ha una scadenza tra un mese o quelli che devono caricare la postepay per poter fare acquisti online – sottolinea Mezzoiuso – o ancora solo per aggiornare il libretto o fare il saldo del conto corrente. Operazioni non necessarie e indispensabili». Operazioni che anche in questo caso possono essere effettuate online o al postamat. «Probabilmente credono che chi sta davanti agli uffici postali in fila anche per un’ora non rischi di essere contagiato – conclude il segretario provinciale Perugia Confsal Comunicazioni – e che anche gli sportellisti siano immuni. Mi auguro che queste mie parole servano a sensibilizzare la gente sull’argomento, che capisca che non bisogna uscire di casa se non è necessario: è più rischioso e pericoloso essere contagiati facendo la fila, che magari fare una passeggiata in solitaria».

E il lavoro in questi giorni, tra richieste di sospensione del mutuo da parte delle famiglie e l’anticipo della cassa integrazione in deroga ai lavoratori, inevitabilmente aumenterà, insieme alla tensione per gli impiegati di banca.

Twitter @Ros812007

About Rosaria Parrilla

Giornalista pubblicista, addetta stampa, conduttrice televisiva e di eventi

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