Home / News / Attualita / Covid19, il calvario di Lorenzo: ventunenne malato per 62 giorni

Covid19, il calvario di Lorenzo: ventunenne malato per 62 giorni

Il Covid-19 non ha lasciato e non lascia scampo a nessuno, neanche ai giovani. Al contrario, anche costoro vengono colpiti e, alcuni, impiegano molto tempo per sconfiggere la malattia.

Lo conferma la storia di Lorenzo Pablo Mazzanti, ventunenne di Città di Castello che ha combattuto contro il Coronavirus per 62 lunghi giorni.

Poi, la scorsa settimana, è finalmente arrivata la notizia della guarigione. Tuttavia, il lungo periodo di isolamento e le difficoltà che ha comportato la malattia, resteranno sempre impressi nella mente di Lorenzo, il quale, oltre ad essere studente del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Perugia, è uno sportivo. Lorenzo, rugbysta, gioca attualmente in serie A con il Rugby Perugia e, in passato, ha giocato per due anni con le giovanili della nazionale italiana e il suo sport richiede un allenamento giornaliero. Pertanto, dire che stare più di due mesi in isolamento non è stato semplice, è un eufemismo. Inoltre, anche i genitori di Lorenzo hanno contratto il virus e vivere nella stessa casa senza poter stare insieme, è stato terribile.

Lorenzo in compagnia del suo gatto Stanis, nel periodo di quarantena

Lorenzo ha voluto raccontarci la sua storia in prima persona, cogliendo l’occasione anche per rivolgere un appello soprattutto ai suoi coetanei, auspicando che si comprenda la pericolosità di questo male e che si adottino i comportamenti corretti, nel rispetto degli altri e di se stessi.

Col virus non si scherza e si può star male sia fisicamente – come nel caso di Lorenzo che ha accusato i sintomi della malattia – sia psicologicamente.

Lorenzo, quando e come hai scoperto di essere positivo al Covid-19?

“Ho scoperto di essere positivo il 3 aprile, anche se i miei genitori ed io abbiamo avuto i primi sintomi a metà marzo. Dopo alcune settimane di monitoraggio telematico dei medici, vedendo i sintomi che corrispondevano a quelli del Covid-19, ci è stato fatto un tampone, al quale il giorno successivo mia madre ed io siamo risultati positivi. Allo stesso tampone, mio padre è risultato negativo e, dopo altri due, sempre negativi, gli è stato fatto l’esame sierologico, il quale ha evidenziato che aveva avuto il Coronavirus, ma si era negativizzato in tempi brevi. Mia madre, invece, è guarita pochi giorni prima di me”.

Come hai trascorso il tempo in isolamento (dal punto di vista personale e familiare)?

“Abbiamo avuto numerosi problemi dal punto di vista dell’isolamento in casa. I primi giorni, dovendo attenerci ai protocolli dei medici, non potevamo avere contatti nemmeno tra di noi. Mia madre ed io, seppur entrambi positivi, per protocolli di sicurezza non potevamo stare vicini, a scopi preventivi (poiché non si sa ancora molto riguardo a questo virus). Doveva esserci distanziamento anche tra di noi e mio padre, nonostante fosse sempre risultato negativo, non poteva avere contatti con noi, sebbene fosse in casa. Quando andavamo in bagno, dovevamo girare per casa con la mascherina. Abbiamo dovuto mangiare sempre separati. Io facevo colazione, pranzo e cena in camera. Non potevo andare in sala o in cucina assieme a mamma e papà. Dal momento che mio padre è sempre risultato negativo, era lui a cucinare per noi e ci lasciava il cibo fuori dalle rispettive camere. Non potevamo nemmeno guardare un film tutti insieme; nella normalità dell’isolamento contumaciale non avevamo modo di riunirci e passare un po’ di tempo con più spensieratezza. Mamma e papà non hanno dormito insieme per circa 25 giorni”.

Quanti tamponi hai fatto prima di essere stato dichiarato guarito? E cosa hai provato quando è arrivata la notizia della guarigione?

“In totale ho fatto 10 tamponi. Per essere guariti si deve risultare negativi a due tamponi consecutivi. Spesso mi è capitato di essere negativo al primo per poi risultare positivo (dopo 24/48 ore) al secondo: un cosiddetto falso negativo, cosa non rara. Ho assaporato più volte l’idea di essere guarito e più volte sono rimasto estremamente male quando vedevo sfumare la ‘guarigione’ in questo modo. Quando la dottoressa Rossana (colei che ci ha seguito telefonicamente per tutta la convalescenza) mi ha chiamato dandomi notizia della guarigione, ho provato un’emozione unica. Gioia e felicità allo stato puro. Mi sono sentito vivo, incredulo, fiero, emozionato. Un momento difficile da spiegare, ma che porterò sempre nel cuore”.

Malgrado tutto, c’è qualcosa di questo periodo che ricorderai con orgoglio?

“Sono fiero dei nostri comportamenti (miei e della mia famiglia), di come abbiamo agito e di come abbiamo affrontato questo periodo difficilissimo. È stato un periodo estremamente difficile dal punto di vista psicologico ma, nonostante questo, ci siamo aiutati all’interno della famiglia. Inoltre, parenti, amici e conoscenti hanno rappresentato una parte importantissima di questa guarigione. C’è stata grande solidarietà e siamo stati aiutati sia materialmente che dal punto di vista psicologico. Tengo in particolar modo a sottolineare che, stante le difficoltà vissute durante l’isolamento, abbiamo sempre rispettato i protocolli. Sappiamo che chi è positivo ed esce di casa, è passibile di denuncia e rischia pene severe, ma se abbiamo rispettato i protocolli è in primis per tutelare la salute, oltre che di noi stessi, di coloro con cui avremmo potuto avere dei contatti. Abbiamo fatto dei sacrifici, ma ora più che mai mi rendo conto di quanto questi siano serviti e ne sono orgoglioso. Abbiamo reagito bene, con forza, con coraggio e determinazione”.

Visti anche gli episodi verificatisi durante il primo week-end dalla fine del lockdown, cosa vorresti dire ai giovani?

“Dobbiamo essere responsabili. Dobbiamo dimostrare valore ed intelligenza. Tutti vogliamo rivedere amici, familiari, fidanzati etc., ma ora è doveroso fare qualche sacrificio in più, per la nostra salute, dei nostri cari e di un’intera comunità. Dobbiamo pensare che comportamenti superficiali vanno evitati per il bene di tutti”.

About Sara Autorità

Check Also

Una manifestazione per la libertà, da piazza Tienanmen alla repressione di minoranze e dissidenti

L’associazione Italia-Tibet ha organizzato una manifestazione per ricordare la strage di piazza Tienanmen e la …

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi