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Crimini contro gli animali: una denuncia ogni 55 minuti

Aumentano i crimini contro gli animali, cresce il traffico di cuccioli dai Paesi dell’Est (per un business da 300 milioni di euro all’anno), si diffondono i combattimenti clandestini e le corse illegali. Il rapimento di esemplari di razza è un altro grande affare per la criminalità organizzata che detiene il predominio anche nei crimini che hanno per vittime o protagonisti gli animali.

In pochi anni le Procure d’Italia hanno messo insieme 8.500 fascicoli: il 31,19% dei procedimenti riguarda il maltrattamento degli animali; il 30,9% l’uccisione di animali; il 17,1% i reati di caccia (cresciuti in due anni del 6,8%); l’abbandono e la detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura si ferma al 14,6% mentre in fondo alla classifica c’è l’uccisione di animali altrui, il traffico di cuccioli (che però aumenta del 10%) e l’organizzazione di combattimenti competizioni vietate o non autorizzate, quindi combattimenti di cani o corse illegali di cavalli.

I dati sono riportati nel Rapporto Zoomafia 2018 “Crimini e animali”, redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV, giunto alla diciannovesima edizione e dove si analizza lo sfruttamento criminale di animali avvenuto nel 2017. L’edizione 2018 del Rapporto Zoomafia ha avuto il patrocinio del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, con cui la LAV ha siglato un Protocollo d’Intesa per rafforzare prevenzione e contrasto dei reati a danno di animali, e della Fondazione Antonino Caponnetto.

Nel 2015 e nel 2016 sono stati sequestrati 964 cani e 86 gatti per un valore complessivo di 717.800 euro, mentre le persone denunciate in genere sono russi, ungheresi, bulgari, serbi, moldavi, ucraini, slovacchi, rumeni e anche tanti italiani. Dietro a tutti questi crimini c’è la malavita organizzata. Dal 2017 i procedimenti contro chi maltratta gli animali, inoltre, sono aumentati del 3,7%. Ogni 55 minuti viene aperto un nuovo fascicolo per reati contro gli animali e una persona è stata indagata ogni 90 minuti circa. Gli indagati totali sono 5.310.

«Il primo dato che emerge dal nuovo Rapporto è la conferma della capacità penetrante della criminalità organizzata in settori diversi ma accomunati dal coinvolgimento di animali – afferma Ciro Troiano – Interessi che si intrecciano con le più tradizionali attività manipolatorie e pervasive come la corruzione, la connivenza con apparati pubblici infedeli, il perturbare gli appalti, il controllo delle attività illegali sul territorio. Segnali di questo tipo arrivano da diversi filoni, come il traffico di cuccioli, la gestione dei canili, il controllo dei pascoli. Un altro dato da rilevare è la sempre maggiore gestione organizzata delle condotte zoocriminali. Sempre più spesso, infatti, si riscontrano reati associativi, perpetrati da gruppi di individui legati o dal concorso o da vero vincolo associativo».

«Per il 2017 la Procura con meno procedimenti per reati contro gli animali, è quella di Savona con 3 procedimenti a carico di ignoti. Seguono Nocera Inferiore (SA), 6 procedimenti e 4 indagati, Vasto (CH), 8 procedimenti e 2 indagati, Lagonegro (PZ), 10 procedimenti e 10 indagati, Locri (RC) 13 procedimenti e 8 indagati, Pisa, 15 procedimenti e 12 indagati, Lanciano (CH), 17 procedimenti e 11 indagati, Pistoia, 17 procedimenti e 14 indagati, e Gela (CL), 20 procedimenti e 13 indagati – si legge nel rapporto di Lav – La Procura di Brescia, sempre in base al campione dell’82% analizzato, si conferma quella con più procedimenti iscritti per reati contro gli animali nel 2017: 527 procedimenti con 387 indagati. C’è da dire che più della metà dei procedimenti, 275 fascicoli, pari al 52% del totale, riguarda i reati venatori che hanno coinvolto il 72% degli indagati (279 persone)».

About Umberto Maiorca

Giornalista professionista, scrittore e sceneggiatore

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