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Da Viani a Viviani: uno sguardo alla collezione Pepi

È nata da poco una associazione dal nome “L’albero dell’arte” con sede a Montecatini Terme che si occupa principalmente di organizzare mostre dalla collezione Carlo Pepi.

Mentre se ne sta concludendo una a Montale a Villa Smilea sta per aprirne una a Massa e Cozzile (Pistoia) di cui offriamo una breve presentazione.

La mostra che presentiamo oggi nasce dalla stupenda collezione di Carlo Pepi.

Carlo Pepi è un personaggio straordinario. Il suo essere straordinario non risiede tanto nell’avere una collezione privata di circa trentamila quadri, nell’essere questa collezione la più importante in Italia e forse nel mondo per il rapporto qualità/ prezzo, cioè avere una collezione vastissima e rappresentativa con la minima spesa, ma risiede proprio nel suo essere, nel suo modo di essere.

Carlo Pepi è un vero intenditore di arte e non si fa influenzare dall’opinione di nessuno: vede un pezzo e sente che è arte in base all’emozione che il pezzo scatena, senza soffermarsi in inutili e lambiccosi ragionamenti. Così ha scoperto e valutato Fattori prima di tutti gli altri e quando gli altri lo buttavano via lui ha raccolto pazientemente le sue opere, spesso trovate sulle bancarelle a centomila lire. Così ha scoperto e valorizzato tanti autori di questo nostro Novecento che sono passati inosservati dai riflettori dei “grandi critici”: lui li ha raccolti e valorizzati ed oggi, a distanza di anni, il tempo gli da ragione, ora che i Macchiaioli vengono ‘scoperti’ dopo essere stati abiurati in nome dei francesi e delle loro innovazioni. Pepi ha dimostrato in alcune sue conferenze come Fattori sia stato più avanti e più moderno dei francesi, come abbia dato vita al primo astratto ancora nel 1800, nuotando controcorrente e contro i critici famosi.

Ascoltarlo è un piacere immenso, ti affascina e ti porta con sé nello studio di Fattori, a casa sua quando riceve un giovane Modigliani, alla scuola di Modigliani, e per una artista come me è una boccata di ossigeno ascoltarlo. Sapere che esiste qualcuno che sa valutare l’arte per quanto da in termini di emozioni e sentimenti, scevro da preconcetti, rende la fiducia nella possibilità che esista ancora l’Arte, quella vera e che non venga barattata per interessi economici.

Un grazie a Carlo Pepi per il suo grandissimo contributo al mondo dell’Arte.

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