Home / News / Dai morti di “Teresa Moda” alla rinascita: parla il prefetto Maria Laura Simonetti

Dai morti di “Teresa Moda” alla rinascita: parla il prefetto Maria Laura Simonetti

Sarà ancora una donna a guidare la prefettura pratese, come nel 2005, quando arrivò nella città laniera Eleonora Maffei che dopo quattro anni lasciò la poltrona a Maria Guia Federico, a cui subentrò Maria Laura Simonetti nell’agosto del 2013. Quest’ultima ha lasciato la prefettura di Prato il 13 febbraio per trasferirsi in quella di Lucca, e al suo posto Rosalba Scialla, come deliberato a fine gennaio dal consiglio dei ministri nell’ambito della definizione dell’organigramma completo del movimento dei prefetti.

Nata ad Abbadia San Salvatore (in provincia di Siena) sessantatre anni fa, Maria Laura Simonetti è entrata nella carriera prefettizia nel 1981 ed è stata assegnata alla prefettura di Firenze, sede in cui ha ricoperto numerosi e delicati incarichi, tra i quali quello di vice prefetto vicario reggente, e componente di importanti commissioni; dal 2003 al 2010 ha prestato servizio, come viceprefetto vicario, nelle prefetture di Pisa e di Lucca, dove si è occupata della gestione di varie emergenze di protezione civile.

Inoltre commissario straordinario al Comune di Pisa; nell’ottobre 2010 le venne affidata in reggenza la Prefettura di Lucca fino alla nomina, disposta dal consiglio dei ministri il 22 dicembre 2010, a prefetto di Belluno, incarico che ha svolto fino al 4 agosto 2013,per poi passare alla Prefettura di Prato.

Arrivata in città nell’agosto del 2013 Maria Laura Simonetti, ricorda con sgomento, la domenica del primo dicembre quando, in attesa di ricevere in prefettura con le autorità locali, il ministro dell’interno Romeno, le venne passata la telefonata dei vigili del fuoco che la mettevano al corrente di un incendio di vaste proporzioni, scoppiato presso l’azienda di confezioni “Teresa Moda” e che avevano estratto una prima vittima.

“La tragedia del 1 di dicembre – dice Simonetti – ha segnalato non solo a Prato, l’elevato livello di pericolosità per la vita delle persone causata dalla situazione di illegalità nella gestione delle aziende soprattutto etniche nel comprensorio pratese e con alcune propaggini anche in provincia. Nel mese di novembre era stato rinnovato il patto per “Prato Sicura”, che estendeva i controlli di interforze dedicate nelle aziende. Già erano stati svolti più di 1400 accessi, anche se occorreva farne di più. Ricordo – continua – dopo pochi giorni fu convocato un tavolo nazionale per l’esame congiunto a cui parteciparono l’allora sindaco Cenni, il presidente della Regione e il presidente della Provincia, i Ministri competenti nonché i direttori delle agenzie degli enti preposti ai controlli (Inps, Inail) Agenzia delle entrate e vertici delle forze di polizia tutto ciò ha portato a una intensificazione dei controlli nelle aziende del territorio pratese da parte delle Istituzioni dello Stato ed il varo da parte della Regione Toscana del Patto per il lavoro sicuro da parte della Regione Toscana con l’assunzione tra l’altro di 50 ispettori Asl dedicati. Un poderoso impegno istituzionale che ha consentito una parte intensificazione dei controlli coordinati e armonizzati attraverso i coordinamento tecnico del questore e quello istituzionale del prefetto”.

Cosa può dirci riguardo la lotta all’illegalità e alla microcriminalità che genera paura e insicurezza nei cittadini?

“Nell’ambito della lotta all’illegalità sul territorio pratese è stato profuso altrettanto impegno con particolare riferimento allo spaccio di stupefacenti e alla criminalità diffusa in genere, che tanto incidono sulla sensazione di insicurezza dei cittadini e insieme alle istituzioni siamo intervenuti per il risanamento delle due stazioni della città, la centrale e quella di Porta al Serraglio attraverso una serie di riunioni con il sindaco, la polizia ferroviaria, Trenitalia e devo dire che alcuni degli obiettivi in materia sono stati raggiunti. In questo senso sono contenta di poter affermare che laddove si lavora in collaborazione e cioè tutti insieme, ovvero forze dell’ordine, enti, istituzioni, associazioni si ottengono importanti risultati perché, e questo è anche un mio personale convincimento, maggiore è la frammentazione delle competenze, maggiore è la necessità di coordinamento. Contro la microcriminalità abbiamo agito con gli stessi metodi interistituzionali non solo attraverso il massimo impegno delle forze di polizia, ma anche con il pieno coinvolgimento delle polizie municipali. Abbiamo esteso i controlli interforze ai pubblici esercizi che hanno consentito al sindaco di disporre la chiusura di alcuni locali, laddove sono state riscontrate gravi irregolarità. Nell’ultimo triennio il Gruppo Interforze ha effettuato 2.735 controlli con accesso alle imprese a cui si devono aggiungere ulteriori 3430 della Regione Toscana. In virtù del Patto di monitoraggio delle attività produttive mediante banche dati degli enti pubblici, la “lotta alle imprese di carta” (che ha visto impegnati 21 Enti), ha ottenuto significativi risultati, con cancellazioni, solo nell’anno 2016 di 212 partita IVA e 89 cancellazioni dal registro delle imprese di aziende inesistenti. Fondamentale è stato lo scambio virtuoso di informazioni che la Commissione d’Inchiesta sulla contraffazione, prima il Censis poi hanno definito un modello efficace da esportare a livello nazionale per accrescere l’effettiva attività di controlli”-

“Devo dire – aggiunge ancora Simonetti- che l’anno trascorso è stato contraddistinto anche dall’accoglienza migranti che non poche e comprensibili preoccupazioni ha creato in città, e il nostro sforzo è stato soprattutto nella direzione di garantire le generali condizioni di sicurezza e rispetto della dignità umana, grazie ad un’attenta opera di mediazione basata sugli accordi con enti locali e associazioni di volontariato e del volontariato sociale e di questo ringrazio la diocesi, la Caritas diocesiana, l’Opera Santa Rita, fondazione onlus e gli altri enti gestori e amministrazioni comunali, per il loro impegno e perché siamo riusciti a coniugare la sicurezza con la testimonianza dei nostri valori dei diritti umani nella legalità. Da parte mia, mi sono impegnata a favorire in ogni modo la cooperazione istituzionale su cui il presidente Mattarella ha richiamato l’attenzione dei prefetti quale condizione essenziale per superare situazioni di stallo e contrasti che ritarda e spesso vanifica la decisione finale. In questo ambito desidero ringraziare le Istituzioni pratesi,tutte le forze dell’ordine e i militari impegnati nell’operazione Strade Sicure, i vigili del fuoco ma anche tutti i dipendenti pubblici che servono con disciplina ed amore questa città mettendo nel loro lavoro la passione civica che ha consentito di superare difficoltà e carenze strutturali. Un pensiero a parte alla magistratura della nostra città che porta avanti, nonostante le carenze di organico, importanti indagini, ma anche, in altro ambito, garantisce al meglio il servizio giustizia con alte capacità professionale e con occhio attento ai problemi della città. Una città che gioca in squadra la difficile partita verso la sua rinascita civile culturale ed economica. La squadra Stato di cui tutti ci sentiamo partecipi nella diversità dei rispettivi ruoli nello sforzo collettivo per cogliere, sostenere e valorizzare qualunque segnale positivo”.

Lasciando la città cosa augura ai pratesi?

“Innanzitutto di riscoprire la propria città che è una città prestigiosa con testimonianze di un illustre passato e di rinnovare i fasti di città industriale. Invito i pratesi a viverla soprattutto nelle strade del centro storico, penso alla piazza Santa Maria delle Carceri, al Pretorio, che hanno reso Prato una bella realtà da visitare e conoscere. Aggiungo con un pizzico di orgoglio che siamo riusciti anche a gestire importanti eventi istituzionali che hanno riguardato la città come la visita del Santo Padre, dell’Ambasciatore tedesco, dell’allora presidente del consiglio Renzi, l’inaugurazione del Museo Pecci, un segnale di rinascita della cultura. Infine segnalo -e conclude, la prefetta Maria Laura Simonetti, – che dal mese di dicembre il territorio di Prato, al pari di Roma, Firenze e Milano potrà contare sulla copertura giorno e notte del servizio ‘Elivideo’, un sistema che consente di trasmettere, in tempo reale, le immagini riprese in volo da un elicottero della polizia di Stato alle sale operative della questura e del comando polizia municipale di Prato e in occasione di eventi che riguardano la pubblica sicurezza, ma anche alla sala unificata di protezione civile per le emergenze di protezione civile al fine di tutelare al meglio la collettività ed i singoli cittadini dai pericoli provocati dall’uomo o dalla natura, salvaguardandone la sicurezza”.

P. S. S.

 

(articolo già pubblicato su www.stamptoscana.it)

About Patrizia Scotto di Santolo

Check Also

Cambiare la legge regionale sulla reimmissione dei randagi, pericolo per l’uomo e per l’animale. Il rischio mafia

La legge 15/2000 della Regione Sicilia riguarda la gestione dei cani randagi, prevedendo la loro …

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi