Nella riforma Orlando del luglio 2017 fra le varie modifiche abbiamo quella della prescrizione, di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente.
Riprendiamo il discorso con l’altra notevole modifica della prescrizione prevista dalla riforma: la prescrizione dei reati sessuali e violenti con vittima minorenne. La riforma prevede che essa non decorra più dal fatto reato, come di norma, ma dal momento che la vittima compie la maggiore età, cioè diciotto anni, salvo il caso che l’azione penale fosse già esercitata.
Questa previsione può semplificare la denuncia dei fatti reato peggiori. Mi riferisco ai casi veramente terribili, quando nelle violenze sul minore sono coinvolte tutte le figure di riferimento, ovvero entrambi i genitori. Mi rendo conto che sto per affrontare un argomento forte e che mai nessuno vorrebbe sentire ma vi sono, purtroppo, casi di violenza, anche sessuale, perpetrata da entrambi i genitori sui figli, affiancati da casi di violenza di un solo genitore con la tolleranza dell’altro, spesso la madre, che sa, ma non vuole denunciare, talora per paura di perdere un marito che, comunque, la mantiene, per non trovarsi a gestire la sua vita da sola. So che molti non ci crederanno, ma ho visto alcuni casi di madri violentatrici insieme al padre o al patrigno, molti casi di madri silenti per paura di perdere soldi o posizioni, preferendo il quieto vivere alla salute della propria o delle proprie figlie o figli.
Oltre a questi citati, che sono i casi estremi, vi sono, comunque, tutte le situazioni di violenza fisica e quelle di violenza assistita, in cui i minori, apparentemente, non vengono coinvolti, ma sono, invece, spettatori coinvoltissimi della violenza nella coppia genitoriale e ne portano i segni per la vita. Solo adesso si inizia a considerare la violenza assistita ed i suoi tragici effetti e non è nemmeno semplice dimostrarla e punirla, siamo agli inizi di un percorso.
Vi sono poi tutti i casi di violenza sessuale sui minori, i reati commessi dai pedofili, che vanno dallo sfruttamento delle immagini pornografiche dei minori alle violenze sessuali reali allo sfruttamento della prostituzione minorile. Ma l’orrore non finisce qui. Esiste ed è internazionale la tratta delle persone, tratta delle nere dall’Africa, tratta delle bianche dai paesi slavi, tratta dei bambini dai paesi slavi, dall’Asia e dall’Africa. Ne parlo nel mio libro “Le donne dell’articolo 18” edito Marco Del Bucchia, Viareggio, 2008 e nove anni dopo ci sono ancora persone che non sanno della esistenza della compravendita delle donne, dei mercati delle schiave. Tutto ciò si affina quando si tratta di bambini, perché se la tratta delle donne viene fatta da mafie più o meno forti la tratta dei bambini viene effettuata dalla lobby pedofila, da un gruppo che non esito a chiamare lobby per la sua organizzazione perfetta, segreta e potente. Tanto segreta e potente che le indagini che si tentano nei loro confronti si arenano, ad un certo punto trovano muri invalicabili fatti di capacità tecniche raffinatissime che ostacolano ogni progresso possibile. Eppure si tratta di traffico internazionale di essere umani, bambini che vengono acquistati per i motivi più vari, dalle adozioni illegali al commercio di organi fino all’uso per snuff film. Tutto questo è mostruoso, ma esiste ed il silenzio e la mancanza di conoscenza di questi fenomeni non aiuta le vittime, vittime che non sempre sono di paesi lontani.
La nuova previsione sulla prescrizione è un aiuto che permette alle vittime di denunciare con calma e quando si realizzano situazioni favorevoli come il non dipendere più dagli stessi rei, o avere condizioni tali da poter agire in autonomia. Quando si dipende, sia economicamente che in tutto il resto, da chi ci fa violenza, può diventare difficile denunciare. Molte volte ho visto bambini che dopo la scoperta degli orrori in cui vivevano, scoperta fatta da insegnanti o per altre vie, ritrattavano tutto quanto detto in un primo momento perché le loro ammissioni avevano portato il maltrattante in carcere e questo non può permetterselo la psiche di un bambino, che si vede dipendere dalla esistenza di un genitore.

Pubblicato da Jacqueline Magi

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