Home / News / Attualita / Dirigenti medici in extramoenia delle Aziende sanitarie dell’Umbria: «Abbiamo diritto anche noi all’indennità da Covid-19»

Dirigenti medici in extramoenia delle Aziende sanitarie dell’Umbria: «Abbiamo diritto anche noi all’indennità da Covid-19»

I medici in extramoenia delle Aziende sanitarie dell’Umbria si uniscono per far sentire la loro voce in un unico coro: «Anche noi dirigenti medici abbiamo diritto, al pari dei nostri colleghi in intramoenia, all’indennità Covid-19». Tutto è nato quando è stato siglato, i primi di maggio, un accordo tra la Regione Umbria e le organizzazioni sindacali per l’assegnazione e l’utilizzo delle risorse salario accessorio per la gestione dell’emergenza Covid-19, che ha, di fatto, escluso i professionisti non in rapporto esclusivo con le aziende sanitarie regionali. Ora i dirigenti medici che non hanno ricevuto nessun tipo di riconoscimento, nonostante abbiano avuto contatti diretti con pazienti affetti da coronavirus, esponendosi, quindi, al rischio di contagio, e siano stati disponibili a ricoprire mansioni diverse per coadiuvare i propri colleghi, per la riorganizzazione dei servizi richiesta da Regione ed Azienda, hanno deciso di scrivere una lettera.

Lettera alle istituzioni Il gruppo di dirigenti medici delle Aziende sanitarie della Regione Umbria, in rapporto non esclusivo, extramoenia, si è rivolto direttamente alla presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, all’assessore regionale alla salute e politiche sociali, Luca Coletto, e al direttore della direzione salute dell’ente, Claudio Dario, per manifestare il proprio disappunto. «Con questa lettera vogliamo esprimere la nostra profonda amarezza ed il nostro sdegnato rammarico per lo scandaloso accordo regionale, da Voi definito, per l’assegnazione al personale sanitario, di tutte le Aziende sanitarie dell’Umbria, delle risorse per la gestione dell’emergenza Covid. L’esclusione di tutti i dirigenti medici in regime non esclusivo (extramoenia) dall’assegnazione delle risorse economiche relative alla gestione dell’emergenza Covid, come se i dirigenti medici in extramoenia non avessero partecipato alla assistenza dei malati di Covid o non fossero stati esposti al rischio di infezione è un fatto che riteniamo estremamente grave e discriminatorio».

Scelta politica offensiva e vergognosa I toni non sono affatto distensivi e il gruppo di professionisti non ci va leggero. «Intendiamo rappresentarvi – si legge nel testo – perché molto verosimilmente questo non vi è chiaro, vista la scelta politica che avete fatto, che i dirigenti medici in extramoenia hanno svolto e svolgono a tutt’oggi, mansioni e funzioni per i pazienti Covid al pari dei colleghi in regime di intramoenia e sono stati esposti e lo sono tutt’oggi, agli stessi rischi di contrarre l’infezione da Covid, con una penalizzazione economica e in termini di carriera. Vi ricordiamo, infatti, qualora ancora non lo sapeste, che la Regione Umbria, governata per decenni dal centrosinistra, è una delle pochissime regioni in tutta Italia (insieme alla Toscana) nella quale, ancora oggi, i dirigenti medici in extramoenia non possono ricoprire incarichi di struttura complessa, struttura semplice dipartimentale e struttura semplice, solo per il fatto che, una volta espletato l’orario di servizio in azienda, invece, che andare in bicicletta o a giocare a tennis, hanno deciso di svolgere la loro attività libero professionale in maniera autonoma e non gestita dal Sistema sanitario regionale. La vostra assurda scelta, ha voluto penalizzare una categoria di dirigenti medici che, pur avendo lavorato, sia di notte che di giorno, all’interno delle Aziende sanitarie dell’Umbria, al pari dei colleghi in regime esclusivo (intramoenia), non ha avuto il miserrimo riconoscimento economico che invece avete concesso ai dirigenti medici intramoenisti ed all’intero personale sanitario ed amministrativo del Sistema sanitario regionale. In tale accordo, le risorse economiche stanziate per la gestione dell’emergenza Covid, sono state assegnate perfino agli impiegati amministrativi che hanno lavorato in smart-working, ma non ai dirigenti medici extramoenisti. Va anche ricordato, che tra i medici extramoenia, già impegnati in prima linea ed a diretto contatto con i malati Covid per i ruoli che già ricoprivano all’interno del Ssr, se ne sono aggiunti anche altri che si sono resi disponibili a ricoprire mansioni diverse per coadiuvare i propri colleghi, esponendosi al rischio di contagio per la riorganizzazione dei servizi richiesta da Regione ad Azienda».

Scelta ideologica e politica «La scelta, chiaramente di stampo politico della Regione Umbria, è difficilmente comprensibile laddove tutti noi auspicavamo un cambiamento rispetto ai vostri predecessori che per anni hanno governato la nostra regione, adoperando scelte di stampo ideologico e non rispondenti a raziocinio. Evidentemente o ci siamo sbagliati o ancora la politica regionale è dettata da vetusti equilibri. La Vostra scelta ci appare ancora più assurda perché, secondo la logica da Voi utilizzata, anche il dirigente medico in regime di extramoenia, che risulta esposto al rischio radiologico, non dovrebbe percepire neanche l’indennità di rischio radiologico, il che risulta francamente paradossale! La vostra decisione politica è per noi letteralmente offensiva e vergognosa, ma non ne facciamo tanto una questione economica, quanto di dignità morale e professionale. Ma come avete fatto a pensare ed a mettere in atto una simile ingiustizia? Voi, politici del centrodestra, che siete stati eletti perché dovevate rappresentare il cambiamento dopo decenni di governo della Regione Umbria da parte del centrosinistra, avete agito in maniera ben peggiore dei vostri predecessori, che almeno avevano dalla loro parte la scusante di una ‘ideologia’ che poteva in qualche modo giustificare certe loro decisioni. Questa lettera è stata scritta con il solo scopo di farvi rendere conto, della disparità sociale che avete perpetrato e per una questione di ‘principio’ e di equità morale che Voi avete dimostrato di aver calpestato senza pudore».

About Rosaria Parrilla

Giornalista pubblicista, addetta stampa, conduttrice televisiva e di eventi

Check Also

Minacce e insulti agli avvocati, un convegno della Camera penale di Perugia

Attacchi, insulti e minacce perché garantiscono un diritto costituzionale. Gli avvocati sono sempre più spesso …

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi