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Divorzio e separazione, due convegni sul “prevalente interesse” del minori

Il prevalente interesse del minore nei procedimenti di separazione e divorzio e la riforma del diritto di famiglia presentata dal senatore Pillon. Sono le tematiche trattate nelle giornate del 13 e 14 dicembre 2018 dall’Associazione italiani giovani avvocati (sezione di Perugia) e dall’Associazione legali italiani.

I convegni

“Ascolto del minore ed alienazione parentale” è il convegno del 13 dicembre che si terrà presso la Sala Partecipazione di Palazzo Cesaroni dalle ore 15 alle ore 19. A intervenire saranno la dottoressa Paola De Lisio (magistrato presso il tribunale di Perugia), l’avvocato Delia Adriani (Foro di Perugia), il professor Giovanni Battista Camerini (psichiatra e neuropsichiatra infantile). Modera l’avvocato Roberto Tittarelli (Foro di Perugia, consigliere della sezione AIGA di Perugia). Il 14 dicembre dalle ore 15 alle ore 19 si terrà una tavola rotonda sul DDL n. 735/18 con la partecipazione del senatore Simone Pillon, presso la Sala dei Notari. Interverranno il senatore Simone Pillon (avvocato del Foro di Perugia), l’avvocato Alberto Vermiglio (presidente nazionale AIGA), il professore avvocato Claudio Cecchella (presidente nazionale dell’Osservatorio Diritto di famiglia), l’avvocato Maria Minotti (vice presidente nazionale per il Centro di Cammino), l’avvocato Rita Perchiazzi (presidente nazionale Unione Camere Minorili), l’avvocato Alessandro Sartori (presidente nazionale AIAF), l’avvocato Damiano Marinelli (presidente ALI e UNC Umbria), l’avvocato Luciano Natale Vinci (ALI), il dottor Fabio Nestola (presidente FenBi).

L’affido condiviso

La questione dell’affidamento condiviso è molto controversa. Esiste già una legge sull’affidamento condiviso, la legge 54/2006, ma è un quasi “fallimento” a causa di numerose problematiche che sono emerse in questi anni, a cominciare dalla conflittualità presente tra i genitori separati che nella maggior parte dei casi non sono aperti al dialogo. Si tratta di una vera e propria “guerra per i figli”. In realtà l’affidamento non è mai condiviso, ma c’è sempre un genitore che “prevale” sull’altro e trascorre più tempo con i propri figli. Inoltre, i dati Istat degli ultimi anni mostrano che più del 90% delle separazioni rappresentano casi in cui alcuni genitori non vogliono stare con i propri i figli o ciascuna delle due parti vuole l’affidamento esclusivo. L’obiettivo è, nell’interesse dei minori, trovare il modo per far gravare il meno possibile una situazione così difficile e far sì che stiano con entrambi i genitori. Relativamente alla legge 54/2006 vi sono dei progetti di riforma. Tra questi il ddl Pillon che prevede, tra l’altro, mediazione familiare, mantenimento in forma diretta e tempi paritetici dei figli con ciascun genitore.

Favorevoli e contrari al ddl Pillon

Alcuni sostengono questo progetto di riforma, ma vi sono state anche molte critiche. L’intento del convegno è anche quello di aprire un dibattito per esaminare i diversi punti del disegno di legge. Sempre nella tutela del minore, si intende ascoltarlo o, se troppo piccolo, valutarne le esigenze. Tuttavia, potrebbe capitare che il minore venga plagiato da uno dei genitori. Tendenzialmente questa possibilità diminuisce quanto più il minore si avvicina alla maggiore età. Perciò, nel momento in cui viene ascoltato un minore adolescente, la rilevanza giuridica della sua deposizione è maggiore. Altra questione è quella dell’assegno di mantenimento da parte di un genitore. Il disegno di legge prevede il mantenimento diretto, ovvero il mantenimento del minore con divisione equa o con quote differenti accordate dai genitori. Questo perché la cifra conferita con un assegno potrebbe essere utilizzata anche per qualcosa che non riguarda direttamente il minore. Per quanto riguarda il tetto coniugale, è prevista la possibilità che se l’immobile è di proprietà di uno dei due genitori ed è il proprietario ad abbandonare il tetto coniugale, l’altro genitore dovrebbe pagare una sorta di “affitto” per poter restare all’interno dell’abitazione. Questo per evitare il sorgere di un interesse legato al patrimonio.

La mediazione

È prevista inoltre la mediazione familiare, ovvero la presenza di una figura mediatrice tra una coppia che sta per separarsi, in modo tale da trovare un accordo e stabilire un piano genitoriale, ad esempio per quanto concerne la distribuzione delle spese per le attività dei propri figli. L’idea è che ci sia un primo incontro con il mediatore, mentre per quanto riguarda i successivi incontri i coniugi hanno la possibilità di scegliere se proseguire o meno poiché non si vuole obbligare a sostenere ulteriori spese. Dunque, questa norma non comporterebbe cambiamenti per un genitore che non vuole realmente un rapporto con i propri figli, mentre ne comporterebbe molti per chi lo vuole.

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