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Etica per un nuovo mondo

Quanto sta accadendo intorno a noi ci impone una riflessione sul tema dell’etica, una riflessione di natura sociologica più che filosofica.

Premesso che non si intende fare un paragone fra lo ieri e l’oggi perché niente ci dice che ieri fosse già in questo modo, ma semplicemente potrebbe essere che non lo sapevamo, vogliamo capire quale etica emerge oggi da fatti quali lo sfruttamento sessuale dei minori in vicende come Il Forteto o lo sfruttamento dei minori in vicende quali quelle di Reggio Emilia, lo sfruttamento della persona umana in genere, il commercio delle toghe in magistratura e vicende analoghe, lo stesso disastro di Chernobyl che fu dovuto a incuria umana.

L’etica è l’insieme di norme e di valori che caratterizzano il comportamento umano, ogni gruppo sociale ne ha uno. Il termine spesso viene usato come sinonimo di morale, ma ne differisce perché l’etica presuppone anche una riflessione su detto insieme di norme e valori.

Quanto visto in questi giorni intorno a noi ci porterebbe a concludere che l’etica qui in Italia almeno non esiste più! Violenze ai bambini, violenze sulle donne, uso delle persone umane come schiavi, cosa c’è di più in basso? Corruzione e abuso di potere ovunque. Ma un sistema di valori in realtà esiste anche qui ed ora nell’Italia del 2019, ed è esattamente il sistema di valori che ci siamo costruiti con la nostra storia. Vi chiederete quali valori? Ma quelli favoriti dal sistema di corruzione e sfruttamento, cioè i valori materiali dei soldi e del potere. In Italia tutta la storia e la formazione sociale e l’educazione dei cittadini ha convogliato il sistema a dare rilievo a due valori fondamentali: soldi e potere, e questi sono i valori che guidano certi comportamenti. Ci sarebbe da chiedersi cosa ha portato a fare prevalere proprio questo valori, potere e soldi e non rispetto della persona ad esempio. Come ci sarebbe da chiedersi come sia stata possibile una deriva materialista del genere in una nazione come l’Italia che professa la religione cattolica, religione che per antonomasia mette al centro la persona. Un elemento di non poco rilievo che mi sovviene è il valore dato al concetto di responsabilità. La religione ebraica ad esempio pone sempre l’accento sulla responsabilità che l’uomo ha verso se stesso e la vita e Dio, così come il Buddismo. Sono religioni che hanno una etica dura per certi aspetti, dove vi è poco spazio alla giustificazione della mancata assunzione di responsabilità. L’uomo impara a vivere sulla base dei neuroni specchio, impara ciò che vede non ciò che gli viene detto. Se ciò che vede è una società dove qualsiasi cosa fai non subisci conseguenze, non hai condanne morali, ma giustificazione e perdono presto impari che puoi fare tutto, basta dopo chiedere perdono. Se cresci in una società così permissiva unitamente ai valori etici materialisti non può stupire che si producano fenomeni come Maso. Solo educare alla responsabilità delle azioni che fai, azioni che hanno sempre una conseguenza ed un effetto che, se distruttivo, non può essere perdonato, ma al massimo risarcito, può generare persone che riflettono sulle loro azioni e sulle conseguenze per loro e per gli altri. Essere responsabili sicuramente è più impegnativo di essere sempre giustificati, ma rende anche persone adulte capaci di creare la propria vita ed il mondo intorno a sé. Questo è il segreto di società che ora brillano per potenza come Cina e Israele, perché la responsabilità crea potenza reale, quella di contribuire a organizzare la società.

Adesso qui viviamo in una realtà di persone prive di responsabilità per le loro azioni, qualsiasi cosa facciano hanno sempre giustificazioni senza sapere assumersi responsabilità (in questo è da ammirare la Capitana Carola che ha chiesto scusa alla Guardia di Finanza) e cresciute nei soli valori materiali, un connubio esplosivo che ha creato una società alla deriva.

Occorre però adesso farsi un’altra domanda: se si è giunti alla deresponsabilizzazione dell’uomo non è anche dovuto ad una sostituzione del concetto di responsabilità con quello di colpa, una colpa schiacciante che priva l’uomo di ogni possibilità di autonomo riscatto, più distruttiva della deresponsabilizzazione, perché se in un contesto di responsabilità puoi ammettere l’errore e riparare, in un contesto di colpa puoi solo sperare in un intervento esterno che ti risolleva. Sarebbe forse da ripensare ai concetti di colpa e di responsabilità, perché la colpa annienta l’uomo, la responsabilità lo nobilita. La colpa ti affida alla clemenza altrui, la responsabilità ti fornisce gli strumenti per riparare, imparare, crescere e avere voce in capitolo.

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