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“Fine pena mai” tra evoluzione della giurisprudenza e rispetto dei diritti umani

“Fine pena mai: siamo tutti uguali?” È il titolo con cui l’associazione ELSA Perugia presenterà un evento promosso a tutela dei diritti umani, anche di coloro che hanno condanne penali. Nella giornata del 6 dicembre, presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Perugia alle ore 12, si analizzeranno la disciplina e l’evoluzione della normativa giurisprudenziale riguardante l’istituto dell’ergastolo ostativo, con riflessioni della compatibilità dello stesso con i diritti fondamentali della persona umana.

L’articolo 4 bis della legge sull’ordinamento penitenziario

L’articolo 4 bis disciplina i particolari casi di esclusione della concessione di benefici penitenziari per i condannati di determinati reati (c.d. ostativi), considerati anche di particolare pericolosità sociale. In questi casi, il condannato non potrà usufruire del termine per poter richiedere modalità alternative dell’esecuzione della pena, previste dalla legge penitenziaria. Questo articolo nel tempo ha subito delle modifiche dovute all’evoluzione giurisprudenziale in materia. In particolare, ha subito delle modifiche rilevanti a seguito dell’entrata in vigore della legge 3/2019.

ELSA Italy for Human Rights

ELSA Italy for Human Rights è il primo National Human Rights day di ELSA Italia. L’obiettivo è promuovere concretamente i Diritti Umani. Promuoverli in che modo? Attraverso attività non necessariamente accademiche, ma soprattutto pratiche: giornate di volontariato, eventi di beneficienza, flash mob, cineforum, volantinaggio, banchetti informativi etc. Il progetto mira a realizzare il motto “think globally, act locally”; mira ad unire le trentasette sezioni locali per celebrare insieme i Diritti Umani, attraverso le attività sopra citate, da diffondere a livello nazionale.

ELSA Perugia ha anche stanziato una raccolta fondi per finanziare l’Osservatorio sulle condizioni di detenzione dei carcerati.

L’evento del 6 dicembre è legato soprattutto al fatto che ultimamente si discute molto sull’umanità della pena, ovvero sul fatto che la pena non debba essere lesiva dei diritti umani della persona. Una recente sentenza ha dichiarato incostituzionale l’ergastolo ostativo che, come già accennato, è una particolare forma di ergastolo che prevede particolari restrizioni. Da qui, il titolo dell’evento: “siamo tutti umani?”, con cui si vuole affermare il fatto che anche l’ergastolano è un essere umano, pertanto anche la pena deve tener conto dell’umanità della persona.

Il 6 dicembre interverranno: l’avvocato Gabriele Stafficci, dell’Unione forense della tutela dei diritti fondamentali (sezione Umbria); Carmelo Musumeci , condannato all’ergastolo sottoposto a regime speciale e scrittore; professore Carlo Fiorio, ordinario di Diritto processuale penale presso l’Università degli studi di Perugia, tratterà della disciplina europea della cosiddetta Sentenza Viola (2019: la Corte EDU nega la compatibilità dell’ergastolo ostativo con l’articolo 3 CEDU); dottor Fabio Gianfilippi, magistrato di sorveglianza del Tribunale di Spoleto, autore dell’ordinanza di remissione che ha portato la Corte Costituzionale a decretare l’incostituzionalità dell’articolo 4 bis.

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