Il disegno di legge n. 2953 sulla riforma della giustizia minorile, che pende attualmente in Senato, indebolirebbe ancora di più la capacità del nostro Stato di fronteggiare gli obblighi internazionali di protezione dei minorenni. In questo modo il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa ha liquidato il progetto di riforma che prevede l’istituzione, presso i tribunali ordinari, delle sezioni specializzate “per la persona, la famiglia, ed i minori”, e la contestuale soppressione dei Tribunali per i minorenni.

Era stato già definito come “tribunale della famiglia e della persona”, il nuovo organo previsto dal disegno di legge che prevede la delega al Governo per l’ennesima modifica al sistema giudiziario civile, con la creazione, presso i tribunali ordinari e le corti di appello, di nuove sezioni specializzate, questa volta dedicate a “persona, famiglia, minori”.

Il progetto di riforma immagina un unico ambiente giudiziario tra minorenni e maggiorenni, con la soppressione di tutti gli organi di giustizia minorile attualmente vigenti, dal Tribunale per i minorenni all’ufficio del Pubblico Ministero presso lo stesso tribunale. I magistrati, anche onorari, addetti a tali uffici, compresi i Presidenti, dovrebbero essere quindi assegnati, di diritto, alle progettate sezioni specializzate per la persona, la famiglia e i minori e, quindi, presso i correnti Tribunali ordinari, le corti d’appello e le procure della Repubblica. Una giustizia minorile che si potrebbe svolgere nel più ampio contesto del tribunale ordinario ma, come si esprime la delega, curando che l’attività delle sezioni specializzate in questione venga esercitata in ambienti e locali separati, adeguati ai minori di età e alle esigenze che derivano dalla natura dei procedimenti attribuiti alla sezione medesima.

Il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muiznieks, in una lettera indirizzata al Presidente del Senato Grasso, il 9 maggio scorso, ma il cui contenuto è stato diffuso soltanto qualche ora fa, rileva che l’eventuale riforma, se approvata dal Parlamento, urterebbe coi principi della giustizia minorile, svigorendo il sistema di protezione dei diritti dei soggetti minorenni e, contestualmente, metterebbe a rischio le capacità del nostro paese di adempiere, nell’ambito della protezione dei diritti dei minorenni, agli obblighi assunti in sede internazionale.

Secondo la stessa autorità europea il trasferimento delle competenze, oggi esclusive del Tribunale e della Procura  per i minori, ai più generalisti tribunali ordinari, potrebbe provocare l’ulteriore effetto di non poter più prestare adeguata attenzione ai bisogni dei più giovani, oltre a disperdere l’esperienza maturata per decenni dai magistrati che si occupano di diritto minorile.

Nell’epistola, dove peraltro il Commissario invita Grasso a diffonderne il contenuto a tutti i membri del Senato, viene sottolineato che l’esperienza delle differenti realtà europee comprova che la giustizia minorile migliore sia accessibile, appropriata all’età, veloce, e focalizzata sulle necessità ed i diritti dei soggetti giovani. Ed in tal modo definisce quella attuale italiana, perciò promuovendola a pieni voti.

(Pubblicato su altalex.com)

Pubblicato da Redazione

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