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Giustizia, più semplice accedere alle prove in un altro Paese Ue

Rendere più semplice per le autorità giudiziarie richiedere prove situate in un altro paese dell’Ue: è l’obiettivo della direttiva Ue sull’ordine europeo d’indagine penale, che entra in vigore oggi. Uno strumento, affermano dalla Commissione, che “semplificherà e accelererà le indagini penali transfrontaliere”. In particolare, l’ordine europeo di indagine penale consente: il trasferimento temporaneo di persone detenute, al fine di raccogliere prove, controlli dei conti bancari e delle operazioni finanziarie di persone sottoposte a indagini o imputati, operazioni di infiltrazione e l’intercettazione di telecomunicazioni, misure di protezione delle prove.

 

“Invito tutti gli Stati membri ad attuare quanto prima la direttiva – afferma la commissaria europea per la giustizia Vera Jourova – in modo da rafforzare la lotta comune contro la criminalità e il terrorismo. A giugno discuteremo con gli Stati membri soluzioni per facilitare la raccolta e lo scambio delle prove elettroniche”. La direttiva era stata adottata congiuntamente dal Consiglio e dal Parlamento europeo nel 2014. Oggi scade il termine a disposizione degli Stati membri per attuarla.

(Pubblicata da Ansa.it)

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