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I giorni che hanno cambiato la Storia – New York 11 settembre 2001

Una collana di libri che raccoglie gli avvenimenti più importanti della storia, dalla caduta del muro di Berlino all’attentato alle Torri Gemelle, dalla catastrofe di Chernobyl all’attacco di Hiroshima.

Tra i volumi della collana “Giorni che hanno fatto la storia”, editi dalla Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera, c’è anche “11.09.2001: l’attentato alle Torri Gemelle” del giornalista perugino Giovanni Gambini.

Giovanni Gambini, laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Perugia, giornalista professionista, già autore di “Creando il Mare”, si cimenta nella ricostruzione giornalistica e storica di un evento che ha cambiato la storia, la politica, gli interessi economici e i rapporti tra potenze.

Cosa è successo l’11 settembre?

“Visto che parliamo di America, potremmo dire che è una vera e propria ‘domanda da un milione di dollari’. Secondo alcuni analisti è cambiata la storia, altri ne ridimensionano la portata sostenendo che molti eventi successivi si sarebbero comunque verificati. Facciamo parlare i fatti: alle 8:46 di quel martedì mattina, gli Stati Uniti, la nazione più potente al mondo, subiscono il più grande attacco terroristico della storia, nonché il primo nel proprio territorio. I due obiettivi, le Torri Gemelle e il Pentagono, erano i simboli della supremazia economica e militare degli americani: il loro crollo, ossessivamente raccontato dalle televisioni di tutto il mondo, diventò anche e soprattutto simbolico. Negli attentati muoiono circa 2000 persone, le surreali immagini di una New York devastata e in ginocchio circolano in diretta planetaria. Il terrorismo islamico segna il suo colpo più eclatante agli odiati valori occidentali. Insieme alle Torri cadono anche l’american dream e quella visione ottimista e un po’ infantile di progresso, fondata sull’idea che tutto il mondo avrebbe sposato il modello di vita a stelle e strisce e il benessere che esso prometteva. Come un sasso nello stagno, questo tragico evento ha innescato una serie vorticosa di processi con cui conviviamo tutti i giorni, dalla privacy alle regole di sicurezza, senza contare le successive guerre nel Vicino Oriente e l’arrivo del terrorismo islamico anche in Europa”.

Cosa dicono i complottisti?

“L’11 settembre è considerato da molti studiosi la madre di tutte le teorie cospirative. La circolazione di tesi alternative a quella ‘mainstream’ è stata anche favorita dalla crescente diffusione di Internet nella popolazione civile. Sull’attacco a Torri Gemelle e Pentagono sono nate talmente tante versioni complottiste che gli analisti le catalogano addirittura in famiglie. Ciò è in parte dovuto all’incredulità, specialmente americana, di fronte allo smacco subìto. Un recente sondaggio dimostra come moltissimi statunitensi credano anche oggi che gli attacchi fossero, se non direttamente pianificati, quantomeno già noti ad alcune branche deviate dell’apparato burocratico, al fine di giustificare le successive guerre in Afghanistan ed Iraq. Insomma, è talmente fastidioso pensare che la massima potenza mondiale sia stata colpita in modo così eclatante, che molti preferiscono rifugiarsi nella confortante idea di ‘inside job’. Sin dai giorni successivi cominciarono a circolare diverse notizie poi rivelatesi fasulle: ad esempio, che tutti gli ebrei che lavoravano al World Trade Center fossero stati avvertiti la sera prima di non presentarsi il giorno successivo. Secondo altre teorie, la modalità con cui sono crollate le Torri non sarebbe compatibile con l’impatto di un aereo: a causare il collasso sarebbero state delle cariche esplosive piazzate in punti chiave della struttura. C’è poi la teoria riguardante il crollo, a detta di alcuni inspiegabile, del ‘Seven World Trade Center’, un altro edificio facente parte dell’area. A onore del vero, autorevoli indagini e rapporti pubblicati nel corso del tempo hanno escluso categoricamente sia la connivenza di un presunto ‘Deep State’ che le teorie alternative sui cedimenti strutturali degli edifici. È stata semmai asseverata la completa impreparazione e assenza di dialogo fra le agenzie di sicurezza americane: l’11 settembre non si sarebbe mai verificato senza queste vistose mancanze. Semplificando, potremmo dire: gli attentati si potevano prevenire? La risposta è sì. Ma, allo stato dell’arte, si può sostenere che non c’è stato dolo da parte di nessuno. Siamo nell’ambito della colpa, inserita in un più ampio malfunzionamento del sistema amministrativo americano. Che infatti è stato pesantemente riformato all’indomani degli attacchi.

Qual è il contesto storico dell’11 settembre?

“Il contesto dell’11 settembre è quello di un mondo unipolare fondato sulla pax americana. Appena dieci anni prima, gli Stati Uniti erano usciti manifestamente vittoriosi dalla lotta geopolitica e ideologica contro l’Unione Sovietica, rimanendo di fatto l’unica superpotenza mondiale in gioco. Lo stesso George Bush Sr, allora presidente, aveva parlato della necessità di fondare un ‘New World Order’, intestandosi la guida della coalizione che condusse con successo la Prima Guerra del Golfo contro Saddam Hussein. Ma, secondo il vecchio proverbio, il diavolo fa le pentole e si scorda i coperchi: gli attentati dell’11 settembre hanno colto tutti di sorpresa, rimettendo in discussione questo assetto da ‘Fine della storia’. Gli Stati Uniti, ansiosi di mostrare la propria potenza ferita, hanno scatenato prima la guerra in Afghanistan e poi quella in Iraq, quest’ultima fondata su prove fasulle e su una vistosa prepotenza internazionale. Questo prolungato impegno bellico ha portato a una notevole perdita di uomini e mezzi, oltre che a un dissanguamento economico che ha lasciato scoperte altre aree del mondo, permettendo alla Russia di riorganizzarsi e alla Cina di crescere a vista d’occhio”.

Cosa racconta questo libro?

“Il libro cerca di raccontare questa complessità in modo semplice e scorrevole, alla portata di chiunque. C’è prima di tutto la narrazione della tragedia umana di quelle migliaia di uomini, donne e bambini che hanno perso la vita nei momenti apocalittici che tutti, tristemente, conosciamo. A ciò non si può non accompagnare un breve approfondimento sul fondamentalismo islamico, senza il quale sarebbe impossibile capire perché l’11 settembre si è verificato. Infine, segue una analisi su tutto ciò che accaduto dopo, dalle guerre in Medio Oriente alle continue ripercussioni del post-11 settembre sulla nostra vita quotidiana. Il racconto si sviluppa principalmente per immagini, per assicurare che i contenuti siano sempre accompagnati da un taglio divulgativo”.

About Umberto Maiorca

Giornalista professionista, scrittore e sceneggiatore. Direttore del sito www.giustiziaeinvestigazione.it

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