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I Reparti di prevenzione crimine si trasformano in rinforzi estivi, l’allarme del Siap

Da reparti con funzione specifiche ad impiego per i rinforzi estivi presso la questura di Rimini, vista la stagione turistica iniziata, il passo è breve. Gli agenti dei Rpc (Reparti di prevenzione crimine) di Torino, Milano, Genova, Reggio Emilia, Bologna e Perugia sono destinati ad essere impiegati in maniera anomala e inusuale nella città romagnola. Una situazione nuova che, secondo il Siap (Sindacato italiano appartenenti polizia), porterebbe solo a snaturare la professionalità del personale. I rinforzi estivi sono programmati ogni anno in vista della bella stagione, con uomini e donne in divisa messi a disposizione da tutte le questure d’Italia. Ma quest’anno la nota ministeriale dispone l’aggregazione di 63 unità dei Rpc, di cui ben 48 presso appunto la questura riminese, dal 20 luglio al 20 agosto. E sempre la nota ministeriale prevede che gli operatori aggregati vengano messi singolarmente a disposizione per la formazione di equipaggi di volante composti da due agenti stravolgendo di fatto la filosofia che origina la creazione e le modalità di impiego degli stessi Rpc, che sono organizzati in nuclei inscindibili e composti almeno da due poliziotti.

Ruoli e attività diversi

«Appare irrazionale impiegare i singoli agenti in attività e compiti diversi da quelli statuiti – spiegano dalla segreteria nazionale del Siap – quando l’articolo 3 comma 3 del richiamato decreto del capo della polizia stabilisce che le autopattuglie dei reparti non possano essere impiegate singolarmente o in modo isolato. In questo modo, probabilmente per sopperire ad esigenze di servizio ordinarie che diventano straordinarie per incapacità di programmazione e di organizzazione, si vuole snaturare la professionalità individuale e di un reparto di operatori di polizia specializzati, prelevandoli dal loro contesto e inviandoli, privi della loro peculiare organizzazione operativa, ovunque per essere impiegati secondo necessità».

Momento delicato

«Siamo in un momento di forte tensione sociale – evidenzia Giacomo Massari, segretario generale provinciale del Siap di Perugia – e di fronte ad un gigantesco errore che costituisce un pericoloso precedente che rischia solo di svilire la professionalità dei Rpc, per la cui formazione sono state destinate ed impiegate cospicue risorse economiche. Anche il Reparto prevenzione crimine Umbria-Marche, istituito nel 2013 e impiegato specificatamente con risultati riscontrabili, non ultime le recenti operazioni di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti in numerose città delle due regioni, verrà impegnato in maniera anomala e singolare, oltretutto senza sapere in che modo. I Rpc, nati con decreto istitutivo del capo della polizia come unità organica mobile, versatile, di supporto all’azione di prevenzione e repressione dei reati e di ausilio all’autorità giudiziaria, oggi va a perdere queste caratteristiche e mette in discussione l’elevata competenza e professionalità dei suoi poliziotti, in quanto non tiene conto della progettualità di impiego prevista dal decreto stesso».

Preoccupazione per la gestione del personale aggregato

L’apprensione del Siap, inoltre, è motivata anche dalle esperienze degli anni passati: «L’organizzazione così come prospettata non garantirà di stemperare le difficoltà operative della questura di Rimini. Il personale proveniente dallo stesso reparto viene distribuito su turni diversi con le conseguenti problematicità di comunicazione tra equipaggi che non si conoscono, l’utilizzo di una navetta, dalle strutture convenzionate alla questura, per il ritiro dell’auto di servizio ad inizio turno ne determina inevitabilmente la consumazione di pasti ad orari improponibili o al salto degli stessi e al personale femminile non viene garantita la sistemazione logistica in singole camere, determinando a cascata una serie di spostamenti e con la collocazione nella stessa stanza di personale che effettua turni diversi con grave pregiudizio del riposo». «Pertanto la segreteria perugina – conclude Massari – insieme a quella nazionale e ad altre strutture provinciali e regionali, non condivide tale modalità di impiego, mirata più che altro a sopperire alle carenze di organico presso le questure, a discapito della sicurezza vera».

Twitter @Ros812007

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