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Igor il serbo in fuga da 16 giorni, il precedente di Ilir ‘Rambo’ Paja

La storia di Igor il serbo (Norbert Feher alias Igor Vaclavic), in fuga da sedici giorni dopo un duplice omicidio, ha un precedente tra Umbria, Milano, la Germania e l’Albania. È la storia della “primula rossa” albanese, il “rambo” di Kucove, “ufo” (per la sua capacità di “volare” da un muro all’altro, di colpire e sparire). La storia di Ilir Paja è infarcita di fughe rocambolesche, ma anche di catture perseguite con furbizia e intelligenza dal personale della questura di Perugia, capace di riprenderlo per tre volte e di consegnarlo alla giustizia internazionale.

La caccia

Catture non sempre facili e nel corso della quali gli agenti hanno rischiato grosso, anche di essere investiti con l’auto (per questo l’albanese è a processo a Perugia, mentre in Albania sta scontando 8 anni per aver investito un agente locale, poi ricoverato a Bari). Da quel tentativo di investimento degli agenti è iniziata la grande caccia. Paja era ricercato dalla polizia tedesca per omicidio commesso nel 2004 a Duisburg. La polizia di Perugia aveva capito che l’albanese aveva interessi di droga e prostituzione nel capoluogo. E si erano messi a cercarlo seguendo connazionali e ragazze di strada. Lo intercettano nella zona di Ponte Rio, ma riesce a sfuggire. Non va molto lontano perché i suoi interessi sono nella zona del Bellocchio e di via Settevalli. Nella notte c’è anche un conflitto a fuoco. Le gomme della sua auto vengono squarciate dai colpi della polizia, ma lui fugge e abbandona la macchina a Corciano.

La trappola

Le “sue” ragazze sono in mano alla polizia, ma lui le chiama al cellulare. Un ispettore donna risponde e si finge una delle ragazze e gli dà appuntamento a Passignano. Paja raggiunge il posto a piedi, passando per le campagne tra Corciano e Passignano. Quando si accorge della trappola cerca di fuggire sul Raccordo, ma rimane impigliato nella rete di protezione e finisce a Capanne. È il 29 gennaio del 2006. Passano poche settimane (6 giugno 2006) e Paja fugge dal carcere. Approfitta del Gran premio di Formula 1, si cala da una finestra durante l’ora d’aria con una corda artigianale realizzata con dei lenzuoli all’estremità della quale aveva collocato una sorta di gancio rudimentale, si cosparge di grasso (per diminuire l’attrito, un suo complice non lo farà e verrà ricoverato con abrasioni e ustioni) e si lascia scivolare lungo un muro. Superato anche le altre recinzioni del carcere e fa perdere le sue tracce anche se ha un braccio rotto.

In fuga

E gli agenti si rimettono in caccia. Ricompare a Bresso (il 4 settembre 2006) dove in una sparatoria uccide un ecuadoriano e ne ferisce un altro. Nell’operazione che porta al nuovo arresto, gli agenti trovano nel suo appartamento nell’hinterland milanese due ventenni rumene. Una di queste racconta di essere stata rapita a Lacchiarella, ripetutamente violentata, poi portata in un campo dove gli albanesi le sparato più volte senza colpirla a distanza ravvicinata. Prima della cattura trova anche il tempo di prendere in ostaggio un bambino di 7 anni nell’ennesima fuga, a Binasco il 5 agosto 2006, dove sfonda la barriera del pedaggio. In carcere si finge moribondo, non dà segni di vita. Paja viene trasferito il 22 luglio 2007 a Livorno per essere sottoposto ad un periodo di osservazione psichiatrica. Poi la decisione, il 14 agosto, di trasferirlo dal carcere di Livorno a quello di Carinola, ma si sveglia all’improvviso, colpisce il caposcorta con un pugno. Con un calcio apre il portellone e fugge nei boschi, a piedi scalzi, di nuovo, scavalcando un alto muro e poi lungo la linea ferroviaria fino ad una zona boscosa.

L’arresto

E la polizia di Perugia si rimette a caccia. Ascoltando le conversazioni degli uomini di Paja rimasti in Italia capiscono che si è rifugiato in Albania. La sua latitanza finisce contro un palo di una strada a Tirana. Investe un agente in moto, gli sparano, lo feriscono ad una coscia, ma lui cerca ancora di fuggire. Viene preso e condannato ad otto anni.

About Umberto Maiorca

Giornalista professionista, scrittore e sceneggiatore

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