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Il bene collettivo richiede la cura del corpo, della mente e delle emozioni dei propri cittadini

Come spesso ripeto mi piace osservare le persone e le loro reazioni, osservazioni che portano a riflettere su come agisce e si muove la società. Mi è capitato di riflettere su alcuni episodi accaduti di recente arrivando alle conclusioni che quella che si chiama intelligenza emotiva è fondamentale nello sviluppo della propria persona e della propria vita. Ovvio penserete, ma non è così ovvio se nessun organo sociale pensa a provvedere alla crescita emotiva dei cittadini, a fornire strumenti per comprendere la propria emotività, le sue ferite e le sue reazioni assurde. Non avere un equilibrio emotivo significa stravolgere la realtà, vedere sotto una luce diversa il mondo rispetto a quello che è perché un disturbo emotivo si frappone fra una persona ed il mondo come uno schermo che cambia i connotati al mondo. Significa interpretare i fatti ed i discorsi in modo errato da come sono o ci sono indirizzati.

Di recente ho visto reazioni incredibili, assolutamente non conformi al fatto di partenza. Provo a fare degli esempi. Lavorando in team può capitare che il coach o comunque il capo del team, colui che ha la visione del progetto dia delle indicazioni o faccia, comunque, delle osservazioni, a fin di bene, per la realizzazione del progetto. Ho visto persone abbandonare i progetti e la possibilità di enormi successi perché gli dava fastidio subire osservazioni e consigli, eppure erano persone non superbe, non arroganti, non narcisiste. Il problema era l’aver vissuto con madri pignole e rancorose, capaci di rapportarsi agli altri solo in modo antagonista ed incapaci di empatia e intimità. Un simile atteggiamento per un figlio è distruttivo, passa il messaggio di svalutazione, sfiducia e può segnare la vita del figlio che si sottovaluterà e non avrà fiducia in se stesso fino a vivere come incubi realtà apparentemente aggressive, in realtà positive e costruttive, ma di cui non saprà cogliere il sottinteso, ma solo l’apparente svalutazione.

Ho anche visto persone interpretare una frase come se fosse diretta a sottolineare una loro minorata importanza, mentre era diretta a sottolineare l’assurdità in concreto di una affermazione.

Mi è capitato di affermare un ruolo al fine di sconfessare una stupidaggine detta e di sentirmi rinfacciare l’uso del ruolo, cosa che non era avvenuta. Evidentemente chi me lo ha rinfacciato ha un suo problema non risolto che non gli permette di decodificare il significato intrinseco di una frase, ma le fa attribuire ad una frase un significato soggettivo.

I propri fantasmi interiori, i propri traumi, i propri problemi ci influenzano nel vedere la realtà e talora in modo svantaggioso per noi. Nascono attriti e fraintendimenti fra le persone perché il velo del nostro trauma non ci fa capire cosa intendono gli altri. La maggioranza delle persone, a dire il vero, neanche si rende conto di travisare la realtà, di vedere tramite veli e schermi, e in questi casi siamo ancora un passo indietro.

Questa mancanza di conoscenza e gestione delle proprie emozioni nasce in una società che non se ne cura, che non dà valore alla formazione completa dell’individuo, che non dà valore alla persona e lo si vede da cosa è considerato da punire o da risarcire, lo si vede anche solo leggendo il codice penale e le sentenze, dove un furto, cioè una lesione di un bene, viene punito più di una ferita alla persona o di molte morti per colpa o di maltrattamenti che creano traumi indelebili.

Una delle nuove frontiere della lotta alla violenza è la lotta alla violenza assistita che si ha quando i bambini si trovano spettatori della violenza degli adulti fra di loro, ma essendo bambini non hanno gli strumenti per decodificare i fatti e su di loro la violenza che vedono agìta giunge in modo traumatico, talvolta quasi indelebile. Questa violenza, finora ignorata, va considerata e curata perché, altrimenti, impedisce una vita piena ed equilibrata. Non solo, ma una nazione composta di cittadini “malati” emotivamente non può funzionare bene, quindi anche il bene collettivo richiede la cura del corpo, della mente e delle emozioni dei propri cittadini.

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