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Il Giappone ultramoderno e i vagoni riservati alle donne

Come si nomina il Giappone la mente vola a qualcosa di esotico, bellissimo, poco immaginabile.

L’arrivo a Tokyo, invece, ti atterra in una realtà analoga alle grandi metropoli moderne, ad una prima occhiata priva di caratteristiche originali. Queste ci sono, ma vanno scoperte piano piano e con occhio attento.

Una volta presa confidenza con la complessa metropolitana ho cercato di dare un ordine ai vari quartieri e di capire le loro peculiarietà. La maggioranza sono o quartieri commerciali o residenziali, di storico è rimasto poco o nulla. Tenendo gli occhi aperti, però, si può vedere spuntare un vecchio tempio in legno in mezzo ai palazzi moderni o un antico ristorante di legno ad un piano ex casa di appuntamento, dove cucinano davanti a te sul momento il miglior cibo mangiato in Giappone.

Tenendo gli occhi aperti puoi notare la incredibile bellezza dei tombini in ghisa, uno diverso dall’altro e tutti meravigliosamente disegnati. Ci si può anche trovare a bere the in raffinata porcellana francese e rendersi conto di non essere a Parigi solo all’uscita dal caffè.

Nel complesso si ha, comunque, l’impressione di essere nel 1970, di essere in una città di modernariato, ben rappresentata da film come Blade Runner.

Spicca la differenza con Osaka, contemporanea, anzi il futuro. Una città coloratissima, affollatissima, pienissima di cose, persone, cibi, merci e tutto in una cornice attualissima e coerente in se stessa. Osaka la versione futura dell’oriente, con canali, mercati, templi, riesce ad unire il futuro al passato.

Nel mezzo Kyoto, l’antica capitale che conserva cose ancora magnifiche, come il Tempio d’oro, che nel suo complesso è una città antica e bella, ma come scioccata dal fatto di non essere più la capitale. Kyoto conserva alcuni tesori della nazione e tanta tradizione.

Si tenga, comunque, conto del fatto che la storia del Giappone è la storia un paese feudale fino a meno di cento anni fa, un paese di pescatori e non ha la gloriosa storia della Cina e lo si vede in cosa è rimasto, anche se a Kyoto alcuni templi sono comunque splendidi.

Cosa il Giappone ha di proprio è la cura del particolare, la capacità ornamentale. Adorna ed orna tutto creando comunque armonia e bellezza intorno al poco che ha.

Vi sono comunque alcune esperienze da fare come quella delle terme. Non sto parlando delle terme e delle spa dei grandi hotel, ma delle vere terme dei locali. Le ho provate a Kyoto.

Sono divise fra donne e uomini e ci si reca completamente nudi. Dopo essersi ben lavati si può entrare nelle varie vasche, alcune con idromassaggio, piene di acqua termale che sgorga lungo le rocce a temperatura altissima. Alcune vasche sono interne ed alcune sono esterne ed in quelle il freddo esterno aiuta a sopportare il caldo della vasca termale. Vi è anche la sauna.

Altra esperienza interessante è quella del Riokan, ovvero degli alberghi locali costruiti in carta di riso e legno, dove si dorme in camere tradizionali con futon steso a terra sul tatami, i bagni in comune e la colazione tradizionale giapponese con aringa o pesce affumicato

Va anche fatta l’esperienza del treno ad alta velocità. Sembra di stare fermi mentre fuori corre il paesaggio. Andando in treno si scopre che esistono vagoni dei treni per sole donne. La spiegazione è che uno degli sport più diffusi in Giappone è il toccare il sedere alle donne in treno o metro o autobus. Così si è trovata la soluzione di creare vagoni per sole donne.

Non è l’unica pecca da rilevare: abbiamo notato la difficoltà nel parlare inglese, pochi presi a caso sanno rispondere in inglese. Altrettanto si è potuto notare che non sempre potrebbe essere facile muoversi per un disabile, perché soprattutto la metro presenta un andamento contorto e in molti punti privo di accessi per disabili, scale mobili e ascensori.

Nel complesso si avverte una dicotomia fra un passato lento e immobile, dedito alla bellezza dell’ornamento ed un presente velocissimo, tanto veloce che ti sfugge prima che tu lo raggiunga.

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