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Il poeta-poliziotto nutre la sua anima attraverso le parole, per sfuggire alle brutture della vita

La poesia come catarsi. Il mezzo con cui dare libero sfogo a quello che di bello e di brutto si vive nel percorso di vita, ma, allo stesso tempo, creare quel giusto distacco: “che serve all’anima per riprendere fiato”. È quanto rappresenta la scrittura per Vincenzo D’Acciò che è riuscito a coronare il suo sogno: pubblicare il suo primo libro di poesie, edito da Morlacchi editore, dal titolo “Frammenti di tempo perso” (prende il nome dalla sua omonima pagina Facebook) e presentato venerdì 20 ottobre, nella sala della Vaccara di Palazzo dei Priori, a Perugia. Si tratta di una raccolta di 95 poesie che racchiudono tracce di un tempo vissuto intensamente. Versi in cui D’Acciò, alla sua prima pubblicazione, riesce a toccare le corde dell’emotività e dei sentimenti, trasmettendo il dolore per la perdita della madre, la sofferenza per la lontananza da sua figlia, l’amore incondizionato per la famiglia, le fragilità e le incertezze dell’uomo e l’amarezza per l’umanità cinica e disumana.
Il lato umano del poliziotto

Quello che sicuramente colpisce, è il mestiere che fa D’Acciò: il poliziotto. Lui, infatti, è agente delle volanti di Perugia, ispettore capo turno, sindacalista. E la passione per il proprio lavoro, nonostante le difficoltà in cui spesso si è costretti ad operare, è coniugata a quella per la scrittura. Una visione lontana dall’immaginario collettivo. Ma che dimostra come affinando sempre più lo sguardo, si possano cogliere anche nei momenti più aspri e duri della vita ciò che di bello può esserci. Per poi trasmetterlo ad altri, anche attraverso la poesia. Un occhio attento che mette in luce ciò che ai più sfugge. Per il poeta-poliziotto, insomma, è un modo per raccontarsi, ma anche per sfuggire dal logoramento e dalle brutture del lavoro di poliziotto di strada non sempre facile.


La profondità delle parole

Il questore di Perugia, Francesco Messina, presente alla presentazione del volume (durante la quale l’attrice e scrittrice Simona Esposito ha letto alcune poesie tratte dal libro Rinascita, Assalto, Lontano da mia figlia, Il rumore del mare e Ombre di carne), ha sottolineato: “Dopo 20 anni di lavoro a contatto con la strada si corre il pericolo di diventare più aridi e vivere tutto con cinico distacco. E invece Vincenzo è riuscito a mantenere una profondità e una sensibilità che vanno di pari passo all’amore che ci vuole anche per fare questa professione”.
Trasposizione di un’immagine apparsa

D’Acciò attento osservatore della realtà che lo circonda, riesce ad avere una sensibilità introspettiva, fuori dal comune, nonostante la sua difficoltà a condividere il proprio io, a mettersi a nudo e a sottoporsi al giudizio altrui. “I versi nascono dalla trasposizione di un’immagine ‘apparsa’ nella mia testa – ha spiegato il poeta-poliziotto – che poi si riproduce in parole”. Parole che, appunto, difficilmente vengono associate a chi vive, per via della sua professione, in strada.


La passione per la lettura fin dall’adolescenza

Tramutata poi per la poesia, soprattutto quella americana di Eliot, Whitman, Ginsberg ed in particolare di Bukowsky che cita spesso nei social network, insieme alla poetessa italiana Merini. Oltre ai poeti Quasimodo e Montale.
La poesia veicolata attraverso i social

Proprio il riscontro positivo della sua pagina facebook “Frammenti di tempo perso poesie immagini aforismi di Vincenzo D’Acciò”, dove ha raccolto i suoi ultimi versi, oltre un centinaio, lo ha spinto a realizzare il suo sogno: raccoglierli in un volume. Oltre 100 pagine in cui l’autore ferma il tempo attraverso le parole e con cui riesce a trasmettere stati d’animo diversi anche la paura di perdersi e non ritrovarsi, di scegliere e di non averlo fatto. O la leggerezza che si fa tenerezza quando descrive l’amore per i suoi figli e per quei bambini a cui hanno tolto il sorriso. “Ho dato vita ad un sogno – ha confessato – e da un certo punto di vista questo mi spaventa, perché esprimersi è sempre qualcosa di molto intimo. Ma allo stesso tempo quando realizzo e sfoglio il libro mi sento gratificato”. Il libro di poesie è arricchito dalle fotografie del lago Trasimeno scattate dal collega-amico Gianni Vagnetti.
@Ros812007

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