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Il tempo dei diritti reali e della proprietà privata

«Ci fu un tempo nel quale la proprietà era concepita come l’espressione massima della libertà dell’uomo e del mezzo di realizzazione della sfera individuale, un tempo in cui prevaleva il valore ideologico della proprietà privata». Nel suo “I diritti reali e la proprietà temporanea. Le posizioni dottrinali e le pronunce giurisprudenziali” (edito da Progetto Accademia, 160 pagina, 12 euro) Maria Giovanna Bloise approfondisce l’istituto della proprietà temporanea, partendo dall’evoluzione storica della proprietà.
«Attualmente, la proprietà si muove e si mantiene su un piano strettamente economico. Forse, anche noi, oggi, ci troviamo in un passaggio simile, nel quale ridiscutere i grandi temi di fondo della nostra civiltà diventa di primaria importanza: come fu essenziale in quel guado millenario segnato dal primo Illuminismo e dal Code Napoléon» si legge nell’introduzione del volume di Maria Giovanna Bloise (classe 1985, laurea magistrale in Giurisprudenza presso l’Università della Calabria, praticante avvocato abilitato al patrocinio, docente-formatrice in materie giuridiche, saggista, autrice di commenti e note a sentenze, collaboratrice della rivista giuridica Ratio Legis pubblicata da Primiceri Editore e diretta da Giulio Perrotta) in questo «testo si propone di analizzare gli istituti giuridici della proprietà attraverso una trattazione che non può non includere un excursus storico dell’istituto de quo – si legge nella presentazione – Uno studio sulla proprietà non può prescindere dalle dovute considerazioni ideologiche, sociali ed economiche che determinano, in relazione a ogni periodo storico, i principi fondamentali che reggono l’intero ordinamento giuridico». Tema affrontato, dunque, «attraverso una storia ben precisa, fatti specifici ed eventi nei quali tutti noi possiamo imbatterci».

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