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Immigrazione via mare ed obblighi di soccorso: il convegno di ELSA Perugia

Il 6 marzo del 2020 si terrà un convegno organizzato dall’associazione ELSA Perugia per parlare, attraverso il parere di esperti, di immigrazione via mare ed obblighi di soccorso. La materia sarà trattata sia sotto il profilo penale che internazionale. Per quanto riguarda il diritto internazionale, vi sono numerose convenzioni che regolano il diritto internazionale del mare. Tra queste, è necessario ricordare la Convenzione di Montego Bay del 1982. La convenzione regola tutti gli spazi marini, in particolare il mare territoriale e il mare internazionale. Il mare territoriale è la fascia di mare adiacente alla costa, sottoposta alla sovranità dello stato costiero. Lo stato costiero deve, però, garantire il diritto di passaggio inoffensivo, ovvero lo stato non può esercitare la propria giurisdizione su navi straniere private per fatti che non si ripercuotano sulla comunità costiera. Invece il mare internazionale, in quanto tale, non è soggetto alla sovranità di alcuno stato. Pertanto, in altro mare, tutte le navi che battono la bandiera di uno stato godono di una serie di libertà come la libertà di navigazione, la libertà di sorvolare, la libertà di pesca e la libertà di ricerca scientifica. In ogni caso, queste libertà non valgono per le navi che non battono bandiera che, pertanto, possono essere fermate da qualunque altra nave. Inoltre, vi sono delle eccezioni alle libertà dei mari per cui si possono fermare anche le navi che battono bandiera, eccezioni su cui non ci soffermeremo. Arriviamo, a questo punto, alla questione dell’obbligo si soccorso. Esiste un obbligo internazionale per cui gli stati devono far sì che le navi battenti la propria bandiera prestino soccorso a chiunque si trovi in mare in stato di pericolo. C’è anche un’altra convenzione, la Convenzione SAR, che prevede l’istituzione da parte degli stati di zone di ricerca e salvataggio. In alto mare, gli stati di bandiera hanno giurisdizione esclusiva, quindi le ONG devono soccorrere i migranti in pericolo e condurli in un luogo sicuro.

La giustizia penale italiana
Spesso, sorge il problema della conciliazione del diritto internazionale – che già di per sé è una materia controversa – con il diritto interno. Focalizziamoci sulle attività di search and rescue all’interno del sistema penale italiano. Attività che riguardano soprattutto l’operato delle ONG – battenti bandiera non italiana – che portano i migranti in Italia. Come sopra riportato, la condotta di salvataggio in mare deve ritenersi condotta legittima e non è punibile ai sensi dell’articolo 12 del decreto legislativo 286/1998. Tuttavia, il connotato di legittimità della condotta può acquisire rilevanza all’interno della fattispecie di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina che rappresenta un fatto illecito. A tal proposito, recentemente la Corte di Cassazione si è pronunciata in un caso in cui era chiamata a valutare la sussistenza della giurisdizione italiana rispetto a condotte di favoreggiamento dell’immigrazione poste in essere in acque internazionali. Si tratta di un caso in cui gli scafisti della nave madre avevano “lanciato” in mare un gommone carico di migranti, confidando nell’intervento dei soccorritori per permettere loro di raggiungere il nostro territorio. Ebbene, la Corte di Cassazione ha ritenuto che l’azione dei soccorritori fosse legittimata sempre dalle norme relative al diritto internazionale del mare in quanto c’era uno stato di necessità provocato, però, dai trafficanti di esseri umani. Richiamando il 3° comma dell’articolo 54 del Codice Penale, la Corte ha garantito l’impunità dei soccorritori che hanno agito nel rispetto delle norme interne e internazionali e ha assicurato l’applicabilità della legge penale italiana ai trafficanti che ne hanno strumentalizzato l’intervento.

Gli interventi
All’incontro del 6 marzo che si svolgerà dalle 15 alle 17 presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Perugia, interverranno il professor Vico Valentini dell’Unipg che parlerà di “Soccorsi in mare e giustizia penale” e la professoressa Gabriela Oanta dell’Universidade da Coruña che parlerà de “L’immigrazione via mare e il diritto internazionale”. Coordinerà il professor Simone Vezzani, dell’Unipg.

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