L’infedeltà coniugale va di pari passo con la necessità dell’individuo di interagire, socializzare, confrontarsi e tessere, quindi, una rete di relazioni.

Questo accade dai tempi dei tempi, ma con il passare dei secoli sono cambiati i modi e la velocità di interagire e tessere relazioni. Complici della dinamicità delle relazioni odierne sono, sicuramente, la facilità di contatto offerta dai social network nonché la giusta pariteticità ed emancipazione della donna.

Oggi più di allora si tradisce e lo si fa con maggior leggerezza e disinvoltura, tanto da poter affermare che il tradimento è oggi un fenomeno virale.

La dinamicità delle relazioni e l’emancipazione della donna sono, quindi, il motivo della velocità nel tessere relazioni, mentre i motivi che poi portano al tradimento sono altri. I motivi più comuni possono essere il calo del desiderio dopo anni di matrimonio, inteso come virata del sentimento da innamoramento ad amore più propriamente individuabile in affetto, tenerezza e rispetto.

Un altro motivo lo si può individuare nel cambiamento dell’età, degli interessi, delle condizioni economiche e sociali. Per questo, dopo anni di matrimonio, il partner infedele vuole provare nuove emozioni, sentirsi vivo e confrontarsi con un nuovo partner.

Queste sono alcune delle cause per cui si tradisce, ma non sono la regola.

Narrato brevemente l’aspetto sociale del tradimento, è opportuno analizzare ciò che accade quando la persona tradita scopre la relazione extraconiugale del suo partner. Qui si apre un mondo parallelo dove da una parte abbiamo il fedifrago sicuro che la sua seconda vita non verrà scoperta e dall’altra la persona tradita che nella sofferenza cerca d’istinto di sapere chi è il terzo incomodo nel coniugio. Questo è il momento in cui può entrare in gioco l’investigatore privato, che con le sue indagini tese a smascherare la relazione extraconiugale del partner fedifrago, raccoglierà prove giudizialmente valide.

La raccolta delle prove del tradimento merita attenzione e di seguito spiegheremo perché.

Le modalità di raccolta del materiale probatorio rappresenta l’ago della bilancia tra un “successo” in sede giudiziaria ed una “sconfitta” con conseguenze civili e penali.

Dico questo perché, da una parte possiamo classificare come raccolta lecita delle prove quella effettuata da un investigatore professionista, e, dall’altra quella illegittima effettuata dalla vittima del tradimento.

Questo è un aspetto estremamente importante perché da una parte l’investigatore professionista è legittimato a svolgere indagini e raccogliere materiale probatorio utilizzabile in sede giudiziaria, mentre dall’altra parte se il materiale probatorio è raccolto dall’interessato non può essere utilizzato in sede giudiziaria perché reperito inconsapevolmente in maniera illecita. Infatti, va ricordato e sottolineato che l’interessato (coniuge) con il suo modus operandi incappa in una serie di violazioni, a partire dalla privacy, tutte di rilevanza penale.

A tal proposito va evidenziato come la giurisprudenza penale si sia più volte espressa riguardo le violazioni del coniuge che di solito si possono riassumere in pedinamenti, violazione della posta elettronica, utilizzo di sistemi di rilevamento della posizione (GPS) e installazione di microspie atte a carpire fraudolentemente le conversazioni del congiunto con il presunto amante.

Analizzato sinteticamente come raccogliere legittimamente le prove, l’invito rivolto al coniuge tradito è di astenersi dall’improvvisarsi investigatore privato e rivolgersi ad un investigatore privato professionista e ad un legale di fiducia.

Queste due figure professionali sono in grado di gestire e soddisfare al meglio le esigenze del caso.

Pubblicato da Luigi Faraone

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