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Ipotesi sulla violenza

Ho sempre detto che non possiamo sapere se la violenza contro le donne è effettivamente in aumento o se sono in aumento solamente le denunce, ma in questo momento non posso esimermi dal constatare che effettivamente la violenza di genere è davvero tanta.

Aumentano le denunce per maltrattamenti in famiglia, stalking e violenza sessuale. Anche se i dati ufficiali non fossero disponibili lo si vede dal quotidiano lavoro nelle aule di giustizia.

Aumentano anche le separazioni e le rotture nelle coppie, quasi che ormai sia impossibile un rapporto uomo-donna.

Questi due fenomeni sono, secondo me, connessi, due facce della stessa medaglia.

Nel mio ultimo libro “Madame Bovary era un uomo e Mastro Don Gesualdo era una donna” cerco di affrontare proprio il fenomeno della impossibilità di un rapporto come prima conseguenza di una situazione che spesso sfocia nella violenza.

Basandomi sugli studi archeologici ed antropologici recenti ho ricostruito la presenza di un mondo femminile matriarcale silente, apparentemente distrutto dal giungere del patriarcato, in realtà silente ed occulto. Così mentre gli uomini costruivano la storia a loro immagine e somiglianza le donne aspettavano. Gli uomini costruivano l’idea della donna a loro immagine, credendo di conoscere la donna, mentre loro della donna conoscevano solo quella sfocata immagine che gli lasciavamo intravedere. Con il 1900 la donna finalmente ha trovato la decisione e la forza di reagire e di affermarsi per ciò che realmente è: un essere più complesso e completo dell’uomo, dimostrato dalla moderna scienza, una persona che sa vivere la sua vita in modo autonomo e non ha bisogno di essere tutelata o mantenuta da un uomo. Questo scatena e ha scatenato la violenza dell’uomo, uomo che si è creduto un Dio per 4000 anni, ha creduto che la donna dipendesse da lui, avesse bisogno di lui, fosse inferiore a lui ed ora scopre che la sua stessa maschile scienza ci scopre più complesse e che di lui non abbiamo bisogno. Ora scopre che il suo ruolo non esiste più ed invece di cercare di scoprire il suo vero ruolo reagisce con violenza affermando se stesso nell’unica cosa in cui è superiore ad una donna: la forza bruta.

Occorre iniziare a educare gli uomini alle emozioni, ai sentimenti, a sviluppare quel loro lato femminile che li può fare dialogare con noi donne.

L’assenza di comunicazione reale è alla base della non conoscenza e la non conoscenza della realtà è la base della violenza.

(Testo inserito nell’antologia ‘Pianeta Donna’, curata da Lilly Brogi, edito da La Pergola arte, 2017)

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