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La bocciatura è ingiusta, la scuola deve risarcire le spese per le ripetizioni

Scuola, genitori, alunni e professori. La sospensione del giudizio e la non ammissione alla classe successiva costituiscono un atto, e la sua diretta conseguenza, che la scuola non poteva adottare. Ed è con queste motivazioni che una coppia di Terni ha chiesto al Tribunale amministrativo di “bocciare” la bocciatura dello studente. Allegando anche una richiesta di risarcimento per le spese relative alle lezioni private per recuperare il voto negativo.

Il Piano dell’offerta formativa della scuola prevede che «l’alunno che presenta una o due insufficienze non gravi, o tali che il Consiglio di classe ritenga recuperabili, viene ammesso alla classe successiva con comunicazione agli interessati dei contenuti da rivedere e delle attività da svolgere nel periodo estivo. Il superamento delle carenze sarà verificato dai singoli insegnanti all’inizio dell’anno scolastico successivo». Per gli studenti che in sede di scrutinio finale presentano valutazioni insufficienti, il collegio de docenti deve procedere alla «valutazione della possibilità dell’alunno di raggiungere gli obiettivi formativi e di contenuto propri delle discipline interessate entro il termine dell’anno scolastico, mediante lo studio personale svolto autonomamente o attraverso la frequenza di appositi interventi di recupero» e ammettere alla «classe superiore senza sospensione del giudizio formulando apposita motivazione a tale riguardo». In questo caso l’allieva presentava «diffuse, e anche gravi, carenze in tutto il programma del secondo quadrimestre» e i docenti hanno deliberato «all’unanimità la sospensione del giudizio in matematica con la frequenza del relativo corso di recupero ritenendo che le sole indicazioni metodologiche estive non siano sufficienti a colmare le lacune». I genitori sostengono che negli atti della scuola vi fosse «la mancata predeterminazione dei criteri da seguire per lo svolgimento dello scrutinio finale, nonché il difetto di motivazione in ordine alla scelta di imporre nei confronti della propria figlia la frequenza ai corsi di recupero nella materia di matematica, senza ammetterla immediatamente alla classe superiore» e che «le prove sia scritte sia orali somministrate nel corso dell’ultimo quadrimestre riguarderebbero solo la goniometria».

Per i giudici non «è possibile ravvisare alcuna contraddittorietà della motivazione addotta a sostegno della non promozione rispetto agli antecedenti verbali del consiglio di classe da cui evincerebbe al contrario un giudizio positivo, essendo comunque le rilevate “diffuse e anche gravi carenze in tutto il programma del secondo quadrimestre” sufficienti a sorreggere un giudizio di non ammissione alla classe superiore» e «le prove sia scritte sia orali somministrate nel corso dell’ultimo quadrimestre riguarderebbero solo la goniometria e non anche altre branche della matematica, avendo invero l’alunna in questione sostenuto prove in trigonometria e calcolo combinatorio».

Da cui consegue la decisione di rigettare «la domanda di annullamento degli atti impugnati e della connessa domanda risarcitoria» e di «compensare tra le parti in causa le spese del giudizio».

About Umberto Maiorca

Giornalista professionista, scrittore e sceneggiatore

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