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La giustizia civile alle prese con la Fase 3 post Covid19

L’inchiesta di Giustizia e Investigazione sulle ripartenze dei tribunali e della giustizia dopo la chiusura a causa dell’emergenza Covid, continua con l’intervista alla presidente della Camera civile di Perugia Fabiana Silvestri.

«Ci troviamo nella fase cosiddetta 3 dell’emergenza post Covid. Mi sento di dire – ha spiegato l’avvocato – che per trasformare la crisi in opportunità ci vogliono dei progetti seri e quindi un’organizzazione, le risorse, l’edilizia giudiziaria e soprattutto l’etica dei protagonisti. Come presidente della Camera civile, unitamente al direttivo abbiamo partecipato alla stesura di vari protocolli di concerto con l’ordine degli avvocati, del tribunale di Perugia e della procura. L’idea dell’udienza mediante trattazione scritta – ha poi aggiunto la Silvestri – consente di snellire alcune delle attività cui noi avvocati siamo quotidianamente tenuti a svolgere. Questa innovazione che è stata obbligata dall’emergenza epidemiologica, non può essere utilizzata in ogni caso e sempre perché ci sono delle udienze in cui la presenza del difensore è necessaria e indispensabile. Si pensi per esempio quando si va a discutere la concessione della formula esecutiva di un decreto ingiuntivo. Nelle udienze in cui vengono concessi i termini per le memorie istruttorie invece, non è necessaria la presenza e la trattazione scritta snellisce di molto ed evita assembramenti nelle aule giudiziarie. Va tenuto conto anche che l’edilizia giudiziaria di Perugia non aiuta molto perché non abbiamo un tribunale, bensì abbiamo dei palazzi storici nel centro di Perugia adibiti a tribunale e soprattutto il tribunale civile, non ha la capienza giusta per poter svolgere tutte le udienze in presenza e possono contenere al massimo quattro persone. Ad esempio le udienze di separazione consensuale non possono essere svolte in questa fase perché avremmo il giudice, i due coniugi e i rispettivi avvocati sfiorando così il numero massimo consentito. La giustizia deve riprendere perché in caso contrario la tutela dei soggetti deboli verrebbe meno. Gli aspetti negativi sono dovuti all’eccessivo rallentamento degli accessi negli uffici, della richiesta dei certificati in comune e dall’accettazione dei deposti molto dilatata nel tempo perché il personale in Smart working, non può accedere con facilità al PDA che è il punto di accesso del processo telematico e per questo, abbiamo avuto dei rallentamenti nella nostra attività. Si spera – ha concluso l’avvocato – che la vera fase 3 entri a regime almeno a partire dal mese di settembre. È auspicabile anche la possibilità di avere aule più grandi, la celebrazione di udienze anche nel pomeriggio e speriamo che vengano rimosse le criticità quanto prima».

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