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La giustizia e l’attività dei tribunali dopo il Covid19, tra “false” ripartenze e Fase3

Il reportage di Giustizia e Investigazione sulla riorganizzazione della giustizia post-Covid19 continua con l’intervista a Stefano Tentori Montalto, Presidente dell’ordine degli avvocati.

«La fase 3 è ricominciata dal primo luglio e noi come ordine di Perugia abbiamo stipulato numerosi protocolli con il Presidente della corte d’appello, il Presidente del tribunale, del tribunale dei minorenni – ha spiegato l’avvocato Tentori Montalto – abbiamo interloquito con il presidente del Tar, della Corte dei conti, insomma con tutti i capi degli uffici giudiziari come è previsto dalla legge. La gestione di questa fase è stata delicata in quanto bisognava evitare il contagio ma nello stesso tempo bisognava cercare di portare avanti l’attività giudiziaria. Ora siamo nella fase 3, dobbiamo tornare alla normalità, noi avvocati siamo pronti a continuare la nostra collaborazione con i capi degli uffici giudiziari, a trovare delle soluzioni condivise per agevolare il ritorno alla normalità che vuol dire la possibilità degli avvocati di tornare presso le cancellerie o presso la segreteria della procura della repubblica, poter partecipare alle udienze perché i palazzi di giustizia sono i palazzi di tutti dei magistrati, del personale amministrativo e degli avvocati; è la nostra casa da sempre. Noi come ordine abbiamo sede all’Interno del palazzo di giustizia, non siamo degli ospiti, siamo anche noi padroni di casa. Si chiede alla magistratura – ha aggiunto Tentori – uno sforzo fuori del normale. Siamo perfettamente consapevoli della difficoltà che questo comporta. Di fatto noi abbiamo avuto un’interruzione totale e parziale ma in maniera significativa e sensibile per sei mesi, il che significa assenza di lavoro e di guadagno ma al di là di quello che è l’aspetto economico dell’avvocatura che non è secondario, l’aspetto principale che noi abbiamo tenuto a sottolineare ma di cui sono consapevoli anche gli stessi magistrati, è che la giustizia è un volano importante anche per l’economia, come è un elemento essenziale per quanto riguarda la vita sociale».

«Il tribunale cerca di risolvere quelle che sono le conflittualità familiari, le dispute le contese fra società, si discute di crediti di debiti, si discute di reati i sono imputati presunti innocenti, che come tali, comunque subiscono una sofferenza e il processo è sofferenza. Quindi il rinvio dei processi molto in là nel tempo – ha concluso il presidente – è sicuramente un dato che un po’ sconforta e nel quale noi abbiamo ritenuto necessario dover intervenire per dare un segnale di ritorno alla normalità».

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