La giustizia sportiva in Umbria, il razzismo e l’omofobia in campo, la violenza di genere e lo sconfinamento nel jazz e nella passione per il sassofono. Alessandra Pierelli intervista, per Giustizia e Investigazione, l’avvocato e giudice sportivo Marco Brusco.

Dall’impegno sui campi di gioco come calciatori a quello dietro al tavolo di giudice sportivo, l’avvocato Brusco racconta come l’Umbria sia migliorata sotto il punto di vista globale per l’impegno della Federazione e delle società sportive. Gli insulti razzisti sono ancora un’emergenza settimanale sui campi da gioco, ma le sanzioni sono molto alte, sia per i giocatori sia per le società. I casi avvenuti in Umbria sono stati puniti con forza.
Preoccupa gli episodi di violenza, nei campionati dilettanteschi, nei confronti di giocatori, ma soprattutto contro i direttori di gara.


L’avvocato Marco Brusco si è occupato molto spesso della violenza di genere nel corso della sua attività di penalista. L’Umbria è stata testimone di tanti episodi, anche se facendo una media ci si può ritenere fortunati. Allarma il ripetersi di tali episodi. E in chiusura un accenno alla passione per la musica.

Pubblicato da Alessandra Pierelli

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