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La legittima difesa entrerà nella Costituzione?

Un’altra Italia a partire da un’altra giustizia. È quanto si propone l’omonima associazione per tutelare le vittime di furti e rapine con l’inasprimento delle pene.Promotore dell’iniziativa è l’avvocato Valter Biscotti, già difensore di Rudy Guede, impegnato nella vicenda Parolisi e Scazzi, e dei familiari degli agenti di scorta di Moro e della vedova del sovrintendente Petri, ucciso dalla Br.

Avvocato perché questa iniziativa?

“La Costituzione tutela tutti, ma ladri e rapinatori spesso riescono ad evitare il carcere perché le pene sono virtuali e incerte. La sicurezza dei cittadini è un lusso che ciascuno si deve pagare di tasca propria. È compito, invece, dello Stato rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà, l’eguaglianza e la sicurezza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

E dunque cosa proponete?

“Proponiamo di introdurre poche parole che possono produrre una rivoluzione. Bastano piccoli ritocchi a tre articoli della Costituzione. Anzitutto l’articolo 3 dove basta aggiungere il vocabolo ‘sicurezza’. Una sola parola può fare la differenza. Ma devono essere modificati anche gli articoli 24 introducendo ‘la legge assicura ogni tutela alle vittime dei reati’ e il 42 con ‘la legge tutela la sicurezza all’esercizio dei diritti sulla proprietà privata e sui godimenti della stessa’. Modifiche che garantirebbero la certezza della pena e la blindatura della tanto bistrattata sicurezza”.Chi ha preparato questo documento?”Ho radunato un gruppo di giovani colleghi (Mimmo Lardiello, Luca Volpe, Giuseppina Caterino, Lorena Polidori, Agostino Mazzeo) e ho creato l’associazione ‘Un’altra giustizia per un’altra Italia’. E abbiamo preparato il disegno di legge costituzionale che verrà presentato nelle piazze del Paese nelle prossime settimane e, in seguito, si spera portato per mano in Parlamento da Forza Italia. Vogliamo rendere più dura la vita a rapinatori e ladri rivedono i meccanismi della pena per furto, rapina e violazione di domicilio, così da impedire che la condanna scenda sotto la barriera dei due anni e l’imputato possa usufruire della sospensione condizionale della pena. I propositi sono ambiziosi. Sono ambiziosi perché abbiamo deciso di intraprendere una battaglia che ha un importante valore di carattere nazionale, soprattutto perché riguarda quella maggioranza, un po’ sofferente, del paese. Abbiamo deciso di intraprendere una battaglia tecnico-giuridica per far introdurre nella costituzione la tutela della vittima del reato e il principio della sicurezza. Si tratta di una cosa apparentemente semplice ma di valenza rivoluzionaria. Voi pensate che nella nostra Costituzione è giustamente prevista la figura del giudice, la figura del pubblico ministero, le garanzie dell’imputato; ma incredibilmente, non c’è neanche una parola sulla vittima del reato”.

E come si potrebbe fare per evitare la concessione di questi benefici?

“Un modo per fare ciò potrebbe essere l’esclusione di questi tipi di reato dai riti alternativi, come l’applicazione della pena su richiesta delle parti (cosiddetto patteggiamento) o il rito abbreviato. Per esempio: si potrebbe prevedere che per furto, rapina e violazione di domicilio la pena non possa in alcun modo scendere al di sotto dei due anni, escludendo, quindi, la sospensione condizionale della pena. In questo modo la pena sarebbe certa o più certa e verrebbe scontata per davvero. Proprio per questo sarebbe necessaria un’ulteriore mossa: sbarrare la strada, per questi reati, ai riti alternativi come il patteggiamento o l’abbreviato che fanno svanire le condanne”.

La proposta di modifica della Costituzione e di legge prevede anche un intervento per quanto riguarda l’articolo 52, di che si tratta?

“Ovviamente, è prevista anche una riscrittura generale dell’articolo 52 del codice penale, per quanto riguarda la legittima difesa. Siamo davanti ad una contraddizione del nostro sistema giudiziario che arriva fino al paradosso dei paradossi: il ladro diventa vittima e la vittima, che magari ha imbracciato il fucile per salvare la casa, si trasforma in colpevole. Ripeto: la legge necessita di assoluti cambiamenti poiché è inconcepibile che ad esempio il rapinatore che viene colpito da chi si difende nella propria abitazione, si arriva al paradosso che il proprietario che ha colpito il rapinatore per difendersi si vede pignorare la casa per ottenere il risarcimento del danno da parte della famiglia del rapinatore. Tutto questo vuol dire che il sistema non funziona più. Quindi dare forza nella costituzione alla vittima del reato e al diritto alla sicurezza, ha una ricaduta sull’interpretazione di queste norme che noi comunque proponiamo di cambiare”.

Basteranno i soli cambiamenti alla Costituzione?

“Prima interveniamo sulla Carta in maniera chirurgica e subito dopo, a cascata, sono previsti gli adeguamenti dei nostri codici ai cambiamenti introdotti nella Costituzione. Ancora una volta niente di pesante ma incisioni chirurgiche per metterci al passo con l’Europa”.

L’intervista dal sito Agenzia stampa italiana

About Umberto Maiorca

Giornalista professionista, scrittore e sceneggiatore

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