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Illustration Picture showing the EU flags in front of the European Commission headquarters in Brussels, Belgium, 14 June 2012. ANSA/OLIVIER HOSLET

La lotta per il prezzo del latte: i pastori non mollano la presa

Nelle ultime settimane si è alzata una forte protesta da parte dei pastori sardi. I pastori non accettano che il proprio lavoro sia sottopagato, non accettano che il proprio latte venga venduto a soli 55 centesimi al litro. Attualmente sono in corso delle trattative ed è in corso una breve tregua, dopo giorni in cui i pastori hanno riversato per le strade centinaia di litri di latte.

Una prima intesa è stata raggiunta con un accordo siglato sabato scorso a Cagliari col ministro dell’agricoltura Gian Marco Centinaio. Quest’ultimo ha proposto un prezzo di 72 centesimi al litro e stabilito una tregua di tre giorni alle proteste. Tregua che, però, è durata solo una notte. I pastori non si accontentano. Vogliono che il prezzo del latte ovino salga subito a 80 centesimi e successivamente a un euro al litro (+ iva), in modo tale da poter coprire i costi di produzione. In aggiunta, l’azzeramento dei Consorzi di tutela e distribuzione più equa dei profitti all’interno della filiera. Ecco alcune delle proposte rilanciate dai pastori sardi riuniti a Tramatza (Oristano) e contenute in un documento suddiviso in dodici punti e approvato all’unanimità per alzata di mano.

A quanto annunciato dal ministro Centinaio a seguito di una riunione con il commissario europeo all’agricoltura Phil Hogan, per quanto riguarda il piano vi sono stati riscontri positivi da parte dell’Europa. Inoltre, Hogan ha confermato l’invio di funzionari UE in Sardegna per coinvolgere il Consorzio nei programmi UE.

Come conseguenza della reazione dei pastori, il presidente del Consorzio di tutela del pecorino romano Salvatore Palitta, annuncia le proprie dimissioni. Il suo mandato sarebbe scaduto il 22 febbraio.

Infatti, tra le richieste dei pastori sardi vi è anche quella di “dimissioni volontarie ed irrevocabili di tutti i membri del consiglio di amministrazione del Consorzio di tutela del Pecorino Romano Dop da depositare in Prefettura contestualmente alla firma dell’accordo”.

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