Home / Codice Antigone / La mancata ricchezza che deriva dall’esclusione delle donne dalla storia

La mancata ricchezza che deriva dall’esclusione delle donne dalla storia

La violenza sul genere femminile non è un fenomeno attuale, è un fenomeno storico che va avanti da millenni.

Dal momento che l’uomo maschio ha dettato regole sociali che escludevano la donna da alcuni consessi della società, come la scuola, è iniziata la storia della violenza di genere.

Da un certo momento in poi, identificato da alcune archeologhe come Marija Gimbutas nel sopravvenire dei popoli Kurgan dall’Asia nel 3000 a. C. circa, le donne non sono state ammesse a scuola, non potevano studiare, quindi, erano escluse dal circuito culturale e politico, iniziava il loro isolamento nelle case come madri e mogli, la loro esclusione dalla società. Una esclusione che si è perpetrata finora con la non ammissione ai consessi di studio, a quelli di lavoro, negli eserciti, nelle successioni, per poi poter anche dire che le donne non hanno lasciato traccia di sé nella storia delle arti e delle lettere (!!! Ipocrita e stupido commento maschile), per poter dettare la storia ad uso e consumo di un solo genere, quello maschile, compiendo il vero grande GENOCIDIO della storia, il GENOCIDIO del genere femminile, arbitrariamente escluso dalla scena della storia.

Ricordiamo la caccia alle streghe, in realtà caccia al sapere profondo femminile, quel sapere legato alla terra che guariva, quel sapere che andava distrutto per dominare.

Questa esclusione è stata la forma di violenza più grande che la storia abbia visto, nulla confronto agli attuali femminicidi ed alle attuali violenze, essendo una forma di violenza totale, che ha negato alle donne di poter vivere secondo i loro voleri e le loro inclinazioni, che ha cambiato la faccia della storia da come sarebbe potuta essere se realizzata da due sessi a come è stata con la partecipazione quasi esclusiva di un sesso solo. Sorvolo adesso sulla nascosta partecipazione femminile alla storia, che comunque è stata marginale rispetto a cosa le donne avrebbero potuto portare nella scienza, nelle arti, nella storia stessa.

Solo negli ultimi centocinquanta anni le donne hanno iniziato a rivendicare la loro esistenza ed il loro ruolo alla luce del sole e tutto quanto sta avvenendo ne è un primo risultato, il denunciare i rapporti sessuali non voluti, la tratta dei corpi, i matrimoni combinati nell’età infantile, e le conseguenti ribellioni del genere maschile che si considera unico arbitro, protagonista e padrone della società, che non esita ad uccidere.

Occorre una profonda riflessione da parte di entrambi i sessi ed una accettazione da parte di quello maschile che niente tornerà come prima, che la più grande rivoluzione della storia, quella femminile, è in atto e si concluderà solo con una effettiva parità sociale, parità ancora lontana.

Del resto nella sua ottusità il genere maschile non arriva a comprendere quanta ricchezza può dare una donna istruita e pensante, privandosi così di un contributo essenziale che renderebbe il mondo un luogo diverso e migliore.

Invito qui a leggere tutti i libri della collana Didala Ghilarducci dell’editore Marco Del Bucchia per approfondire ognuno dei temi qui sintetizzati.

About Jacqueline Magi

Check Also

Il punto sull’immigrazione

Proviamo a fare un punto sul tema immigrazione, un punto relativo, ma che tenga conto …

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi