Home / Codice Antigone / La nostra fragile e giovane identità tra immigrazione, indipendenza e cambiamenti sociali

La nostra fragile e giovane identità tra immigrazione, indipendenza e cambiamenti sociali

Tornando a riflettere sull’immigrazione e su tutto quanto sta avvenendo in Italia a proposito del fenomeno mi viene da riflettere su altre onde migratorie analoghe all’attuale, forse anche maggiori.

Basta pensare all’immigrazione degli italiani negli USA nella fine ottocento e primi novecento o all’ondata turca in Germania nel secondo dopoguerra, ondate migratorie importanti, ma che non hanno scalfito l’identità tedesca, mentre diverso il discorso per quella statunitense, più fluida tuttora.

Nel caso nostro si ha come l’impressione che la resistenza a questa onda migratoria derivi dalla paura di perdere qualcosa, e occorre riflettere cosa.

Sentendo quanto le persone dicono, le riflessioni sui social, pare che vi sia la paura di perdere il lavoro, di perdere i soldi, ma così non può essere, poiché i lavori che gli immigrati fanno gli italiani non li vogliono fare. Raccogliere i pomodori sotto il sole, badare agli anziani non autosufficienti, fare le pulizie sono, ormai, lavori che gli italiani non vogliono fare e vengono svolti dagli stranieri, come accadde in Germania dove i turchi furono impiegati nei lavori più pericolosi dell’industria.

Non è, quindi, il lavoro che ci portano via.

Quello che invece mi viene in mente è la giovane età della nostra nazione, solo 156 anni, a fronte dei secoli di nazioni come la Francia, la Spagna, l’Inghilterra. L’Italia non solo è di recente formazione, ma ha un passato non unitario neanche nella lingua e nella cultura, diversamente ad esempio dalla Germania, anch’essa recente come nazione unitaria ma con una lingua unica già da molti secoli, tanto che in tutto il centro Europa si parla tedesco e non inglese. L’Italia ha almeno tre lingue oltre vari dialetti, alcuni dei quali incomprensibili al resto degli italiani. Veniamo da un passato di divisioni comunali, di tradizioni differenti, da storie diverse e non è possibile pensare di superare tutto questo in pochi anni e senza una precisa intenzione di farlo. Non solo occorre anche considerare che la storia della nostra nazione presenta delle ferite ancora aperte e mai riconosciute, come quanto accaduto nel 1860 con quella che qualche storico chiama “La conquista del sud”, quando l’unità d’Italia l’abbiamo creata distruggendo quella che era la terza nazione più industrializzata e ricca d’Europa, il Regno delle due Sicilie.

Tutto ciò fa pensare ad una identità giovane e fragile che davanti a onde migratorie quali quelle attuali si spaventa, teme per la propria identità.

Tale fragilità è aggravata dalla estrema rigidità della religione prevalente in Italia, la religione cristiano cattolica romana, forse la più rigida e integralista che possiamo trovare insieme all’Islam ortodosso. La rigidità aumenta la fragilità di una identità che teme il confronto con il diverso, fonte di pericolo costante di contaminazioni alla propria purezza.

Queste sono ipotesi, ma una certezza ce l’abbiamo: che gli italiani non siano cittadini ma sudditi ne sono sicura, in quanto non hanno il senso dei loro diritti e dei loro doveri ma chiedono come favori i loro diritti e cercano di eludere i propri doveri, come i sudditi e i … bambini.

About Jacqueline Magi

Check Also

Il punto sull’immigrazione

Proviamo a fare un punto sul tema immigrazione, un punto relativo, ma che tenga conto …

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi