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La protesta per il clima e il bisogno di vivere un mondo più pulito

Rispondendo all’appello della sedicenne svedese Greta Thunberg, migliaia di studenti di 123 paesi del mondo si sono dati appuntamento per venerdì 15 marzo, per manifestare in difesa dell’ambiente e del clima del nostro paese. Che in questi ultimi anni il riscaldamento globale sia aumentato notevolmente è un dato di fatto. Al giorno d’oggi l’energia viene impiegata ovunque e la sua emissione ha raggiunto livelli stratosferici. Si pensi anche agli smartphone che tutti noi abbiamo in tasca, per la produzione dei quali occorre un consumo di energia pari a dieci anni del loro utilizzo.

Gli studenti scesi in piazza attribuiscono la colpa di tutto questo alle generazioni che gli hanno preceduti e manifestano contro l’irresponsabilità degli adulti che hanno rovinato il nostro pianeta. D’altra parte, sostengono, anche i governi dei rispettivi paesi dovrebbero occuparsi maggiormente della tutela dell’ambiente attuando politiche più incisive per ridurre le emissioni di anidride carbonica. Da parte loro, questi ragazzi, proprio per la loro giovane età, non ritengono gli si possa attribuire la colpa (se non in piccolissima parte) dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua, della terra. La colpa è soprattutto degli adulti.

In Italia, le manifestazioni sono state più di duecento, con slogan come “Siamo ancora in tempo”, “Pazienza niente, studenti per l’ambiente”, “Scendiamo in piazza, manifestiamo, oggi a scuola non ci andiamo”, “Ci siamo rotti i polmoni”.

Una responsabilità comune

Chi ha abitato e chi abita il pianeta è colpevole di questa situazione ogni qual volta si lasciano i rifiuti per strada, pensando: “per una carta non sarà di certo la fine del mondo!”; ogni qual volta si prende la propria auto per qualunque commissione o semplicemente per fare un giro in città, anche quando si raggiungono mete assai vicine alla propria abitazione. Ammettiamolo, fare una piccola passeggiata sarebbe molto più salutare, sia per se stessi che per gli altri. Le questioni sarebbero infinite. Altro esempio è il riscaldamento in casa. Sarebbe opportuno non tenerlo acceso per troppo tempo, anche d’inverno. Insomma, bisogna partire dalle piccole cose.

Un impegno comune

Per migliorare la situazione (o quantomeno non peggiorarla) è necessario un impegno serio da parte di tutti: adulti e giovani. Le cause sostenute durante le recenti manifestazioni devono essere pienamente concretizzate. Ammettendo che questo avvenga, resta il dubbio e il timore che questo processo iniziato ormai da molto tempo, sia irreversibile e non si possa più tornare indietro.

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