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La riforma della crisi d’impresa: cambia un mondo

Il Codice della crisi e dell’insolvenza è realtà dal 12 gennaio del 2019 con l’approvazione da parte del Governo dello schema di decreto legislativo che ha dato definitiva attuazione alla legge n. 155 del 19 ottobre del 2017.

L’obiettivo è quello di riformare la materia delle procedure concorsuali e della crisi del sovraindebitamento, semplificando le norme vigenti. Tuttavia, la riforma contenuta nel decreto legislativo potrebbe subire delle modificazioni e integrazioni in quanto con l’emanazione della legge n. 20 dell’8 marzo del 2019 è stata assegnata al Governo una nuova delega per la promulgazione di disposizioni integrative e correttive.

Le disposizioni che potranno intervenire sul Codice della crisi d’impresa, però, dovranno pur essere conformi ai principi generali e ai criteri direttivi stabiliti dalla legge n. 155 del 19 ottobre del 2017, ovvero: le modifiche alle disposizioni sulla crisi da sovraindebitamento, sui privilegi e sulle garanzie non possessorie, sulle garanzie in favore degli acquirenti di immobili da costruire, sui rapporti tra liquidazione giudiziale e misure penali; le modifiche al codice civile con riferimento alla parte riguardante le società; l’introduzione della definizione di “stato di crisi”, intesa come probabilità di futura insolvenza; il superamento del termine “fallimento” con l’espressione “liquidazione giudiziale”; l’adozione di un unico modello processuale per l’accertamento dello stato di crisi o di insolvenza del debitore e con caratteristiche di particolare celerità; il riordino della disciplina dei gruppi d’impresa, delle procedure di liquidazione giudiziale, della procedura di concordato preventivo, dell’esdebitazione e della liquidazione coatta amministrativa; l’introduzione di procedure di allerta e di composizione assistita della crisi, di natura non giudiziale, finalizzate ad incentivare l’emersione anticipata della crisi e ad agevolare lo svolgimento di trattative tra debitore e creditori; il recepimento, ai fini della disciplina della competenza territoriale, della nozione definita dall’ordinamento dell’Unione europea di “centro degli interessi principale del debitore”; l’agevolazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti, i piani attestati di risanamento e le convenzioni di moratoria. Attuando queste misure si vuole sicuramente tutelare i debitori, ma anche i creditori.

Di questo e molto altro si parlerà oggi, 15 maggio, in un convegno organizzato dall’UNC Umbria, in collaborazione con l’Istituto di Mediazione Linguistica di Perugia. A coordinare e moderare i lavori, l’avvocato Laura Biarella, giornalista pubblicista ed autrice de “Il Sole 24 ORE”. A seguire, i saluti istituzionali dell’avvocato Massimo Brazzi, vicepresidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Perugia. Tra i relatori, il professore Simone Brancozzi dell’ODCEC di Fermo e il dottor Claudio Calini dell’ODCEC di Brescia.

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