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La tutela della salute attraverso la corretta informazione

La recente e attuale epidemia di Covid-19 ha portato la diffusione, oltre che di numerose notizie riguardanti la salute e la politica sanitaria, anche di numerose bufale mediche e scientifiche, dalle più nuove alle più cogenti; ciò ha evidenti ripercussioni su beni costituzionalmente garantiti quali la libertà di stampa e di espressione ex articolo 21 Costituzione e la salute ex articolo 32 Costituzione.

Invero tale problema non è solamente recente, ma è assai più rilevante: almeno dai film o dai cartoni a temi western tutti noi abbiamo impressa nella memoria la figura del ciarlatano che spaccia rimedi miracolosi universali a seguito di improbabili show quasi-teatrali; la diffusione di internet, dei social media e dei social network, insomma delle nuove tecnologie cui ormai siamo abituati ha tuttavia rinnovato e amplificato il problema, ponendo dilemmi a proposito della libertà di espressione come della libertà di cura o anche di non cura.

Innanzitutto è opportuno avere bene in mente i concetti di cura e guarigione: la guarigione è la rimessione, il recupero della salute al termine di un processo fisico o psicologico; la cura è l’assistenza materiale, personale, morale e spirituale che si offre ad un malato. Tali concetti possono coesistere, nella maggior parte dei casi, ma anche non essere sempre presenti assieme.

Si possono, inoltre, avere casi di malati inguaribili, per malattie ancora non diagnosticate o contro cui la scienza combatte e fa opera di ricerca; non esistono però, ed è bene sottolinearlo, malati incurabili: ogni malato, ad opera dei suoi familiari e amici e dei medici, è un malato e prima ancora una persona curabile, ossia sottoponibile a cure e attenzioni che possono alleviarne le sofferenze e far condurre una esistenza dignitosa, nonostante la stessa malattia.

Su tale confusione, invero, si giocano oggi molti dibattiti etico-scientifici e, anche, hanno gioco facile i truffatori e i ciarlatani, che si approfittano di situazioni di oggettiva debolezza.

Come detto, con internet e i social-network i ciarlatani e i truffatori hanno trovato nuovi spazi, prima impensabili, per guadagnare sulle spalle di pazienti e familiari; queste persone possono essere medici falliti o perfino radiati (è il caso del famoso ex-medico romano Tullio Simoncini), o addirittura persone nemmeno laureate in medicina (è il caso di Alberto Mondini, a suo tempo autore di un libro-inchiesta spazzatura di nome “Kankropoli” e fondatore di un’associazione per la lotta al cancro non riconosciuta da nessun’altra e ora chiusa, l’ARPC).

Il web, come si sa, è un oceano sconfinato, e in relazione alla malattia possiamo trovare facilmente con un clic l’indirizzo del nostro medico di base o di uno specialista, o una scheda sommaria sui sintomi che proviamo; possiamo però anche trovare i siti internet di guaritori miracolosi, dai santoni agli pseudoscienziati, o le notizie su presunte medicine dal successo del 100% e a fronte di rischi dello 0% (cose entrambe impossibili in medicina).

Il web è una macchina tanto portentosa e utile quanto micidiale, capace di dare voce a chiunque, al saggio e al folle, a chi ragiona e a chi delira, e spesso il folle e il delirante sono più ascoltati; a riguardo del Covid-19 lo abbiamo visto con i cosiddetti no-mask (eredi e alleati dei no-vax), che arrivano a parlare di autentiche idiozie come la mutazione genetica causata dai vaccini o, in certi casi, a negare l’esistenza stessa del virus.

Le bufale mediche, purtroppo, dilagano e non da oggi, e non solo per mali di stagione, ma per malattie gravi come il cancro o ancora sconosciute come l’autismo, proponendo spesso notizie false come la correlazione con i vaccini o rimedi fasulli e crudeli come il bicarbonato per guarire dai tumori.

Molte persone, tra cui, purtroppo anche medici, sembrano avere una propensione particolare a rifiutare tutto ciò che è ufficiale e codificato, per rifugiarsi in strategie diagnostiche e terapeutiche che hanno molto in comune con la superstizione e quasi nulla con la scienza, e alle quali peraltro si aggiunge il mero e illecito guadagno.

Abbiamo tutti i gusti possibili: da siti di “medicina naturale” che negano la correlazione tra AIDS e HIV e inventano invece danni di massa a seguito delle vaccinazioni (responsabili della poliomielite o dell’autismo) alla teoria del “conflitto biologico” di Hamer (secondo la quale i tumori e in generale le malattie non sono causate da geni, batteri, virus o sostanze chimiche, ma da conflitti interiori da risolvere); dall’idrocolonterapia e dalle terapie disintossicanti (non ne abbiamo bisogno, il nostro corpo provvede da solo a ciò) all’idea citata di Simoncini secondo cui tutti i tumori, ognuno diverso dall’altro, è causato da un fungo parassitario e la relativa cura è il bicarbonato. E che dire di chi propone soluzioni di ipoclorito di sodio (la candeggina che abbiamo tutti a casa per pulire i pavimenti e i panni) per curare le malattie della pelle?

Tali fandonie, alcune simpatiche per quanto sono insostenibili, altre folli e pericolose, possono costituire un pericolo in quanto distolgono il malato e i suoi familiari dalle medicine ufficiali e dalla radioterapia, le uniche che possono sconfiggere le malattie e nel caso specifico i tumori.

Ovviamente non bisogna confondere la medicina sperimentale e complementare (settori della medicina in fase di sperimentazione, come il plasma nel caso del contrasto al Covid-19, o di integrazione, ausilio e prevenzione, come determinate diete utili a prevenire, ma allo stato degli atti non a curare, i tumori) con la medicina cosiddetta alternativa, la quale ricopre un grande spettro che va dal misticismo pseudo-orientale ai culti ufologici, passando per cure che hanno una parvenza di scientificità superficiale come l’uso del bicarbonato o di supposte psicoterapie per curare le metastasi.

Il modo per sfuggire a queste trappole è fidarsi e fare domande al proprio medico curante e soprattutto evitare persone che promettono guarigioni miracolose, che vantano (solo loro!) rimedi adatti e però segreti e costosi, e, soprattutto, evitare persone che cercano di allontanare dal proprio medico, dai propri amici, dai propri familiari: chi agisce così, è il capo o il membro di una setta, non di un equipe di ricerca scientifica o un gruppo di preghiera a sostegno dei malati; non ci si fidi di tutto ciò che si trova su internet, né si dia ascolto soprattutto a medici radiati.

Esiste una sola medicina, quella che guarisce e che cura, la quale si pratica in ospedale e nei laboratori di ricerca, e non in laboratori segreti o su siti internet di scarsa qualità.

Non tutti coloro che inventano bufale sono in cattiva fede: in buona fede era ad esempio Di Bella (che era peraltro un professore universitario e che mai chiese soldi per le sue visite e terapie); inoltre in certi casi si può aumentare l’efficacia di sostanze o terapie oltre la loro misura reale oppure ancora in fase di sperimentazione e studio. Altri, invece, sono deliberatamente votati al male, desiderando ricorrere alla truffa e al raggiro per guadagnare soldi facili, ben sapendo che i loro rimedi sono fasulli.

Questi truffatori, se denunciati, possono anche finire in tribunale e in prigione con l’accusa, oltre che di truffa, di omicidio colposo ex articolo 589 del Codice Penale, che comporta una pena che va da 6 mesi come minimo edittale ad un massimo di 10 anni.

A volte il ricorso a questi ciarlatani può portare “solo” (nell’ordine di centinaia o migliaia di euro) ad un alleggerimento del portafoglio, ma altre volte queste pratiche, distogliendo il paziente dalle cure professionali e scientifiche riconosciute, provoca danni alla salute spesso irreversibili e la morte: si tratta di condotte omissive che configurano, oltre al reato di truffa richiamato, anche i reati di lesioni personali colpose e perfino di omicidio colposo; qualche giurista ipotizza addirittura il reato di dolo per la mancanza di consenso informato oltre che per la necessaria conoscenza dell’inefficacia di tali terapie per via degli studi comunque fatti.

Con il proliferare di queste pseudo-terapie, il contenzioso penale e medico-legale è destinato ad aumentare col tempo, soprattutto quando il paziente non viene esaurientemente informato che il trattamento proposto non ha un valido supporto scientifico e che non è approvato dalla comunità scientifica ufficiale o quando il trattamento non convenzionale viene ad essere criminosamente sostitutivo di quello convenzionale.

Spetta agli Ordini dei medici e ai medici stessi vigilare contro queste truffe, e spetta soprattutto ai cittadini, ai malati e ai loro familiari, uno sforzo per non cadere in queste trappole, grazie alla corretta informazione e grazie alle domande da fare al medico curante; in questo internet, per un verso corresponsabile di ciò, può aiutare: si visitino i siti ufficiali del Ministero della Salute e dell’Aifa, dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro e della Fondazione Veronesi; si visiti anche, per ottenere informazioni mediche accessibili a tutti, il sito www.medicitalia.it , oppure, caldamente consigliato, il sito del dottor Salvo Di Grazia, medico e da anni esperto cacciatore e sbugiardatore di falsi medici e false cure.

I progressi della medicina ufficiale, della medicina vera, sono stati giganteschi e sono sotto gli occhi di tutti, sia riguardo alle strategie diagnostiche che a quelle terapeutiche; oggi di leucemia acuta e di un cancro diagnosticato precocemente (ad esempio, i melanomi o il cancro ai testicoli) si può guarire; con la terapia interferonica il virus dell’epatite C può essere eradicato; la sopravvivenza dei malati di Aids si è allungata di decenni; i cardiopatici e i diabetici riescono ad arrivare all’età anziana; molte meno donne muoiono per cancro della mammella o del collo dell’utero; nessun bimbo più si ammala di poliomielite grazie al vaccino; il vaiolo è scomparso dalla faccia della terra grazie al vaccino. Pur con i tempi necessari, sarà così anche per il Covid-19.

Eppure, secondo folli teorie, l’umanità oggi starebbe assai meglio senza la medicina; fatto sta che in un contenzioso medico-legale in cui si deve decidere se vi è stata colpa medica oppure no, le sole fonti attendibili che si presentano al Giudice e che il Giudice accetta come prove inconfutabili per condannare o assolvere un medico sono quelle supportate da quell’insieme di “organismi criminali” che nel loro complesso costituiscono la cosiddetta “medicina ufficiale”. L’unica che guarisce.

About Roberto De Albentiis

Nato ad Assisi (PG), nel 1991, laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Perugia e specializzato in professioni legali presso la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali a Macerata.

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