Home / Giustizia e diritto / La vicenda Bibbiano ovvero il tentativo di attuare il gender capitalismo

La vicenda Bibbiano ovvero il tentativo di attuare il gender capitalismo

Fortunatamente non si spegne l’eco della vicenda di Bibbiano malgrado i maggiori media abbiano deciso di ignorare i gravissimi fatti che la contraddistinguono. Ciò che sta tenendo alta l’attenzione, è lo sdegno della cosiddetta società civile, ossia della maggioranza di persone normali che appaiono, ai nostri giorni, i dimenticati della politica.

Quello che emerge con chiarezza fino ad ora, al di là delle responsabilità civili e penali dei protagonisti, è la volontà tenace di distruggere la famiglia naturale, di sfaldare ogni legame umano basato sull’amore reciproco, la benevolenza e l’umanità. La mentalità corrente oggi dominante, non vuole più uomini o donne, madri o padri, cittadini e cittadine, ma atomi precari lavorativamente, migranti e consumatori ignoranti, capaci solamente di avere relazioni affettive basate esclusivamente sul do ut des.

La tragedia di Bibbiano è cristallina nel mostrarci come, mediante il meccanismo degli affidi, si voglia sostenere che il consumatore abbia ogni sorta di diritto, acquisendo indistintamente ciò che riterrebbe più opportuno. Si vuole, da un lato eliminare la famiglia naturale legata dai vincoli di amore e, dall’altro, ridurre i figli a mere merci conquistate dal consumatore ritenuto più idoneo.

Alla base di queste vicende, vi è l’ideologia “gender”, che silenziosamente e subdolamente entra nella nostra società, avvelenando il pensiero e corrompendo i costumi. Per capire in cosa consiste sarà necessario porre l’accento sulle due categorie principali di essa ovvero differenza e genere.

La prima categoria – la differenza – è di facile comprensione poiché con tale termine si intende la “differenza sessuale”; l’insistenza sulla differenza, bandiera delle istanze femministe, ha finito con il produrre una negazione della stessa, giungendo a considerare il genere umano come un coacervo indistinto di individui.

La seconda categoria – il genere – è, invece, più oscura da definire, perché nell’uso quotidiano della lingua italiana, ad esempio, è ciò che contrappone il genere maschile da quello femminile; ciò potrebbe indicare anche una categoria concettuale che raggruppa individuo o cose dalle caratteristiche simili. Nel primo caso, il genere distingue il maschile dal femminile, mentre, nella seconda ipotesi, esso è riferibile al genere umano. Il genere dunque distingue, ma anche omogeneizza il maschile e il femminile e proprio in questa confusione, il termine gender viene utilizzato per oltrepassare la distinzione e aprire la porta alla indistinzione.

La differenza sessuale, acquisita alla nascita, non sarà rilevante e ciò che dovremo tenere in considerazione sarà quello che diverremo nel corso della nostra vita: potremo essere, quindi, donne o uomini o tutte e due contemporaneamente o a periodi alterni.

La teoria gender, una volta posta l’indifferenza sessuale, si spinge oltre considerando che, per la costruzione di una famiglia, sarà possibile legarsi a persone dello stesso sesso o di sesso diverso o avere nuclei dove i ruoli siano intercambiabili a piacere.

Siamo di fronte, ancora una volta, ad una rivoluzione culturale pesante in quanto l’uomo contemporaneo vuole tenacemente sottrarsi a ogni regola naturale, nella convinzione effimera ed errata che possa bastare a se stesso per risolvere i problemi che lo attanagliano. Tramite le ideologie di genere, vogliamo far dimenticare che il Creatore ha stabilito l’esistenza dell’essere uomo e dell’essere donna, esseri diversi e complementari.

In questa dicotomia, la creatura umana deve realizzarsi pienamente e trovare la vera felicità valorizzando la sessualità che le è stata assegnata fin dalla nascita.

L’ideologia gender presenta un nuovo paradigma etico che corrisponde sostanzialmente ad una vera e propria rivoluzione morale. Alla realtà conosciuta da sempre, si vuole tenacemente sostituire un’astratta costruzione priva di valore obiettivo. Si sostiene che debba prevalere l’arbitraria interpretazione del singolo che sarà quindi libero di attribuire, a qualsiasi cosa o fatto la propria personale spiegazione, rifiutando ogni limite o confine naturale o morale.

Lo sdegno prodotto dalla vicenda Bibbiano, deve essere sostenuto e stigmatizzato perché la società civile ha reagito manifestando il proprio dissenso e mettendo in luce quanto grande sia lo iato tra questa e le elites che vorrebbero manipolarla e imporgli ideologie assurde e improponibili.

Maria Elena Ruggiano, avvocato, Giuristi cattolici di Perugia

About Redazione

Check Also

Gestire il rischio del cyber crime più diffuso? È una questione di Fattore C

“Mandami una email” / “Ti mando una email”: sono frasi ricorrenti nella gestione delle comunicazioni …

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi