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La violenza sull’uomo: il caso dei padri separati

Padri separati: una categoria messa da parte? La condizione dei padri separati rappresenta innanzitutto un’emergenza sociale. In Italia, secondo la Caritas, su quattro milioni di papà che si separano, ottocentomila finiscono sotto la soglia di povertà.

Molte volte si cade in depressione e si ricorre a gesti estremi. Nella maggior parte dei casi, i figli vengono affidati quasi esclusivamente alla madre, mentre il padre – che abbandona il tetto coniugale – li vede di rado. I meno abbienti non ce la fanno con le numerose spese da sostenere, a partire dall’assegno di mantenimento. In più, ci sono le spese derivanti proprio dall’abbandono del tetto coniugale, in quanto il padre dovrà affittare un’altra casa. A sostegno di questa tesi, da citare il ddl del senatore leghista Pillon che, tra le tante cose, prevede un contributo diretto da parte dei genitori per sostenere le spese che riguardano esclusivamente i figli. Il disegno di legge, come ci si poteva aspettare, è stato ampiamente criticato dall’altra faccia della medaglia. L’accusa principale è quella di voler mettere le donne in difficoltà. Esistono, tuttavia, molte associazioni che tutelano i padri separati e che premono affinché lo Stato prenda in considerazione questa questione tanto complessa e delicata.

L’iter giurisprudenziale

Fino al 2017, l’assegno di mantenimento doveva garantire il mantenimento del tenore di vita dell’ex coniuge. Successivamente è stato introdotto un assegno di mantenimento che consentisse all’ex coniuge di essere autosufficiente dal punto di vista economico. Quest’anno, infine, è stata proposta una riforma con cui l’assegno di mantenimento diventerebbe un contributo economico dovuto solo in caso di oggettiva difficoltà economica. Quindi è il giudice che deve valutare il caso specifico.

Si parlerà di tutto questo a Perugia, il 20 dicembre del 2019 a Palazzo Ranieri, dalle ore 15 alle ore 19. Il convegno è organizzato da Associazione Legali Italiani e UNC Umbria. Interverranno: l’avvocato Damiano Marinelli, presidente ALI e UNC, nonché co-autore del manuale “L’affidamento del minore”, Maggioli Ed.; l’avvocato Gemma Bracco, consigliera di parità della Provincia di Perugia; l’avvocato Luciano Natale Vinci, presidente della Camera minorile distrettuale della Lucania, nonché co-autore del manuale “L’affidamento del minore”, Maggioli Editore; l’avvocato Gianmarco Cesari, presidente dell’Osservatorio vittime, avvocato dell’AIFVS e presidente del Comitato provinciale della LIDU di Perugia; la dottoressa Claudia Ciardiello, psicologa esperta di mediazione familiare; la dottoressa Francesca Sorbera, filosofa esperta in etica delle relazioni umane.

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