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L’affido paritario dei figli annulla anche il mantenimento diretto

Decreto del Tribunale civile di Perugia: “Se i ragazzi passano con i genitori lo stesso tempo, si dividono a metà solo le spese straordinarie”

L’affido condiviso e il collocamento del minore con tempi paritari tra i due genitori esclude, di fatto, il pagamento del mantenimento da parte di uno dei due genitori (soprattutto se l’altro genitore ha un lavoro stabile).

La sentenza, innovativa, è stata emessa dal giudice del Tribunale civile di Perugia in merito alla separazione tra due coniugi con i figli che erano stati dati in affido condiviso con collocamento presso la madre. Al padre, assistito dall’avvocato Simone Marchetti, spettavano i fine settimana alternati e un pomeriggio a settimana, con l’imposizione di contribuire al mantenimento del bimbo.

Con il passare del tempo, in attesa della sentenza di divorzio, è stato proprio il bambino a volere un contatto più intenso con il padre, fermandosi a casa sua per 3 giorni alla settimana, di comune accordo con la madre e anche perché le rispettive abitazioni sono distanti solo pochi chilometri.

Il giudice civile, prima di decidere sul caso, chiede ai servizi sociali di effettuare un’ulteriore verifica: ll bambino ha un bel rapporto sia con la mamma sia con il papà, è sereno, bravo a scuola e fa diversi sport.

Così il giudice prende atto della situazione e, nonostante la difesa della madre, rappresentata dall’avvocata Elisabetta Gizzi, insista per il collocamento prevalente del bambino presso la donna, il giudice dispone il collocamento del bambino presso il padre e la madre secondo tempistiche paritarie.

E vista la permanenza presso ciascun genitore ed in considerazione dei redditi di entrambi, pressoché omogenei, revoca il mantenimento a carico del padre disponendo il cosiddetto mantenimento diretto: ovverosia ciascun genitore, nel periodo di permanenza del bambino presso di sé, provvede a tutto l’occorrente senza pagare alcun assegno all’altro. Se il figlio passa lo stesso tempo a turno con entrambi i genitori, quindi, va revocato l’assegno di mantenimento previsto, in via provvisoria, a carico del padre in favore della madre. Il decreto n. 218 del Tribunale di Perugia dà, così, il via libera al mantenimento diretto e concretizza un perfetto affido condiviso.

“Si tratta di una sentenza – dice l’avvocato Simone Marchetti, esperto in separazioni e divorzi – che non esiterei a definire rivoluzionaria. Il cosiddetto affido condiviso è stato introdotto nel nostro ordinamento già nel 2006 e, pertanto, quindici anni orsono. In questo lungo periodo, tuttavia, la legge, assolutamente condivisibile nella sua ratio ispiratrice, si è però scontrata con la prassi, diffusasi nella aule di giustizia, dell’affido condiviso con collocamento prevalente (quasi sempre a favore della madre) che, nella sostanza, non diverge gran che dal vecchio affido esclusivo. Con la sentenza di cui parliamo, invece, il Tribunale ha ritenuto corretto, nell’interesse del minore, il collocamento effettivamente paritetico tra i genitori – conclude l’avvocato Marchetti – Di notevole importanza anche la statuizione economica conseguente: bene ha fatto il Tribunale di Perugia a disporre il cosiddetto mantenimento diretto che, nel caso di specie, appariva come la soluzione più equa e comunque la naturale conseguenza dell’affido paritetico”.

About Umberto Maiorca

Giornalista professionista, scrittore e sceneggiatore. Direttore del sito www.giustiziaeinvestigazione.it

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