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L’alta moda e un cane di peluche per contrastare la violenza di genere

Tommy esiste davvero, è uno straordinario barboncino dalle capacità istrioniche che abita con la sua fidanzata Spilla, nelle splendide colline umbre, all’ombra della basilica di Assisi, in un’azienda, Aquarama, che affonda le sue radici nella sapienza antica del “saper fare con le mani” unita alla creatività e al gusto per la bellezza che contraddistinguono questi territori.

Il Tommy che stringete fra le mani è un cagnolino che porta in sé un valore aggiunto: la responsabilità sociale dell’azienda, il suo aprirsi al mondo e fare della solidarietà una cifra distintiva.

Tommy è stato ideato e progettato dalle socie di Libertas Margot, associazione che tutela le vittime di violenza di genere- sostenendole anche economicamente con un laboratorio artigianale – e prodotto completamente a mano, con i tessuti della collezione 2018/2019 donati da Aquarama. Tommy è il simbolo della voglia di rinascita di ogni donna che decide di dire no alla violenza e di ogni uomo che le sta al fianco e condivide con lei questo cammino di cambiamento.

«Ho creduto da subito a questo progetto sia come imprenditrice sia come donna e l’ho appoggiato con grande impegno. Porteremo a Pitti Uomo “Tommy”, il cane di peluche creato e realizzato dalle socie di Libertas Margot con i tessuti dell’azienda di cui sono Ceo, Aquarama. Tommy è il simbolo che unisce la moda di qualità con l’associazione che tutela le vittime di violenza. D’altra parte Aquarama non poteva non essere sensibile a queste iniziative. E’ una azienda alla sua terza generazione che occupa al 90 per cento donne e che è sempre stata attenta al sociale».

L’imprenditrice Margherita Tofi ha spiegato così l’impegno dell’azienda durante la conferenza stampa con cui è stata presentata la partnership tra Aquarama e Libertas Margot, che porterà Tommy a Pitti Uomo con il doppio marchio, quello dell’azienda e quello dell’associazione.

«Ho fortemente voluto questa alleanza con l’associazione Libertas Margot – continua Margherita Tofi – perché nessuno può sentirsi deresponsabilizzato, nessuno deve sentirsi estraneo al problema della violenza di genere, un problema trasversale, che coinvolge uomini e donne di ogni ceto sociale e livello culturale. Come azienda che ha profonde radici nel territorio, sentiamo la responsabilità sociale nel mettere in atto tutte le azioni possibili per dare visibilità al fenomeno, e per dare aiuto concreto a chi vuole ricominciare, riprogettare la propria vita ma è in difficoltà a causa delle condizioni economiche. Credo che il progetto possa avere ancora più possibilità presentandolo, con la nostra Martina Covarelli, socia di Libertas Margot e nostra dipendente, durante Pitti Uomo: in questo modo trasmetteremo un doppio sentimento, solidarietà e sostegno, anche grazie agli uomini che con l’occasione potranno appoggiare il nostro messaggio contro la violenza di genere».

L’associazione Libertas Margot, che si occupa di tutela delle vittime di violenza di genere, con questo progetto intende valorizzare ancora di più il suo impegno contro la violenza economica, un problema che le donne che decidono di denunciare troppo spesso non riescono a superare da sole. «Un ringraziamento particolare va alle donne che si sono impegnate in prima persona in questo progetto: Liliana Picistrelli, responsabile per Margot del laboratorio artigianale, e le socie Daniela Burico, Valeria della Bella, Mioara Constantin, Giuliana di Cioccio, Angela Rossi, Martina Covarelli, che lo hanno concretamente realizzato».

«Il Comune di Perugia è orgoglioso di poter ospitare questo eventi di grandissima importanza – ha detto Edi Cicchi, assessore ai Servizi Sociali – La rete istituzionale offre molti servizi, soprattutto per l’accoglienza, ma il problema è così vasto e complesso che l’aiuto delle associazioni è fondamentale e ci riempie di orgoglio e di speranza che ci siano delle aziende che hanno una sensibilità per il sociale così marcata e concreta come Aquarama. Il nostro impegno è quello di lavorare ancora di più in rete con queste realtà».

«Siamo profondamente grati ad Aquarama e molto orgogliosi delle nostre socie che sono state in grado di creare un prodotto che potrà essere portato a una manifestazione di alta moda – ha sostenuto Massimo Pici, vicepresidente di Libertas Margot – E’ una sfida doppia perché il nostro debutto avverrà in una sfilata di alta moda rivolta all’uomo. Questo conferma la qualità del lavoro che stiamo portando avanti. Come associazione siamo profondamente convinti che la strada da percorrere per affrontare problemi così complessi come quello della violenza di genere sia proprio questa: un patto che metta insieme le parti sociali, istituzioni, imprenditoria, associazioni insieme per dare risposte veloci e concrete alle vittime di violenze di genere, per non lasciarle sole. E’ con un patto sociale che abbiamo sconfitto l’immagine di Perugia capitale della droga. Con un nuovo patto sociale contro la violenza di genere possiamo impegnarci anche a creare un rete concreta ed efficace che dia il giusto sostegno alle vittime. Oggi possiamo parlare non più di vittime ma di donne in rinascita, in grado di riprogettare la loro vita».

«Sono felicissima di essere stata il legame tra l’azienda per cui lavoro, Aquarama, e l’associazione di cui faccio parte da tre anni, Libertas Margot – ha spiegato Martina Covarelli- Per me Margot è come una famiglia, il nostro laboratorio artigianale è un luogo dove le donne si sentono al sicuro e possono valorizzare i loro talenti troppo spesso soffocati dai problemi. Spero che questo progetto, che segue quello delle borse Bellabag art, la sfilata di Parigi e la collezione di pantaloncini per il volley realizzata con l’associazione Iacact, possa avere un largo respiro».

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