Home / Cultura / “L’amore al tempo del design”, l’avventura letteraria di Stelio Zaganelli

“L’amore al tempo del design”, l’avventura letteraria di Stelio Zaganelli

Santo e Babila sono i personaggi di questo romanzo nati entrambi nel 1970, legati in età adulta da un amore che non riesce ad essere vissuto pienamente e dalla passione di Santo per il design. Design inteso come pensiero estetico applicato ad ogni cosa. Le loro vite dall’età scolare a quella adulta si svolgono tra Perugia, Firenze, Ferrara, Milano e Samui in Tailandia, città e luoghi che fungono da sfondo ai momenti salienti delle loro esistenze intrise di sogni, delusioni, amori sbagliati e idee folli. Tre date importanti scandiscono il ritmo della loro esistenza. Il 1980, anno della strage della stazione di Bologna, vissuta come la poteva vivere un semplice ragazzino ignaro degli eventi. Il 1992 anno della tragica morte del Giudice Giovanni Falcone e il 2004, l’anno in cui si manifestò il più devastante tsunami dell’era moderna.

L’amore al tempo del design (Bertoni editore), che romanzo è, di formazione, un thriller, storico?

Collocare “L’amore al tempo del design” in un genere preciso non è semplice. La trama si svolge su più livelli narrativi. Certo è che la struttura portante, la storia d’amore tra i protagonisti Santo e Babila, potrebbe definirlo un romanzo di formazione e sicuramente lo è. L’aspetto immaginifico del romanzo è altresì molto importante. Non è assolutamente un romanzo storico, le vicende di cronaca riportate sono metafore esistenziali. Un thriller non direi, più un romanzo di formazione con connotati fortemente fantasy, in cui la particolare ricerca del “Graal-diamante” assume una rilevanza fondamentale.

Scrittore, designer, gestore turistico, interior designer, architetto. Quanto di tutto questo tuo essere è confluito nel romanzo?

Come scrittore porto con me ogni tipo di esperienza fatta, vissuta o immaginata nel corso di questa vita. Nel romanzo nello specifico c’è una forte connotazione “architettonica”, sia nella struttura stessa del romanzo, sia all’interno della narrazione come contenuti. Ho studiato Architettura per sette anni a Firenze, è stata un’esperienza magnifica in una delle città più belle e cariche di storia e bellezza del pianeta. Nel libro c’è molto di quello che ho vissuto e ho appreso nel corso degli studi, di vita vissuta per le strade non solo di Firenze, ma anche delle altre città protagoniste del libro. Perugia la misteriosa, Ferrara l’elegante città estense, primo prototipo di città moderna europea, Milano l’austera. Il design così come riportato nel titolo è un elemento essenziale del testo. Il design è ovunque, nella sua valenza originaria del termine sassone e latino. Oltre la progettazione industriale, come viene tradotta la parola attualmente. Gli altri aspetti della mia formazione lavorativa, nel corso degli anni ho sperimentato i lavori più diversi, confluiscono e confluiranno in altri romanzi.

E poi c’è “mi faccio una foto con …” che sorvola gli oceani, i continenti e le distese gelate …

La mia aspirazione è quella di poter supportare i miei testi, ho scritto altri romanzi che saranno pubblicati spero prossimamente, e ne scriverò altri, contateci!, oltre i confini locali e regionali e magari un giorno nazionali. Ci vorrà del tempo, pare strano parlare in questi termini, ma lo devo a loro! A volte uno scrittore si sente schiavo di ciò che sente quasi il dovere di scrivere. Si è allo stesso tempo padroni e schiavi di un’idea, di un’ispirazione, di un testo. Dei personaggi stessi che cominciano a vivere con te, giorno e notte… Le foto hanno un significato enorme per me. Sono i fratelli, gli amici, le sorelle, i conoscenti che diventato partecipi di questa storia particolare. A volte perfetti sconosciuti che diventano amici. Loro stessi diventano protagonisti e danzano intorno al mondo con Santo e Babila, portando il loro grido potente per un mondo diverso, si spera migliore, che parte dalla consapevolezza che il cambiamento nasce prima dentro, per poi propagarsi come un’onda oltre ogni barriera, ogni confine…adoro quelle foto, mi commuovono e mi emozionano. Davvero come partecipare ad una bellissima danza intorno al mondo.

Come nasce una storia come quella che hai raccontato?

Come dicevo prima a volte non lo sai perché una storia nasce, perlomeno all’inizio. Senti qualcosa che ronza nella testa, che poi scorre giù per il collo e poi scivola giù nelle braccia e che alla fine muove le tue dita sui tasti del pc. E’ un’alchimia molto particolare difficile da spiegare. Ovviamente poi quando questo fuoco scema resta la testa che deve gestire la storia, il plot iniziale che all’inizio è sempre un po’ confuso, i personaggi, limare il troppo, dare un senso ai tempi, creare le sospensioni, dosare il mistero e gestire le emozioni. Nello specifico questo romanzo nasce dopo un viaggio in solitaria in Messico nel 2012, venti giorni in cui ho potuto vedere la mia vita da lontano, i miei affetti, i luoghi della mia infanzia, con distacco e nostalgia. Credo che lì sia nato questo romanzo, scaturito dall’esigenza di mettere dentro un libro tutta quella vita vissuta, una sorta di omaggio a Perugia, città che non mi ha dato i natali ma che mi ha sempre accolto come un suo figlio, Ferrara e la riviera adriatica nel quale mi sono sempre riconosciuto, Milano, frequentata per lavoro, per arte e per amicizia decine di volte, e poi Samui e la Tailandia, posti meravigliosi abitati da un popolo unico. E poi gli amici, i ricordi, le ragazze, le esperienze vissute e sognate, tanta roba insomma. Come mi diceva la mia insegnante di scrittura creativa, la poetessa Marcella Massidda, si vive la vita, poi è necessario il tempo per far sedimentare le esperienze che divengono ricordi limpidi. Solo allora è possibile scrivere un buon romanzo. Questo libro ha cinque anni di gestazione.

Quali sono i tuoi punti di riferimento letterari?

Sono cresciuto leggendo le fiabe italiane di Italo Calvino e con le storie che mi raccontava la sera al mare mia zia Rosanna, sorella di mia madre ferrarese, sulle gesta di Re Artù, credo imparate a memoria leggendo i testi della Mary Stewart. Uno dei miei riferimenti è stato per molto tempo Hermann Hesse. Nel romanzo è chiaro il riferimento al Narciso e Boccadoro che ho letto più volte quando ero ragazzo. La mia formazione credo evidente nel mio modo di scrivere, anche se esula dall’ambito prettamente letterario, si rifà molto alle migliaia di fumetti che ho divorato soprattutto negli anni novanta, dal fumetto autoriale italiano, Pazienza, Tamburini e altri, a quello mondiale, come Moebius in coppia Jodorwsky, a Corben, Altuna e molti altri. E Dylan Dog, per il mistero e l’ironia, elementi essenziali per donare alla vita più spessore e attrattiva. Poi i miei gusti sono cambiati e ho adorato scrittori come Bret Easton Ellis, American Psycho mi ha ispirato molto per le scene più forti. Baricco e Murakami sempre per la forte connotazione magica. Adesso Palahniuk, Mc Ewan e Mc Carthy. Molto anche Jonathan Coe, costruisce romanzi sempre complessi. Anche se i due più grandi capolavori che finora mi sia capitato di leggere sono il Sentiero dei nidi ragno di Calvino e Niente di nuovo sul fronte occidentale di Erich Maria Remarque, dalle prime tre righe capisci di essere al cospetto di qualcosa di straordinario. Ma credo siano irraggiungibili, ma sempre fonte di ispirazione per migliorarsi. Poi i film, anche animati, film indipendenti americani, degli anni sessanta e settanta italiani, quando il cinema lo insegnavamo noi, film horror, di tutto e di più. I film spesso nascono da trasposizioni di testi letterari. Nel testo credo si possa percepire un po’ tutto questo.

Cos’è l’amore?

Domanda forse troppo difficile per non rischiare di essere banale. Posso dire che l’amore è tutto, non l’amore carnale, ma l’amore intesto come lo intendeva Dante, il nostro grande padre letterario. Qualcosa che ha a che fare con Dio, le stelle, con la madre terra, che muove ogni cosa e il suo opposto. L’amore che innaffia, l’odio, il suo gemello che distrugge, l’amore che salva e che fa soffrire. L’Amore con la a maiuscola.

Nel libro parli anche di Falcone, della strage di Bologna, mi pare di capire che affronti il tema della giustizia in qualche modo (vieni da una famiglia di avvocati conosciuti, sbaglio?), c’è un rapporto tra racconto e giustizia?

Ho scritto diversi romanzi e il tema centrale è sempre la ricerca di una certa verità, una verità che produce un equilibrio nelle cose, nelle persone, nello svelare segreti troppo grandi. La giustizia è un tema che mi sta a cuore e nel libro ho voluto ricordare attraverso due grandi eventi di cronaca nazionale questo senso di ingiustizia che nel nostro paese troppo spesso ci troviamo a vivere. Carenza di indagini, processi infiniti, troppe vittime senza un esecutore. Il senso è quello che descrivevo all’inizio di questa intervista, la verità e la sua conseguenza, la giustizia, nascono su più livelli. Per le bugie che ci raccontiamo ogni giorno, che raccontiamo agli altri, per paura, per difesa, per offendere. E questo è visibile nei macro eventi. Non so se essere cresciuto in una famiglia di avvocati abbia influito in questo, ma avere avuto un nonno riconosciuto unanimemente come un grande Sindaco amato e che ha realizzato cose “giuste” per la mia città, questo credo abbia influito moltissimo. Grazie.

Stelio nasce a Ferrara il 17 settembre 1970. Vive da sempre a Perugia. Prima in centro storico, poi in campagna. Frequenta il liceo scientifico, si laurea a Firenze in Architettura. Dopo aver passato l’esame di stato a Ferrara e aver fatto pratica in uno studio di Architettura di Perugia si trasferisce per tre anni nelle Marche dove comincia a scrivere, prima per gioco, poi per passione, poi con più convinzione. Forse anche per salvare se stesso. Parallelamente da allora fino ai nostri giorni Zaganelli lavora nei settori più disparati per potersi mantenere.

Il primo romanzo risale al 2004, l’ultimo al 2016.

Questo slideshow richiede JavaScript.

About Umberto Maiorca

Giornalista professionista, scrittore e sceneggiatore

Check Also

Tullia Calabi Zevi, storia di una donna che rischiava l’oblio

Puma Valentina Scricciolo, giornalista pubblicista iscritta all’Albo dell’Umbria, ha collaborato con Il Messaggero, autrice di …

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi