Home / Giustizia e diritto / Lavoratore costretto a scegliere: prepensionamento ed esposizione all’amianto sono incompatibili

Lavoratore costretto a scegliere: prepensionamento ed esposizione all’amianto sono incompatibili

I benefici previdenziali del prepensionamento e quelli previsti per l’esposizione all’amianto non sono cumulabili e, quindi, il lavoratore deve scegliere. È quanto ha stabilito il Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria in merito al ricorso presentato da un lavoratore, difeso dagli avvocati Alessandro Marini e Debora Spinelli, contro la decisione dell’Inps di non calcolare il beneficio per l’esposizione all’amianto nel totale della somma versata ogni mese.

Il pensionato aveva chiesto al Tar «l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza della Corte di Appello di Perugia» in base alla «quale veniva dichiarato che l’odierno ricorrente è stato esposto all’amianto dal 16 giugno 1976 al 31 dicembre 1989, con diritto al beneficio previdenziale di cui all’art. 13, comma 8, della legge 257/92», una decisione che imponeva all’Inps di ricostruire «la pensione tenendo conto del suddetto beneficio dalla sua decorrenza». A sua volta l’ente pensionistico si costituiva in giudizio sostenendo di aver «correttamente applicato le norme che prevedono il divieto di cumulo dei benefici previdenziali per l’esposizione all’amianto con il beneficio del prepensionamento» di cui aveva il ricorrente «aveva già fruito al momento del riconoscimento dell’esposizione all’amianto».

Il collegio giudicante ha appurato che «al momento dell’emanazione della suindicata sentenza della Corte d’Appello di Perugia, l’odierno ricorrente godeva di una pensione liquidata con l’applicazione dei benefici della legge n. 451/1994 (cosiddetta pensione anticipata), la quale sul punto prevede che “A tal fine, ai dipendenti medesimi, è concesso un aumento dell’anzianità contributiva per un periodo massimo di dieci anni e comunque non superiore alla differenza tra la data di risoluzione del rapporto di lavoro e quella del raggiungimento del sessantesimo anno di età ovvero del periodo necessario al conseguimento di 35 anni di anzianità contributiva. Si applicano i vigenti regimi di incumulabilità e di incompatibilità previsti per i trattamenti pensionistici di anzianità».

L’ente previdenziale, quindi, avrebbe agito correttamente senza revocare il beneficio del prepensionamento e riassorbendo quello per l’esposizione all’amianto nello stesso trattamento pensionistico. Proprio in forza «della legge n. 451/1994, non è cumulabile con l’accredito figurativo derivante dall’esposizione al rischio di amianto di cui alla legge n. 257/1992, ferma la possibilità di optare per l’uno o l’altro dei benefici», come deciso dalla Cassazione con una sentenza analoga. Da qui il rigetto del ricorso, ma data «la particolarità della questione trattata, si rinvengono giusti motivi per compensare tra le parti in causa le spese del giudizio».

About Umberto Maiorca

Giornalista professionista, scrittore e sceneggiatore

Check Also

Legittima difesa, da diritto del cittadino a concessione dello Stato

La legittima difesa è un diritto o una concessione dello Stato? Scorrendo i casi di …

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi