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Lavoro e carcere, la recidiva crolla dell’80% con i progetti del Fondo sociale europeo

“È interesse pubblico e sociale far sì che per i detenuti siano salvaguardati alcuni diritti fondamentali in carcere, quali il diritto alla salute e alla formazione e istruzione, ma anche far sì che si riduca il rischio che tornino a delinquere, costruendo politiche che ne consentano il recupero come sancito dalla Carta costituzionale. È quanto sta facendo l’Umbria, con l’importante risultato che vede un abbattimento dell’80 per cento della recidiva fra i detenuti coinvolti nei progetti lavorativi sostenuti con risorse del Fondo sociale europeo”. Lo ha sottolineato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, in occasione della firma del protocollo operativo fra la Regione Umbria e il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Perugia per la garanzia della fruibilità dei diritti e delle opportunità delle persone detenute. A firmarlo la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, e il direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, Giovanni Marini; presente il Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale, Stefano Anastasia.

“Rinnoviamo la collaborazione con il Dipartimento di Giurisprudenza – ha detto la presidente Marini, ringraziando il professor Marini e il professor Anastasia, quest’ultimo per la “doppia collaborazione” – con questo protocollo molto importante per l’acquisizione di competenze e conoscenze sui diritti dei detenuti e che prevede, fra l’altro, la formazione di giovani ‘operatori per i diritti’ dei detenuti selezionati tra i neolaureati. Una collaborazione scientifica preziosa anche per la programmazione delle politiche sociali regionali, per dare prospettive di reinserimento sociale e lavorativo alle persone detenute”.

“Diamo a un impegno che il Dipartimento di Giurisprudenza ha assunto con l’Umbria nel suo complesso – ha detto il direttore del Dipartimento, Giovanni Marini, esprimendo soddisfazione per l’accordo – Il nostro sforzo non è solo infatti quello di formare figure professionali all’altezza dei propri compiti, ma anche di essere presenti nella società umbra, offrendo le nostre competenze e conoscenze. L’impegno ad affrontare problematiche sociali rilevanti è la cifra del nostro impegno, come abbiamo fatto con le ‘cliniche legali’ riguardo non solo ai detenuti, ma la salute, l’ambiente, il territorio”.

“Il nostro sforzo – ha proseguito il professor Marini – è rivolto in particolare ai soggetti deboli e a quelli resi deboli dalla condizione di detenzione, per dare concretezza ai loro diritti, cercando le soluzioni possibili e migliori per la società in cui vivono”.

“Grazie a questo protocollo – ha sottolineato il Garante regionale dei detenuti Stefano Anastasia – l’Ufficio del Garante potrà essere presente con maggior frequenza negli istituti di pena e dunque dare risposte alle richieste di informazioni e di tutela dei diritti in maniera più celere ed efficace. Un vantaggio significativo per le persone detenute”.

Il Protocollo sottoscritto tra la Regione Umbria e il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Perugia, nell’esplicitare la comune volontà di collaborazione istituzionale, è finalizzato “ad una fruttuosa sinergia per la realizzazione delle prescrizioni costituzionali, specificatamente in tema di: “Fruibilità dei diritti delle persone sottoposte ad esecuzione penale”, con l’obiettivo di favorire l’esercizio dei diritti della popolazione detenuta”.

La Regione e il Dipartimento di Giurisprudenza intendono “continuare a potenziare le opportunità di favorire l’effettività dei diritti e delle opportunità riservate alle persone in stato di detenzione attraverso attività di sostegno ed attività di intermediazione inerente l’iter tecnico-amministrativo, nonché giuridico, finalizzata all’accesso delle persone in vinculis ai propri diritti ed al potenziamento di tutela degli stessi”.

Le parti “attraverso la previsione di accordi specifici ed impegni reciproci, intendono concorrere a realizzare misure ed interventi migliorativi attraverso l’acquisizione di conoscenze teorico-pratiche sulla legislazione penale, processuale e penitenziaria, delle condizioni della popolazione detenuta, favorendo il maggior collegamento tra i detenuti stessi e gli ambiti istituzionali preposti al trattamento penitenziario e al successivo reinserimento nella vita sociale”.

Oggetto e finalità dell’intesa sono quelli di “favorire l’effettività dei diritti e delle opportunità riservate alle persone in stato di detenzione implementando i collegamenti tra i detenuti stessi e gli ambiti istituzionali preposti al trattamento penitenziario e al successivo reinserimento nella vita sociale; favorire la formazione di “operatori per i diritti” dei detenuti selezionati tra i neolaureati, nonché incentivare le esperienze giuridiche “sul campo”.

Il Dipartimento di Giurisprudenza designa “il professor Stefano Anastasia, Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale, quale Responsabile scientifico cui spetta di coordinare le attività del presente individuando i collaboratori che ritiene necessari ed idonei, per le attività oggetto del presente Protocollo.

Il Dipartimento “si impegna inoltre a garantire interventi presso ciascuno dei quattro Istituti di Pena dell’Umbria, e a sostenere colloqui informativi con la popolazione carceraria”.

La Regione Umbria si impegna a finanziare il coordinamento delle attività.

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