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La “falsa” ripartenza della giustizia e dei tribunali penali

Intervista a Vincenzo Bochicchio, presidente della Camera penale

Continua il viaggio di Giustizia e Investigazione all’interno della giustizia e dei tribunali e la riorganizzazione post Covid.

Questa volta abbiamo sentito Vincenzo Bochicchio, presidente della Camera penale di Perugia che ha spiegato che la giustizia stenta a ripartire per motivi legati anche alla posizione del tribunale.

“Non è semplice la ripartenza delle attività processuali penali nelle tribunale di Perugia – ha spiegato Bochicchio – perché la particolare struttura del tribunale penale è infelice in quanto al posizionamento delle aule d’udienza. Se dovessimo riprendere dal primo luglio così come lavoravamo nel periodo pre-Covid non potremmo assolutamente evitare la disobbedienza alle regole sanitarie, non potremmo assicurare il divieto di assembramenti, il distanziamento sociale e andremmo incontro a grandissimi disagi. Abbiamo quindi raggiunto un accordo con il presidente della sezione penale del tribunale di Perugia in base al quale rimarremo in fase 2 per questi giorni di luglio che è il periodo in cui ancora teniamo le udienze. Le attività processuali penali non sono ferme del tutto -ha aggiunto l’avvocato- perché noi comunque procediamo alla celebrazione dei processi che erano giunti alla conclusione, celebriamo i processi che finiscono in patteggiamenti o giudizi abbreviati, si celebra ogni attività processuale che riguardi imputati detenuti. Non potremo tornare più all’era pre-Covid, perché non ci potranno essere comunque anche da settembre, degli assembramenti nelle aule. Abbiamo in corso questo gentlemen agreement in base al quale stileremo un protocollo per le attività dal primo settembre in poi che sia un’organizzazione seria, duratura e che assicuri la tutela della salute di noi avvocati, degli addetti ai lavori, delle parti dei testimoni che accedono nelle aule e che assicuri maggiore dignità alle attività processuali all’interno di quelle aule. Noi dal primo settembre dobbiamo essere pronti a lavorare a far ripartire la macchina della giustizia in sicurezza e nella dignità di tutti coloro che in quelle aule lavorano. Se avessimo avuto un tribunale con una struttura diversa – ha concluso Bochicchio – con aule più grandi e soprattutto con finestre che potevano essere aperte, saremmo in teoria potuti ripartire anche subito noi tuttavia paghiamo la infelice struttura del tribunale di via XIV Settembre per quello che riguarda le aule del dibattimento e di conseguenza noi non possiamo non prendere atto dell’enorme difficoltà e dobbiamo cercare di risolvere i problemi nel miglior modo possibile”.

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