Home / News / Le “false” ripartenze della giustizia, i giovani avvocati vogliono tornare in aula

Le “false” ripartenze della giustizia, i giovani avvocati vogliono tornare in aula

Concludiamo l’inchiesta di Giustizia e Investigazione sulla ripartenza della giustizia e i tribunali post-Covid, con l’intervista all’avvocato Alessandro Ciglioni presidente dell’Associazione italiana giovani avvocati.


«Aiga è un’associazione che opera sul territorio nazionale da molti anni – ha spiegato l’avvocato – e noi operiamo sul territorio di Perugia e ci occupiamo della tutela degli interessi dei giovani avvocati. È un’associazione a 360º e non orientata dal punto di vista delle materie e cioè penale, civile o di qualsiasi altro tipo. Aiga è una realtà molto grande sul territorio nazionale e ha fatto tanto in questo periodo in cui si è dovuta confrontare con l’emergenza sanitaria perché la categoria più in difficoltà, è la categoria dei giovani avvocati. La categoria ha sofferto maggiormente l’imposizione della chiusura dei tribunali e ovviamente più di altri, si deve in qualche modo organizzare e unire. Per questo – ha aggiunto Ciglioni – c’è stata una grande battaglia a carattere nazione che ha portato anche ad un successo. Ci si è battuti per riaprire i tribunali al più presto e quindi non a settembre, ma il primo luglio. Siamo andati anche noi Aiga di Perugia, a partecipare alla manifestazione che si è fatta a Roma allo stesso tempo abbiamo avuto un privilegio che è quello di poter beneficiare della attività di formazione continua svolta via web e renderla attiva per la formazione dei giovani avvocati.

Noi siamo riusciti quindi a organizzare molti webinar, ovvero dei convegni virtuali che ci hanno fatto scoprire la potenza del mezzo, perché con il web si arriva ovunque, Aiga ha fatto dei convegni anche super partecipati. Non è stata ovviamente piacevole la chiusura delle attività giudiziarie, lì ci siamo trovati in difficoltà. Quello che però ci ha più contrariati è stata la scelta politica di voler affidare a ciascun tribunale il compito ingrato di dover stabilire dei protocolli di sicurezza e anche stabilire quali udienze dovessero farsi, con quale modalità, se da remoto o in presenza. Un altro problema che abbiamo rilevato è stato quello di concedere troppa discrezionalità ai magistrati decidere quali procedimenti trattare e quali rinviare e questo ha di molto pregiudicato l’avvocatura perché noi alla fine ci siamo trovati ad avere gran parte dei nostri processi rinviati ad un’epoca successiva a settembre. Allo stesso tempo ci siamo anche concentrati sulle famose udienze da remoto, sia nell’ambito civile che in quello penale. Nell’ambito penale in particolare abbiamo adottato una posizione dura, magari non come quella delle camere penali favorevoli alla trattazione sempre in presenza ma con alcuni distinguo. Noi abbiamo instaurato un ottimo rapporto sia con le altre associazioni, che con l’ordine degli avvocati. Noi ci proponiamo per il futuro – ha concluso l’avvocato- di essere sempre uniti e coesi. Stiamo cercando di ritornare alla normalità, lo abbiamo fatto anche come Aiga Perugia creando dei dipartimenti e sviluppando l’attività della nostra associazione e allargandola a tutti quelli che hanno voglia di fare e siamo pronti ad affrontare questo difficile periodo consapevoli delle difficoltà, ma anche dei nostri punti di forza».

About Valentina Rinaldi

Check Also

La giustizia e l’attività dei tribunali dopo il Covid19, tra “false” ripartenze e Fase3

Il reportage di Giustizia e Investigazione sulla riorganizzazione della giustizia post-Covid19 continua con l’intervista a …

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi