Sappiamo che il mondo starebbe vivendo un incubo nucleare per la situazione attuale fra Corea del Nord e Usa, e scrivo starebbe perché il condizionale è d’obbligo visto che non sappiamo quale sia la situazione reale e neanche se detto pericolo sussista o meno. Tanti dubbi mi si pongono dopo la mia recente visita in Corea del Nord, dove mi sono recata nell’aprile del 2017.

La visita in Corea invece di dissipare i dubbi li ha aumentati e non poteva che essere in tal modo, venendo a confronto con realtà non solo sconosciute ma mal conosciute attraverso reportage, pochi per la verità, di altri e realtà opposte alle nostre.

Ho cercato di guardare con la mente scevra da condizionamenti emotivi ed ideologici, quelli che purtroppo spesso le persone non riescono a scrollarsi di dosso, anzi non vedono neanche.

Rispetto ai reportage giornalistici ho trovato una realtà totalmente diversa. Mi aspettavo un posto tetro e grigio, abitato da automi e fantasmi e totalmente privo di vita. Invece la capitale Pyongyang è una città coloratissima e affollata di gente normalissima, che cammina, corre, fa la spesa e si comporta esattamente come noi. Ci sono negozi, ristoranti e caffè e non si vive una pesante aria oppressiva, anzi le persone appaiono molto semplici e comprensive. Addirittura i militari, che di solito non si fanno fotografare, si mettono in posa e si fanno fotografare tranquillamente. Come in un’altra dittatura, quella da cui sto scrivendo, la Bielorussia, non si respira aria di dittatura, ma di ordine volto ad un fine, il progresso della nazione. In questo ordine finalizzato la gente vive normalmente, mangia, ride, usa internet e va in Chiesa. In Corea non usa internet perché non esiste ma fa tutto il resto.

Bene precisiamo alcune cose dunque.

La Corea del Nord vive un embargo che dura dal 1946, da settanta anni, embargo molto peggiore di quello subito da Cuba che importa da Canada, Messico ed altre nazioni oltre che dal blocco orientale dell’Europa. La Corea commercia solo con Russia e Cina e come loro stessi dicono: finché la Russia era URSS e stava bene stavamo bene anche noi, ora che loro hanno problemi abbiamo problemi anche noi. I rapporti privilegiati sono infatti con la Russia e non con la Cina.

In questa situazione di totale embargo hanno cercato di costruirsi tutto o quasi da soli ed il motivo per cui non hanno internet è il mancato appoggio ai satelliti cinesi, cui stanno cercando di rimediare con un satellite nord coreano or ora lanciato in orbita.

La loro vita migliora adesso, grazie all’impegno di tutti i cittadini ed il livello raggiunto, nonostante l’embargo è tale che adesso i nordcoreani iniziano a pensare anche alle vacanze, alle domeniche al mare, agli svaghi.

Credo e sono certa che quando nel dopoguerra agli italiani mancava il cibo non pensassero a mare e vacanze, ma questo nessuno lo ricorda. I nuovi bisogni segnano tappe di uno sviluppo economico, come storia insegna.

Il punto dolente della Corea del Nord è la divisione della Corea al trentottesimo parallelo, perché per loro la Corea è una sola e sono privi di una parte del loro territorio perché occupato da americani e giapponesi. Questo il loro punto di vista, il modo in cui vedono la situazione loro. Una nazione mutilata dalla voglia imperialista di due popoli che loro odiano per questo, in particolare dei giapponesi. Vivono perennemente in una situazione di allarme e pre guerra perché per loro la guerra non è finita nel 1953, la famosa guerra di Corea, infatti non hanno mai firmato alcun trattato di pace, esiste solo un armistizio, cioè una situazione di interruzione della guerra, ma la pace non fu mai firmata. Per loro la guerra non è finita nel 1953 e non lo sarà fino alla loro riunificazione. A Pyongyang i monumenti riportano il disegno di una sola Corea, non di una Corea del Nord ed una del Sud. La situazione è analoga a quella della Germania divisa.

Il problema che va affrontato è questo: la Corea è una sola nazione, cosa ha portato a dividerla e quali interessi ci sono sotto il mantenimento di questa divisione contro la quale i nordcoreani intendono combattere. Solo affrontando questo nodo credo si possa dare una risposta reale alla attuale crisi.

Pubblicato da Jacqueline Magi

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