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Madri ingombranti e i grandi maschi non sono davvero uomini

Le donne non sono più le stesse, e meno male! Si stanno svegliando, rivendicando il loro ruolo nella storia e nella società, ricevendo in cambio botte e omicidi. Anche nelle situazioni meno gravi, nelle quali non si ha violenza fisica, si hanno sottili forme di violenza psicologica. Molti uomini tendono a sminuire continuamente le loro donne, tentano di controllarle e reagiscono alla ricerca di libertà della donna in maniera talora malvagia, certo egoistica e sicuramente manipolativa.

Uno dei loro comportamenti per punire la compagna che, secondo loro, si è trattenuta troppo su whatsapp, è non parlarle o non curarla per vari giorni, mostrando un maschile disprezzo e noncuranza verso la compagna. Questo è uno dei possibili modi in cui il macho, il vero uomo, fa capire alla donna chi comanda. Altri modi sono il negarle attenzioni, non darle soddisfazione nei suoi interessi.

Inutile dire che questa cultura di un maschilismo egoista appartiene in modo particolare al sud del mondo, Africa, sud Europa, Mediterraneo, vicino oriente.

Questi maschi così poco uomini in genere odiano le donne e sono convinti di essere dei veri maschi capaci di dominarle.

A questo punto occorre introdurre un altro elemento del quadro.

Sono in genere anche molto conservatori, omofobi, tradizionalisti e legati alla famiglia di origine, famiglia che continua ad essere presente nella loro vita. Spesso considerano la loro famiglia unicamente quella di origine, e quella con la loro compagna, anche in caso di figli, viene in secondo piano.

Il loro legame con la famiglia di origine, spesso mascherato, ci indica molto sulla psicologia di questi maschi. Questi maschi non sanno che le donne adesso lottano apertamente per i loro diritti e li vogliono affermare, ma questo non è il loro unico modo di ottenere il potere. Fin dal momento in cui furono spodestate del loro potere, millenni fa, le donne elaborarono un sistema per averlo meno nobile e più pericoloso, invisibile e distruttivo. Le donne erano e sono madri e iniziarono a manipolare i figli, utilizzandoli per esercitare potere. Si avviò una triste storia che sostituì ai rapporti aperti e leali fra le persone i rapporti manipolati e finalizzati all’uso delle persone per il potere, anche l’uso dei figli.

Quei figli non venivano mai fatti crescere, non potevano crescere, la madre nera non poteva permettere che diventassero persone autonome, uomini veri, che si interrogassero su loro stessi e realizzassero la loro identità, doveva farne degli automi al suo servizio. Così questi omuncoli sono legati alla madre, non si muovono senza il suo consenso, temono di deluderla, tanto sono stati manipolati da lei in tal senso. Tutta la loro vita gira intorno ai diktat materni e difficilmente hanno la capacità critica di evolversi e maturare. Con le compagne vivono un rapporto falso, sia perché in genere nel loro profondo odiano le donne, in quanto molto nel profondo sanno cosa la madre sta facendo loro, sia perché questo è il diktat della loro madre. Dentro di loro sanno bene cosa sta accadendo, cioè che sono schiavi del volere materno, sono un prolungamento della madre, un suo strumento e non sono se stessi e tanto meno uomini, per questo odiano profondamente le donne e fanno soffrire le compagne. Nella loro apparente superiorità di maschio, però, nulla c’è di maschile e mascolino, anzi tutto parla di un bambino incapace di crescere, di avere una vita propria, una famiglia propria e una donna. Dietro la loro noncuranza e superiorità si cela un bambino e la madre lo ricorda loro sempre

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