Violoncello e non solo. La musica prima di tutto, ma anche il teatro, la danza, il rapporto con il corpo e le note. Mathilde Sigier suona, recita, scrive, insegna ai bambini e ai ragazzi. Un vulcano di arte e di musica. Conservatorio, palcoscenico, teatri, mp3 e Youtube, Mathilde si racconta a #GiustInv e ci parla dei suoi progetti futuri.

Mathilde Sigier, una vita per la musica, studi al Conservatorio, docente di musica, collaborazioni importanti, quando nasce e come questa passione che diventa lavoro?

«Quando ho iniziato il violoncello, spinta molto dai professori, ho deciso abbastanza presto che avrei fatto la musicista come lavoro. Ho fatto le medie e il liceo in una sezione musicale (tutti pomeriggi al Conservatorio), e dopo essermi diplomata nel 2009, ho cominciato le prime esperienze, di orchestra e di concerti in musica da camera, soprattutto in trio e quartet. Parigi è una città piena di risorse per gli artisti e ho collaborato con tante persone in situazioni sempre diverse sia nel classico sia nel moderno. Ho insegnato subito il violoncello e la propedeutica musicale e ho arricchito il mio bagaglio artistico con il teatro, il canto e la scrittura. Ho moltiplicato i progetti nell’ambiente artistico, scrivendo novelle o spettacoli per le scuole, recitando (Titania in “Sogno d’una notte di mezza estate”, Jenny nell’“Opera da tre soldi”), suonando in varie orchestre e in musica da camera. Oggi, sono felice di passare da un’arte a un’altra, di poter mischiare il tutto. Mi permette di fare progetti sempre diversi».

Come definiresti il tuo rapporto con la musica?

«Passionale! Ho preso la via della musica classica da bambina, ma il mio papà mi faceva ascoltare cantanti francesi come Georges Brassens, Charles Aznavour, Eddy Mitchell e rock come The Who, Led Zeppelin, The Queen. Grazie a Youtube, ho scoperto tante musiche, artisti di tutto il mondo di cui magari non avrei mai sentito parlare. È un’alternativa musicale geniale, dove si trova quasi tutto. Suonavo il repertorio classico al Conservatorio e in concerti, ma nel mio mp3 ho sempre avuto musica di tutti genere. Mettendo sempre l’opzione “casuale”, mi ritrovo a passare da un concerto di Dvorak interpretato da Truls Mork a una canzone di Elton John o al rapper francese Orelsan… Ogni genere di musica, ogni canzone procura un’emozione diversa. Per me è una cosa bellissima ed è una cosa indispensabile per crescere ed evolvere nella vita».

Perché il violoncello?

«Quando avevo cinque anni, la mia mamma mi aveva comprato un libro, che si chiamava “ Le luthier de Venise” di Claude Clément. Conoscevo già il violoncello, perché mia cugina lo suonava, ma ho scelto il violoncello proprio per questo libro. Il libro racconta la storia di un liutaio di Venezia che ha costruito un violoncello, che solo un “cuore puro” potrà suonare… Ero affascinata da questo libro, dalla storia, dalle immagini. Da questo momento, ho sognato del violoncello e dell’Italia ! Un anno dopo, ho avuto in mano il mio proprio piccolo violoncello di taglia 1/2… 22 anni dopo avere aperto il libro “Le luthier de Venise”, il mio compagno di viaggio musicale non è cambiato tranne la taglia, e mi sono installata in Italia… con un liutaio!».
Sinfonia Pop Orchestra, che tipo di esperienza è stata?
«È stata un’esperienza bellissima che è iniziata nel 2010 a Parigi. la Sinfonia Pop Orchestra è un’orchestra professionale che è specializzata nelle musiche di film! Era incredibile e piacevole suonare in un’orchestra sinfonica le musiche di Harry Potter, Star Wars, o ancora Il Re Leone accompagnato da un coro. Abbiamo suonato in tanti teatri, in luoghi meravigliosi come la chiesa Saint Eustache che si trova nel cuore di Parigi. Da qualche anno, l’orchestra si esibisce regolarmente nell’occasione di “ciné-concerti” al Cinema Grand Rex a Parigi, nel II arrondissement. Le immagini dei film passano su uno schermo gigante, mentre l’orchestra suona la musica live ! È stata un’esperienza incredibile e sono veramente orgogliosa di essere stata membra di un’orchestra francese di musiche di film».


Musica e teatro, un binomio che ritorna spesso nella tua vita professionale, che tipo di rapporto è?

«Sono sempre stata affascinata dal mondo dello spettacolo. Da ragazza mi ero innamorata dell’“Opera da tre soldi” di Brecht, musica di Kurt Weil. È uno spettacolo dove gli attori, oltre a recitare, cantano! Non avevo mai visto di nuovo uno spettacolo live del genere. Anche se la voglia di cominciare il teatro è cresciuta, mi sono concentrata sulla musica e il Conservatorio finché ho trovato un lavoro da studente come maschera al teatro leggendario “Folies Bergère”. Un teatro stupendo, pieno di storia, dove ho avuto la fortuna di avere visto una quantità enorme di spettacoli di tutti tipi: teatro, tango, tip tap e soprattutto musical! Seguivo già una formazione di teatro classico in molti dei miei progetti musicali, ma dopo avere avuto davanti agli occhi artisti che recitano, cantano nello stesso tempo mi ha colpita. In America è una cosa normale di sapere fare tutto: cantare, ballare, recitare! Invece in Francia, e più generalmente in Europa, il musical non fa parte integrante della nostra cultura, anche se, questi ultimi anni, sempre più spettacoli di musical sono creati e prodotti! Ho cercato di fare formazione di musical e, con mia grande sorpresa, esistevano scuole di musical a Parigi! Sono riuscita a superare il concorso per integrare lo “Studio International des Arts de la Scène” dove ho avuto la fortuna di seguire una formazione intensiva e completa di due anni sulle arte della scena (teatro, canto e musica), dove ho fatto molti progetti artistici, soprattutto sul teatro e la musica. Da piccola, ho sempre fatto passare le emozione attraverso uno strumento, e in questa scuola ho imparato a farla passare attraverso la voce e il corpo. Per me, il teatro e la musica sono due discipline che, messe insieme, danno il sentimento di fare qualcosa di davvero speciale e unico. Dà la possibilità di creare, di mettere valore nei testi, storie… Nel 2016 ho recitato e suonato in uno spettacolo a Parigi, intorno alle poesie di Louis Aragon. Era un’esperienza forte in emozione. Oggi, passo più tempo a suonare o cantare, mi piace tantissimo recitare, ma mi piace ancora di più scrivere e fare allestimenti di spettacoli originali».


Ti trasferisci in Italia e nasce I Capricciosi, di cosa si tratta?
«Mi sono trasferta alla fine del 2016 in Italia e I Capricciosi è un duo acustico nato quasi subito dopo che sono arrivata a Perugia. Nel duo suono il violoncello e canto, e dove sono accompagnata da Federico Cesarini, che canta e suona la chitarra. Sono due strumenti che si mischiano perfettamente. Uso il violoncello nella sua forma classica, o come basso, dove uso il pizzicato. Lo strumento usato in questi due modi e accompagnato dalla chitarra permette di suonare tanti generi: da Johnny Cash a Edith Piaf, passando per i Beatles, Jovanotti, Lucio Dalla, Ed Sheeran… Suoniamo musica italiana, inglese, americana e francese, soprattutto per eventi privati in Umbria, Toscana e nelle Marche».
Nella tua vita non c’è solo la musica, ma abbiamo visto che c’è anche il teatro, ci parli di Once upon a time?
«Once upon a time è un progetto che è nato nell’anno 2016! È un corso di teatro musicale in lingua, per bambini, da 4 anni fino a 10 anni. L’obiettivo è di sviluppare l’immaginazione e la creatività del bambino, insegnando anche basi di lingua inglese e francese. Per i più piccoli, il programma è composto da fiabe musicale, scoperta di strumenti musicali, canti. Invece, per i più grandi, da 6 anni, i bambini sono attori del loro spettacolo. Scrivo su misura, uno spettacolo per loro, fatto di scene di teatro, e canzoni! Once upon a time, che tra poco sarà anche raggiungibile da adolescenti, esplorerà i musical da Broadway (Cats, Hairspray, Newsies, Grease…)».
I bambini e la musica?
«La musica è un modo molto efficace per aprire il mondo immaginario di un bambino, per sviluppare il suo senso creativo, permettergli di esprimersi. Fino a quattro anni, la propedeutica musicale è l’approccio ideale verso la musica. Attraverso giochi ritmici, melodici, i bambini sviluppano l’orecchio. Gli ascolti musicali permettono di insegnare al bambino i diversi strumenti dell’orchestra. I bambini imparano canzoni, filastrocche, accompagnandosi con strumenti a percussione. Imparano a suonare insieme, in ritmo, a cantare intonato. Cinque anni è l’età ideale per cominciare uno strumento. Il bambino è cosciente, capisce le cose, riproduce le istruzioni con coscienza, capisce i funzionamenti dello strumento e della musica. L’importante è che sia capace di leggere la musica, di riconoscere le note».


Nuovi progetti?
«Quest’anno, sono nati tanti progetti! Ho aperto un canale youtube, dove pubblicherò regolarmente pezzi classici, o riprese di canzoni a più voci, tutte registrate al violoncello, o violoncello e voce. Metterò anche contenuti didattici e tecnici sul violoncello, per esempio come accordare un violoncello, a che altezza mettere il puntale, etc.. Ultimamente, in collaborazione con la liuteria Cesarini, ho realizzato un video sul tema di Cinema Paradiso di Ennio Morricone, e mi sono divertita a fare un medley di Star Wars e una canzone alla quale sono molto affezionata: “Because” dei Beatles. È molto piacevole e divertente di registrare pezzi polifonici con tutte le voci al violoncello. In questo modo voglio mostrare che il violoncello è uno strumento che ha tante possibilità. Per parlare del teatro, da fine 2017 insegno il teatro musicale nella scuola “Assisi International School” che usa il metodo Montessori, Collaboro con l’associazione “Français d’Ombrie”, associazione che promuove la cultura e la lingua francofona attraverso eventi e corsi didattici per bambini. In questa associazione, insegno per bambini da 3 a 12 anni teatro musicale in lingua francese. Quest’anno il tema scelto è stato i fumetti francesi. Viaggiamo attraverso i personaggi di Asterix, Tintin, Mélusine, i Puffi, etc.. Sempre collaborando con l’associazione, comincerò in gennaio, un progetto di musical in francese, per gli allievi del liceo linguistico “Pieralli”. È uno spettacolo intorno allo scrittore Molière che scrivo per loro, dove si reciterà, si canterà e si ballerà. Quest’anno i miei obiettivi saranno di fare un progetto musica, danza e poesia. Vorrei creare anche un corso di teatro musicale per adolescenti per creare in futuro una compagnia composta da giovani attori e musicisti che presenterà opere originali o già esistente. A parte questo nuovi progetti, insegno sempre il violoncello in lezioni privati, e alla scuola VMS a Ponte San Giovanni».

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Pubblicato da Umberto Maiorca

Giornalista professionista, scrittore e sceneggiatore

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