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Mobbing e stalking, due reati che possono distruggere una vita

Venerdì 8 febbraio, dalle ore 15 alle ore 19 presso la Sala Partecipazione della Regione Umbria (Palazzo Cesaroni, Piazza Italia 2, Perugia), l’Unione Nazionale Consumatori Umbria terrà un convegno per parlare di due gravi reati: mobbing e stalking. Due reati assimilabili perché accomunati dalla presenza dell’elemento persecutorio e dal protrarsi dell’azione nel tempo, ma che differiscono per numerosi aspetti.

Possiamo configurare il mobbing come reato doloso. Esso avviene sul posto di lavoro e consiste in una serie di comportamenti vessatori, protratti nel tempo, nei confronti di un lavoratore da parte dei colleghi o dello stesso capo. L’intento è quello di emarginare la vittima. Il mobbing, all’interno del nostro ordinamento, non è ancora disciplinato a livello normativo. Dunque, per provare di aver subito mobbing, bisogna far riferimento ad altre fattispecie di reato. Ad esempio lesioni, violenza, abuso di potere etc. Questo non significa che non vi sia una vasta giurisprudenza e dottrina in merito. Invece, in altri ordinamenti esiste una fattispecie di reato specifica, come ad esempio in Austria e Norvegia. Il termine ha una radice etimologica anglosassone e deriva dal verbo to mob che significa assillare. Per provare di aver subito mobbing, fondamentali sono la certificazione medica che attesti di aver subito un danno psicologico, morale, biologico, all’immagine etc. e la continuità e il protrarsi dell’azione in almeno sei mesi di continue vessazioni.

Lo stalking, invece, è disciplinato dall’articolo 612 bis del codice penale. Il termine deriva dal verbo inglese to stalk che letteralmente significa avanzare furtivamente. Trattasi di una serie di comportamenti reiterati di natura persecutoria che il reo pone in essere nei confronti della vittima. Il reo minaccia o molesta la vittima, cagionando un perdurante stato di ansia, di timore, tale da condizionare la vita quotidiana della persona lesa. Dunque, è chiaro che la condotta tipicamente tenuta dallo stalker è sicuramente abituale e continuativa in modo tale da incutere, in colui che la subisce, il timore di un pericolo per la propria incolumità. Per quanto riguarda la natura giuridica di questo reato, si può affermare che si tratta di un reato a dolo generico, poiché colui che ne è l’autore deve volere la condotta criminosa e l’evento che ne consegue.

L’evento di venerdì è accreditato da parte dell’Ordine degli avvocati di Perugia. Nel corso del convegno, interverranno:
Donatella Porzi, presidente del consiglio della Regione Umbria; Luca Barberini, assessore alla sanità della Regione Umbria; Damiano Marinelli, presidente ALI e UNC; Giorgio Benvenuto, già senatore della Repubblica e presidente della Fondazione Bruno Buozzi; Michelangelo Librandi, segretario generale UILFPL Nazionale; Angelo Garofalo, responsabile nazionale del Servizio antimobbing-stalking UILFPL; Armando Mattioli, responsabile del Servizio prevenzione sicurezza ambienti di lavoro USL n.2; Giuliano Bussotti, responsabile del Servizio mobbing, Stress L.C. e Mediazione USL n.2; Silvia Dazzi, esperta di UNC.

L’evento è stato organizzato con il patrocinio del Comune di Perugia, Confassociazioni e Cesvol.

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