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Narcisismo patologico e dipendenza affettiva, un lungo viaggio tra palcoscenico e social

Il narcisismo patologico e la dipendenza affettiva della vittima tornano sul palco per una nuova edizione, il 17 febbraio presso il Teatro Metastasio di Assisi alle 17, dello spettacolo “Al di là dell’amore”, prodotto dell’avvocata Rosa Petruccelli e dell’associazione “La fabbrica del pensiero creativo”. L’idea dello spettacolo nasce da una esperienza personale del legale, dopo aver incontrato uno psicopatico in carne ed ossa, e aver compreso sulla propria pelle cos’è la psicopatia e come si manifesta questo particolare disturbo della personalità, poco studiato in Italia.

Avvocata Rosa Petruccelli, parliamo di narcisismo patologico e dipendeza affettiva. Perché ti occupi di questo tema?

«Il narcisismo è un disturbo della personalità. È una patologia inserita nel manuale diagnostico della malattie mentali. È un disturbo della personalità, non è una malattia intesa come lesione organica, come follia. La persona affetta da tale disagio è assolutamente normale, a volte anche brillante. In realtà quello che caratterizza questo tipo di disfunzionalità è che il soggetto non ha la capacità di relazionarsi con gli altri perché non li vede come persone, ma come oggetti da utilizzare e manipolare ai propri fini. La reificaione, cioè la trasformazione in cose, delle persone e l’incapacità di provare sentimenti, l’essere privo di capacità empatica, disegnano il narcisista patologico».

Parlando di dipendenza affettiva, invece, ci riferiamo alla vittima?

«Certamente, però, qui vorrei specificare che ci sono vari tipi di dipendenza affettiva. La persona che cade vittima del manipolatore ha la tendenza ad assumere questo ruolo per proprie debolezze o per aspetti particolari della personalità. La vittima non ha sempre un preesistente problema psicologico, ma è spesso una persona normalissima che, però, non conoscendo le tecniche manipolatorie non comprende neanche i meccanismi che il narcisista attua. A volte anche la vittima può avere tendenze narcisistiche, ma in una forma coperta che si manifesta attraverso atteggiamenti depressivi più che aggressivi».

Ci hai parlato di tecniche manipolatorie, un esempio?

«Ce ne sono diverse, gli psicologi indicano tra quelle più utilizzate dal narcisista per indebolire l’autostima dalla vittima nella triangolazione, cioè in quel meccanismo secondo il quale il narcisista crea rivali o antagonisti veri o fittizi per instillare il dubbio nella vittima. Un traditore, però, cerca di nascondere l’amante, il narcisista vuole che la vittima sappia della relazione per indebolirti».

Tra narcisista e bersaglio c’è lo stesso rapporto che sussiste tra vampiro e vittima?

«Sì, tutti i narcisisti sono vampiri energetici, ti succhiano tutto, mentre non è vero il contrario, cioè non tutti i vampiri energetici sono narcisisti. Il vampiro energetico può essere un incontro casuale, ti succhia energia e finisce con l’incontro. Il narcisista è sempre un vampiro, rimane attaccato, compie molteplici atti per rubarti l’energia».

Lo spettacolo “Al di là dell’amore” nasce dall’esperienza personale, come è strutturato?

«C’è un narratore che funge da guida psicologica, racconta la patologia partendo dal mito di Narciso ed Eco, introduce la tematica e racconta la storia di due soggetti attraverso dei dialoghi: l’incontro, l’innamoramento, con il narcisista amorevole, attento, poi c’è la fase dell’aggressione e, infine, dell’abbandono. Viene descritto lo stato di dipendenza della vittima che cerca il narcisista come se fosse una dose di droga. Un quarto personaggio rappresenta l’anima della vittima, invece, è si esprime con monologhi poetici tratti dal mio primo libro di poesie pubblicate con Bertone editore».

Come nasce la Fabbrica del pensiero creativo?

«La Fabbrica del pensiero creativo ha come obiettivo di sviluppare la capacità di pensiero creativo, connettivo e cognitivo, cioè di creare opere in tutti i campi della scienza e delle arti, connettere le varie arti e le varie scienze, per sviluppare una cultura completa. Da qui nascono cinque progetti che interagiscono l’uno con l’altro».

I social come terreno ideale per i narcisisti?

«Dipendiamo dai social. Nei social ci sono le nostre maschere, mostriamo le immagini che vogliamo e il mondo che vorremmo. Il narcisista ha una maschera che manifesta all’esterno e i social alimentano il narcisismo».

Lo spettacolo sul narcisismo torna sul palcoscenico, ci dici quando?

«Sabato 17 febbraio alle 17 al teatro Metastasio, “Al di là dell’amore” in scena per una nuova avventura».

About Umberto Maiorca

Giornalista professionista, scrittore e sceneggiatore

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